La spirale farsesca del doppio: al Teatro Angioino di Mola di Bari è andato in scena il capolavoro di Ray Cooney “Taxi a due piazze” nella versione della Compagnia Gadavè con la regia di Nicola Valenzano

Al Teatro Angioino di Mola di Bari, sempre egregiamente diretto da Francesco Capotorto, è andata in scena Taxi a due piazze, celebre commedia di Ray Cooney, che nella versione proposta dalla Compagnia Gadavè e nella regia del compianto Nicola Valenzano è ambientato nel capoluogo pugliese. Uno spettacolo che conferma l’efficacia della farsa inglese nell’intrecciare comicità e ritmo frenetico e di mettere in scena una costruzione teatrale di straordinaria precisione attraverso l’utilizzo sapiente del meccanismo del doppio come dispositivo narrativo e comico.

Protagonista assoluto è un certo Nicola Lorusso, un nome è talmente diffuso a Bari da risultare naturalmente esposto all’omonimia. Nicola è un tassista che conduce una doppia vita organizzata con precisione millimetrica, quasi maniacale. L’uomo è sposato con due diverse donne: Nathalie, affascinante moglie di origine francese, e Anna, figura quasi materna e perennemente in ansia per lui. Le due abitazioni, situate in quartieri differenti, gli consentono di gestire due routine parallele fatte di orari rigidissimi, turni calcolati al minuto e rituali affettivi replicati con cura, tanto da non destare mai alcun sospetto.

Questa quotidianità perfettamente oliata viene però improvvisamente interrotta da un punto di rottura che fa crollare l’equilibrio costruito con tanta attenzione. Le due mogli, una mattina, non vedendolo arrivare, chiamano il più vicino comando dei carabinieri, che cominciano ad indagare. Nicola Lorusso, infatti, nel tentativo di salvare una signora da uno scippo, viene aggredito, picchiato e finisce stordito in ospedale. È da questo evento imprevisto che la doppia vita del protagonista inizia a incrinarsi, il rigido controllo del tempo e dello spazio si dissolve, aprendo la strada a una catena di equivoci, omissioni e bugie sempre più difficili da sostenere.

Il tema del doppio diventa così il vero asse portante dello spettacolo, declinato non in chiave esistenziale, ma apertamente farsesca. La duplicazione riguarda innanzitutto lo spazio: due case, due orari, due routine quotidiane, in cui ogni luogo possiede il suo “gemello”. A questa si affianca la doppia identità del protagonista, costretto a essere due persone diverse, adattando comportamento, tono e bugie a seconda del contesto, una doppia identità che diventa addirittura “trina” quando pur di salvarsi coinvolge nel suo gioco di moltiplicazioni anche il vicino.

Il doppio è anche nel linguaggio: le stesse parole vengono pronunciate a interlocutori differenti ed assumono significati opposti, generando una catena inarrestabile di fraintendimenti, confusioni e di immancabili risate. Con il procedere della vicenda, la logica dello sdoppiamento coinvolge progressivamente anche tutti gli altri personaggi, che finiscono per moltiplicare ruoli e versioni di sé; alcune versioni sono suggerite dalla situazione comica e dagli equivoci, altre saranno una vera sorpresa per lo spettatore man mano che la rappresentazione procede e culmina. Emblematica, in questo senso, la presenza dei due brigadieri, coinvolti nelle indagini, ulteriore incarnazione del motivo del doppio, che rafforza il gioco degli specchi su cui si regge l’intera rappresentazione.

La regia di Nicola Valenzano accompagna con precisione il crescendo comico, mantenendo alto il ritmo serratissimo delle battute che valorizzano la coralità di un cast – Daniela Ciavarella, Annamaria Vivacqua, Ugo Maurino, Tiziana Gerbino, Mauro Milano, Giambattista De Luca – rodato, in sincronia perfetta. Il doppio, usato in chiave farsesca, diventa così strumento per mostrare come l’inganno, anche quando appare perfettamente congegnato, sia inevitabilmente destinato a crollare.

Sotto la risata emerge infatti la fragilità della menzogna e l’impossibilità di controllare a lungo una realtà fondata sulla duplicazione. Taxi a due piazze si conferma uno spettacolo brillante e coinvolgente, capace di divertire e, al tempo stesso, di suggerire una sottile riflessione sulla precarietà delle maschere quotidiane.

Vicky Berardinetti
Foto di Romano Foschi

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1 commento su “La spirale farsesca del doppio: al Teatro Angioino di Mola di Bari è andato in scena il capolavoro di Ray Cooney “Taxi a due piazze” nella versione della Compagnia Gadavè con la regia di Nicola Valenzano

  1. Gadavè Aps Rispondi

    Un sentito ringraziamento al Ciranopost e in particolare a Vicky Berardinetti dalla compagnia Gadavè Aps! Ci vediamo al prossimo spettacolo 😊

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