Il riso amaro di “Un giorno come un altro”, lo spettacolo scritto e diretto da Giacomo Ciarrapico con Carlo De Ruggieri e Luca Amorosino, ci racconta la disillusione dell’Italia del “pontone”

Amerigo Ormea uscì di casa alle cinque e mezzo del mattino. La giornata si annunciava piovosa.”
Inizia così La giornata di uno scrutatore, uno dei libri più toccanti di Italo Calvino. Un romanzo breve che mi è ricapitato tra le mani qualche settimana fa e che nell’arco di un pomeriggio ho letto con il trasporto che sempre riaccende la passione per la scrittura di Italo Calvino. Casualmente, proprio nei giorni in cui Amerigo Ormea aveva condiviso con me le sue riflessioni sull’umano, sulla politica e sull’amore, Carlo De Ruggieri mi parlava del suo nuovo spettacolo Un giorno come un altro, una commedia in cui – un po’ come accade nel libro di Calvino – un seggio elettorale è il luogo in cui la politica entra prepotentemente nella vita di chi vota e fa votare. Ma se la giornata di Amerigo Ormea è segnata dalla pioggia grigia di Torino, la giornata degli scrutatori Ranuccio e Marco è una domenica di sole in cui molti elettori decidono di “fare il pontone”, di disertare, cioè, le strade cittadine per andare al mare, complici il meteo e una fortunata combinazione di giorni festivi (o quasi).

Un giorno come un altro, scritto e diretto da Giacomo Ciarrapico, inserito nel cartellone di prosa del Teatro Sala Umberto a Roma, è una commedia proiettata in un futuro molto prossimo in cui l’astensione raggiungerà livelli quasi assoluti e solo il quattro per cento degli aventi diritto andrà a votare in un’Italia in cui la classe dirigente è completamente scollata dalle vite dei cittadini.

Luca Amorosino, Marco, e Carlo De Ruggieri, Ranuccio, si trovano in un seggio elettorale vuoto, in attesa dei votanti e della commissione elettorale che diserta il seggio lasciando i due scrutatori soli, diventati così presidente e segretario. Due personalità molto diverse quelle dei personaggi in scena, che ricordano le attitudini degli italiani alle prese con la politica: quella di chi crede ancora fermamente e in maniera un po’ saccente al potere del voto, al potere del popolo, alle “vite sacrificate per dare il diritto di voto a tutti” e quella di chi diventa scrutatore per intascare il rimborso di servizio, con la faccia e i modi di un’Italia che da tempo è lontana dai valori che animavano i primi elettori dopo la Seconda Guerra Mondiale, l’Italia di chi non comprende più le parole dei politici, di chi vive la politica semplicemente come un meccanismo di potere su cui non può più agire ma che prova costantemente a raggirare. Intorno ai due si disegnano intanto le vite che li hanno portati in una classe disertata anche dagli studenti per fare posto alla politica: due esistenze molto diverse, due uomini che hanno fatto scelte quasi opposte ma che già a metà giornata si ritrovano a condividere l’inadeguatezza che tutti noi abbiamo di fronte alla vita e alle imprevedibili scelte che il destino fa per noi. Marco e Ranuccio svelano, con il passare delle ore, lati inediti e slanci appassionati che portano gli spettatori a ridere, quello sempre, con leggerezza ma anche ad affezionarsi a due uomini così comuni e così vicini alle nostre vite.  

E intanto, al di là del testo scenico, prende forma una domanda “ma dov’è la politica?”, al di là dell’ironia leggera che dirige le battute, sopra la testa degli attori, nel ricordo degli spettatori all’uscita della sala, resta una domanda attualissima, un dubbio, quello di vivere in un paese in cui la ricerca del tornaconto personale toglie sempre più spazio alla costruzione del bene comune, e una possibilità, quella di ripartire dal confronto personale per tornare ad una politica condivisa.

Un giorno come un altro – scritto e diretto da Giacomo Ciarrapico – con Luca Amorosino e Carlo De Ruggieri – aiuto regia MariaChiara Di Mitri – musiche Giuliano Taviani e Carmelo Travia – scene Andrea Quattropani – disegno luci Daniele Petroni – datore luci Giorgia Merlonghi – ufficio stampa Silvia Signorelli – produzione Viola Produzioni Centro di Produzione Teatrale – si ringraziano Cristina Ribacchi, Luca Vendruscolo e Luciano Curreli – durata atto unico di 1 ora e 10 minuti

Simona Irene Simone
Foto tratte dal sito del Teatro

Condividi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.