Fermate il Samsara, vogliamo scendere! “Si vede che non era destino”, il recital/reading di Daniele Petruccioli per Terrarossa Edizioni, nel prologo de “Il Peso della Farfalla” 2023

E’ spesso il meccanismo perverso dell’amore, l’interdipendenza spasmodica, il bisogno continuo dell’altro a farci elaborare meccanismi di squisita perfidia da cui scaturiscono giochi di manipolazione profonda che generano complessi meccanismo di colpa e gratificazione, così sottili da sfuggire al nostro controllo e da ingabbiarci senza la minima possibilità di fuga, di affrancamento, finché il bisogno a monte di quei meccanismi, ormai da essi stessi sopraffatto (o semplicemente mutato, o anche solo male interpretato fin dall’inizio), non scompare, non si dissolve in vuoto ormai riempito solo dalla coazione a ripetere – eternizzata perché insufficiente – di quegli stessi meccanismi perversi e ormai totalizzanti.”
(Daniele Petruccioli “La casa delle madri”)

Che guilty pleasure, la lettura ad alta voce. A maggior ragione per chi non lo fa di mestiere, il piacere proibito di sentire il suono della propria voce è spesso affidato alle lenzuola, allo specchio, al divano, un flusso energetico che ha un preciso erotismo, le cui onde vagano e si infrangono nella testa, nella gola e nel petto. Non si stupisca, dunque, il resto del mondo abituato a parlare in pubblico, se chi legge per amore arrossisce, si emoziona, forza il respiro.

Se poi è un testo di Terrarossa edizioni, la sequenza emozionale è ben comprensibile. Un editore testardo, fecondo, eponimico, porta il nuovo testo di Daniele Petruccioli, “Si vede che non era destino”, alla prova del reading/recital di prosa, dopo la dozzina del Premio Strega 2021 con “La casa delle madri”, sempre edito da Terrarossa.

Quattro lettrici, tra cui la direttrice Clarissa Veronico, anima e corpo del festival “Il Peso della Farfalla”, accarezzano con la voce brani tratti dal libro. Una storia nota, quella di Maria, incinta di Ieshua, una donna che va incontro a un destino di madre ben più ampio di quello gestazionale, una sposa ben più impegnata dell’incontro con un pastore irresistibile e con un falegname troppo stanco per farsi domande.

Il Vangelo secondo Daniele è la realizzazione che nulla si compie mai, agli occhi del genere umano, con una divinità che si insinua proprio in queste incompiutezze, chiamandole fede, o addirittura Dio. È proprio la consapevolezza che l’antidoto all’endemica irrisolutezza dell’essere è un “mai dire mai” non detto, ma agito, che libera Maria, e tutto il racconto, da un samsara di inadeguatezze, incertezze, mancanze emotive e fisici mancamenti.

Un’ora e un quarto che apre riflessioni, innanzitutto sul ruolo della maternità, portando una pietra in più ai controversi e odierni ragionamenti sulla Gestazione Per Altri, e mettendo questa pietra per poterci salire e guardare un microscalino più in là, invece di scagliarla contro chi avrebbe peccato, come i tanti farisei della tastiera tendono a fare. Inoltre, la liberazione dal Samsara evangelico, quel ciclo di nascita, morte e resurrezione che non ci trova mai uguali una volta compiuto il ciclo delle cinquantadue messe della domenica, è una botta inaspettata, che non crea vuoti, al contrario compie e riempie di significati l’esistenza.

Scorre così la prima delle tre sere del primo capitolo della nona edizione de “Il Peso della Farfalla” 2023. Il festival è a cura di Punti Cospicui, della figura onnipresente di Clarissa Veronico, con il contributo della Regione Puglia e del Comune di Bari. Il festival, che nell’edizione 2022 si è fregiato di ospitare il debutto della pièce “Con la carabina” della Compagnia Licia Lanera, una felicissima intuizione nient’affatto casuale, prima del doppio Ubu della stessa pièce, prevede sempre un prologo, un punto della situazione, un ritiro spirituale, a Prinz Zaum, libreria/caffetteria/showcase, più precisamente il riferimento di pressoché tutti gli strati culturali cittadini raschiati a fatica dalle patine più ruffiane, quelle che mischiano la sagra alla poesia, l’evento all’epifania.

Le altre due serate, sempre di mercoledì, prevedono il 21 giugno “Stracci. Contro l’uomo medio” di e con Vittorio Continelli, produzione mo-wan Teatro e il 28 giugno “Del Potere”, con Lea Barletti, produzione Barletti/Waas.

Beatrice Zippo
Foto di copertina Beatrice Zippo

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