Le gonfie vele dell’incanto verso “L’isola nuova”, Saramago adattato dal Teatro delle Bambole nell’ambito dei “Racconti del Mediterraneo” presso la Casa delle Culture del Quartiere San Paolo

Ci sono luoghi che Instagram ancora non geolocalizza. È proprio lì, che vanno cercate nuove esperienze e volti nuovi. Questo è lo spazio dalla Casa delle Culture del Quartiere San Paolo, uno spazio in cui passare il sabato sera non è affatto comune. Non ancora. Infatti, già a una manciata di passi dal centro culturale, l’energia sprigionata dai murales dipinti sui palazzi da tredici artisti locali e internazionali sembra urlare di voler uscire dallo stigma che ammanta quelle strade da decenni.

La sfida del “Teatro delle Bambole” sta proprio qui. Nel portare l’inedito dove tutto sembra già scritto. Qui nasce “Racconti del Mediterraneo”, l’iniziativa organizzata proprio dalla Compagnia, un progetto finanziato dalla Sezione Relazioni Internazionali della Regione Puglia, col Patrocinio del Consolato Onorario del Portogallo a Bari. Prima del talk “Incontro sul Mali”, alla Casa delle Culture ha preso vita lo spettacolo teatrale “L’isola Nuova”, in debutto nazionale, liberamente ispirato al racconto di José SaramagoIl racconto dell’isola sconosciuta”, con la drammaturgia, l’allestimento e la regia di Andrea Cramarossa, con Federico Gobbi e Moussa Kante, in collaborazione con OTSE – Officine Theatrikés Salento Ellàda.

Il linguaggio del Teatro delle Bambole appare subito chiaro. I personaggi sembrano mossi da un unico burattinaio, agendo a turno con un unico centro di movimentazione. Il giovane Moussa, di nazionalità maliana, nei panni del navigatore, porta sul palco la sua personale storia col mare. Federico invece diventa la presenza maschile che di volta in volta ostacola o mette in guardia l’ambizione del giovane navigatore. Sullo sfondo, il personaggio della Donna delle Pulizie, la Bambola dello spettacolo, catalizzatrice dell’intero racconto. Non è il solo richiamo all’estetica dei burattinai offerta dall’allestimento targato Teatro delle Bambole: un telo dipinto con la schiuma del mare diventa un booth dove far navigare una grande barca di carta, due bamboline in carta portano il proprio corpo bidimensionale al servizio della fantasia delle spettatrici e degli spettatori di tutte le età.

Lo spettacolo, infatti, è sì riservato in via primaria a un pubblico di piccini, ma ogni esistenza, che pare aver conosciuto ciascuna isola del sé, possiede al proprio interno delle mete e degli stati dell’anima che sfuggono a qualsiasi esperienza e giurisdizione. Questa cosa è assolutamente naturale negli occhi di Kante, che il mare vero, sconosciuto, al di là del quale vi è un ignoto sognato, l’hanno già visto.

Quanto a noialtri, che ogni tanto ci vergogniamo di esistenze in cui non esiste un’età in cui tutto sia davvero già stato detto, tutte le emozioni belle e brutte siano state provate, dovremmo fare come il navigatore di Saramago, come Moussa Kante, come le strade del San Paolo: nulla è immutabile, per quell’Isola Sconosciuta che è la vita.

Verso mezzogiorno, con la marea, L’Isola Sconosciuta prese infine il mare, alla ricerca di se stessa

(José Saramago- “Il racconto dell’isola sconosciuta”)

Beatrice Zippo

Photo courtesy: Teatro delle Bambole

Condividi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.