Diario di una Giurata – Bif&St 2021 – Giorno 4 e 5

Rieccomi qui dopo due intensissimi giorni di film e presentazioni.

Mercoledì abbiamo visionato due film:
The Italian Banker” con la regia di Alessandro Rossetto e l’interpretazione del banchiere italiano di Fabio Sartor; film prodotto con il Teatro Stabile del Veneto che parla di cosa sta succedendo ai sistemi bancari italiani in questi anni e delle perdite finanziarie di migliaia di famiglie e imprese.
Poi è stata la volta di “Bentornato papà“, con la regia e l’interpretazione di Domenico Fortunato, con lui anche Donatella Finocchiaro; i fatti narrati hanno come fattore scatenante la malattia del padre.

Giovedì invece, ieri, abbiamo visionato il film “La vera storia di Luisa Bonfanti“, regia di Franco Angeli e attrice protagonista Livia Bonifazi, un docufilm che mescola immagini di repertorio dagli anni ’60 e ’70 e immagina la vera storia (ma finta) di un’attrice che non riesce a sfondare nel mondo del cinema.

Noi come giuria, intorno a mercoledì, abbiamo iniziato seriamente a starci simpatici tra noi e quindi sono partite retate verso la gelateria Gentile per mangiare il loro gelato a tema Bif&st, ossia una cialda al cioccolato tempestata di zucchero azzurro, con crema alla banana e zenzero e pioggia di zuccherini alla fragola, un gelato in onore del film cult “Polvere di stelle“.
Raccomando caldamente questa esperienza culinaria, questo gelato è davvero strepitoso.
E poi, non contenti, ce ne siamo andati a largo Albicocca per un panzerotto fritto e una birra sotto le lucine della piazza.
Alla fine è andando a mangiare insieme che si fa gruppo e squadra, no?

Ieri poi, dopo la visione dell’ultimo film, ci siamo riuniti in un luogo di fortuna (ci hanno lasciato la platea del Teatro Piccinni per un’oretta) e abbiamo dato il via alle votazioni.

Per i sei film della sezione Anteprime Italiane da noi visionati, ossia “Sulla giostra”, “Querido Fidel”, “Tra le onde”, “The Italian banker”, “Bentornato papà” e “La vera storia di Luisa Bonfanti”, abbiamo votato la Miglior Regia, il Miglior Attore Protagonista e la Migliore Attrice Protagonista.
La votazione, che è stata basata su un voto da 1 a 10, è stata piuttosto animata, ma posso anticipare che i vincitori hanno vinto per distacco, ossia in modo netto.
Seppur con opinioni diverse, posso dire che siamo stati tutti d’accordo sui vincitori che verranno premiati sabato sera al Teatro Petruzzelli.
Noi saremo presenti e non vediamo l’ora che la nostra presidentessa Antonella Matranga consegni i premi da noi indicati.

Vorrei personalmente fare al direttore Felice Laudadio una richiesta: la prego, per le edizioni future, cerchi per la giuria un luogo tranquillo e comodo per espletare le operazioni di voto.
Ieri abbiamo dovuto fare tutto in un tempo limitato, ci sarebbe piaciuto avere a disposizione più tempo per discutere e mettere a fuoco alcune cose.
Noi comunque siamo stati bravissimi, del resto abbiamo preso la cosa molto seriamente.

Neanche a dirlo, al termine delle  votazioni, siamo andati a rifocillarci; la scelta è ricaduta sul ristorante greco a Bari Vecchia, e lì finalmente seduti e rilassati ci siamo concessi delle amabili chiacchiere e delle risate.

Manterremo il segreto sui vincitori, saprete tutto domenica.

Io intanto affilo le dita per le mie personali valutazioni, che scriverò domenica.
Ho tanto da dire sul nostro cinema italiano.

Ma la visione dei film per me non è terminata.
Oggi, fuori giuria, andrò a godermi il film “Alida“, su Alida Valli.
Alida va a vedere Alida.

Inviamo una nota ill­ustrativa dell’evento che si terrà sabato 2 ottobre alle ore 18 al Teatro Piccin­ni.

L’ingresso è gratuito ma per accedere bi­sogna prenotarsi onl­ine al seguente link​ https://www.vivatick­et.com/it/acquista-b­iglietti/tpp​

Avvocati sullo scher­mo

Tre modi diversi di raccontare la profes­sione forense.
Michele Laforgia, pa­rtendo dalla quinta puntata della prima serie di “Gomorra” , diretto da Francesca Comencini, tratterà del ruolo de­ll’avvocato colluso con la criminalità organizzata. Un’occas­ione per interrogarsi sulla reputazione, i confini e i princ­ipi della profession­e, in un momento seg­nato dagli scandali e dalla sfiducia nel­la giustizia.
Angela Arbore, intit­ola il suo intervento “ero ebrea, ero do­nna, ero madre…ero avvocato“.
Partendo dal film “U­na giusta causa” (Mimi Leder, 2018) tra­tterà della figura della protagonista e delle doverose conte­stualizzazioni per riflettere da giudice sull’importanza di una difesa “sensibil­e” nella materia del­la discriminazione.
Difesa sensibile che alla fine deve pres­cindere dal genere, come dimostra proprio la storia della pr­ima causa vinta dalla protagonista. Quin­di una riflessione sugli approcci da par­te nostra a diverse tematiche. Che andre­bbero sempre più con­divisi al di là della dialettica fisiolo­gica dei ruoli.
Enzo Augusto tratterà dell’avvocato “med­io”. Il civilista che affolla i Tribunali e li frequenta quo­tidianamente. Non l’­avvocato investito della missione della toga o l’avvocato d’­affari (per quello che significa) ma il professionista che deve coniugare la necessità di trarre dal suo lavoro i proven­ti per vivere e mant­enere la famiglia (e quindi procurarsi la clientela) con la ricerca della giusti­zia, assistendo il cliente per la tutela dei diritti.
Avvocato simbolo di questa categoria è l’avvocato del film di Atom EgoyanIl dolce domani”, vedremo insi­eme immagini signifi­cative



A domenica con il racconto della serata finale e di tutta la verità sui film visionati!

Alida Melacarne


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