BIF&ST2021 – Diario di una giurata: giorno 3

Ieri avevo un po’ più di tempo e per recarmi alla visione del terzo film della sezione “Anteprime Italiane“, che attiene il mio compito di giurata popolare, ho parcheggiato parecchio lontano dal Teatro Piccinni.
Con Jamiroquai in cuffia mi sono sentita come una specie di “cosmic girl” mentre camminavo a passo sostenuto su Viale della Repubblica e poi su di volata sul ponte di Corso Cavour, col sole basso sulle decine di binari della ferrovia.

Ma come cambia la città da quartiere a quartiere, da strada a strada? Si passa nel giro di pochi metri dai negozi cinesi e dai bar “popolari” al glam dei negozi delle grandi firme al tappeto rosso che circonda il Petruzzelli in questi giorni.

E non sono così tanto sicura di preferire il glam, anzi!

Arrivo al Teatro Piccinni con i soliti 15 minuti di anticipo che servono per mettere la firma sul registro della giuria, ritirare i biglietti e fare un paio di chiacchiere tra noi. Ci scappa anche una sigaretta vista traffico di Corso Vittorio Emanuele che non si ferma mai.
Si entra in sala, aria condizionata a palla, e visioniamo per primo, fuori concorso, un cortometraggio intitolato “Distanza Zero” realizzato dalla Direzione Generale Inail Puglia: il tema è quello della sicurezza sul lavoro, declinato sulla vita dei rider. Il cortometraggio dura 7 minuti e vengono chiamati da David Grieco, che introduce ogni sera i film della nostra sezione, alcuni rappresentanti di Inail Puglia analizzando il prodotto appena visionato, in una giornata come quella di ieri in cui i morti sul lavoro sono stati tre; la sostanza della sua lettura è che al cinema si può chiedere di più, osare di più, andare oltre un racconto didascalico seppur pieno di buone intenzioni. La conclusione è il desiderio di coinvolgere ancora di più le istituzioni e lavorare in futuro per prodotti cinematografici – e artistici in genere – che siano più d’impatto e più critici.

Si passa poi al film della serata, “Tra le onde“.
Sul palco i fratelli Marco e Simonetta Amenta, rispettivamente regista e produttrice del film che ci raccontano di come in questo anno e mezzo non si siano lasciati lusingare dalle piattaforme streaming e abbiano atteso la riapertura dei cinema per presentare il loro film. Presente anche Sveva Alviti, attrice protagonista, molto conosciuta in Francia, dove ha interpretato un film su Dalidà, meno in Italia, dove, dice, tornerà a girare quando le verranno proposti ruoli che vadano oltre quello della bella donna bionda. “Tra le onde” è un film di 90 minuti, girato tra Sicilia e Sardegna, e vede una coppia viaggiare su un camion frigorifero per la consegna di un carico decisamente particolare. Il viaggio è la dimensione spazio/temporale in cui lui e lei avranno delle cose da dirsi e chiarirsi e la verità si farà strada.

A film terminato usciamo e poi via verso casa. Io ho una fame tremenda e voglia di cucinare zero. Mi fermo al camioncino dei panini vicino Largo 2 Giugno per una birra e una manciata di patatine e do un’occhiata al programma dei film previsti per il giorno dopo, ben due: “The Italian banker” e “Bentornato Papà“.
Per oggi è andata.
A domani!

Alida Melacarne

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