I Malalingua ed Enzo Decaro per il weekend teatrale nell’Arena Kismet di Bari

Un doppio appuntamento di grande prestigio all’Arena del Teatro Kismet questa settimana per la rassegna “Speciale Puglia sotto le stelle“.

Domani, venerdì 30 luglio alle ore 21.00, è di scena la nuova produzione Malalingua / Teatri di Bari: ‘Murder Theatre‘, un delitto dai toni noir protagonista di una speciale lettura teatrale, un reading, un evento ancora avvolto nel mistero (Biglietto 8 euro).
In un periodo di forti incertezze come quello attuale, è difficile guardare con occhio concreto al futuro imminente e forse, per certi versi, non è neanche utile. Ciò che si rivela comunque utile è prendere a riferimento le esperienze passate e capire come queste possano coniugarsi con il presente. Per questo ci siamo interrogati su quali fossero forme di espressione artistica vicina a quella teatrale, che possano avere o ritrovare un senso nel presente e tra tutte, quella che ci è sembrata più interessante da esplorare è il radiodramma. Il radiodramma è un genere con cui in passato si sono confrontate personalità di spicco nel panorama teatrale e culturale internazionale, da Beckett ad Artaud, a Friedrich Durrenmatt, Brecht, Orson Welles, fino a Federico Fellini, Eduardo de Filippo e Massimiliano Bontempelli per l’Italia. Tutti loro hanno mosso i primi passi in questa forma di intrattenimento artistico. La diffusione che in epoca attuale sta avendo il concetto di serialità, unita al successo di numerose forme di podcast, può contribuire a far tornare in auge un fenomeno che in Italia non ha finora trovato ampio spazio.
Da questa riflessione nasce “Lilith”, un audiodramma di genere giallo scritto e diretto da Marco Grossi. Un crimine è stato commesso, persone apparentemente ordinarie intessono relazioni più o meno casuali che lentamente costruiscono una rete fitta di corrispondenze e connessioni. La rete si stringe ed esplode una serie di fatti che cambieranno per sempre il corso delle vite dei protagonisti. In un presente mediocre fatto di piccole quotidiane nevrosi, si prepara un futuro distopico in cui il femminile è riletto in una curiosa chiave di riscatto, estremo e inatteso.
Il progetto ha previsto la stesura di una sceneggiatura originale, suddivisa in puntate di cui , nel reading si darà una lettura antologica che da un lato ne racconti la trama, dall’altro descriva le dinamiche proprie della realizzazione di un audiodramma (gestione dello spazio, del suono e della relazione tra personaggi, attraverso il solo utilizzo del suono). La storia svilupperà un giallo e sarà strutturata in modo da sfruttare tutto il potenziale narrativo dato dalla serialità. Protagonista della vicenda è una figura femminile che in parte racconta in parte interagisce con altri personaggi, ognuno con una sua precisa caratterizzazione, più o meno marcata, che terrà anche conto di diversi “tipi” di maschera della società moderna (es. lo xenofobo, il complottista, l’arrampicatore sociale). Il risultato sarà una storia avvincente e allo stesso tempo divertente in cui i colpi di scena saranno abilmente distribuiti nel corso della vicenda per mantenere viva l’attenzione dell’ascoltatore, tenendo sempre ben presenti le peculiarità del genere preso in esame.
Il senso dell’udito e l’atto di ascoltare, se ben guidati, possono essere di grande stimolo alla fantasia di chi ascolta: basta un suono e ci ritroviamo in un aeroporto piuttosto che in un ristorante affollato o in cima a un grattacielo. In questo l’esperienza della tradizione del rumorismo radiofonico come stimolo alla fantasia costituirà un interessantissimo campo di indagine in cui il suono è parte integrante della narrazione in dialogo costante con la voce degli attori. Questo ideale “compromesso” narrativo tra attore e ascoltatore consente di spaziare notevolmente rispetto a luoghi, situazioni e ambientazioni, rendendo decisamente ricca e imprevedibile la narrazione. L’ascolto come stimolo alla fantasia costituisce un’altra forma di invito all’autorialità dello spettatore. Tutti ascoltano la stessa storia ma ognuno la immaginerà diversa, ognuno colorerà le scene in modo diverso, ognuno darà forma e colore al suo aeroporto, al suo ristorante, al suo grattacielo, ognuno, insomma, sarà libero di essere coautore della propria versione personale della storia comune.
Autore e regista Marco Grossi; cast: Marianna de Pinto, Valentina Gadaleta, William Volpicella, Michele Cipriani, Monica De Giuseppe, Fabrizio Lombardo, Raffaele Braia, Marco Grossi; suono Claudio De Robertis

Sabato 31 luglio e domenica 1 agosto alle ore 21.00 Enzo Decaro sarà il protagonista di Un folle volo – Il viaggio di Ulisse (ErgoSum produzioni). Biglietto unico: 20 euro, acquistabile sul circuito www.vivaticket.com.
Un viaggio alla conquista di se stesso. E’ questa la più titanica delle imprese che l’eroe omerico si accinge a compiere. L’Odissea di Omero è, in assoluto, l’opera che meglio di ogni altra riesce a rendere attraverso la metafora del viaggio, il lungo, lento, paziente, ma avventuro percorso che l’uomo compie alla ricerca di se stesso. Un viaggio scandito da tappe coincidenti ai diversi stadi di crescita e di evoluzione a cui ci chiama la vita. Omero fa compiere al suo eroe ardue imprese. Lontano dalle coste di Itaca lo attendono guerre, mostri, pericoli, gli stessi che incontra sulla strada del ritorno, quando, finalmente pago di sapere, sceglie la rotta per casa. Ulisse lascia la sua Terra e esplora il mondo, supera le sue paure, risponde ai suoi dubbi, si addentra in territori della conoscenza e ritorna a casa. Ulisse è l’Uomo moderno che si spinge quotidianamente nel superamento dei propri limiti, che tenta affondi verso la conoscenza del mondo ma, soprattutto di sé. E torna a casa, consapevole dei suoi confini. Un “viaggio circolare”. Si parte da casa e si ritorna a casa, per ripartire. Perché più forte del desiderio del ritorno e la bramosia della conoscenza. Enzo Decaro, su drammaturgia di Alessandra Pizzi, accompagnato dalle musiche al pianoforte di Francesco Mancarella e al beatbox da Filippo Scrimieri, dà voce all’Eroe Omerico, ci spiega le motivazioni che hanno accompagnato il viaggio di Ulisse e ci aiuta nella comprensione di quei “viaggi quotidiani” che spesso compiamo alla ricerca di noi stessi. Lo fa con la leggerezza del “consigliere”, dell’”amico saggio” che piuttosto che additare gli errori, cerca immagini lievi a cui ispirarsi. Ci riporta sull’isola di Calipso, ci immerge nella dimensione surreale del mare azzurro e, soprattutto, rende il suo speciale omaggio alla letteratura, alla poesia, alla musica e all’arte che ad Ulisse si sono ispirati. In questo viaggio Ulisse non incontra mostri e lestrigoni, ninfe e creature divine, ma “dialoga” con Francesco Guccini, e il suo racconto di Odysseo, incontra Dante e i dannati del canto XXVI dell’Inferno, Lucio Dalla e i versi di Itaca. Incontra la Poesia di Pascoli e di Montale, di Tyson, di D’Annunzio, i versi delle canzoni di Caparezza, la letteratura di Borges e di Kafka e termina nell’infinito di Leopardi. Perché tra epica e invenzione, tra commento e narrazione, tra esegesi e interpretazione, vale il valore della parola che incanta, come il coro delle Sirene di Ulisse.
(https://www.ciranopost.com/2020/09/15/alessandra-pizzi-ed-enzo-de-caro-trascinano-lo-spettatore-alla-infinita-scoperta-del-mito-di-ulisse/)

Per informazioni: 080 579 76 67 – 335 805 22 11 / botteghino@teatrokismet.it

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