Film da (ri)scoprire: “I nostri cuori chimici – Chemical Hearts” di Richard Tanne

T’amo come si amano certe cose oscure, segretamente, tra l’ombra e l’anima“: così scriveva alla sua amata Pablo Neruda nel suo sonetto XVII che fa da cupido per i giovani liceali Henry Page e Grace Town, i protagonisti del film “I nostri cuori chimici – Chemical Hearts“, dramma sentimentale che Richard Tanne ha scritto, diretto e prodotto, traendolo dall’omonimo romanzo di successo di Krystal Sutherland.

Il romantico incontro tra i due protagonisti ha origine proprio grazie alla passione per la scrittura che entrambi hanno, che li porta ad essere coinvolti nella realizzazione del giornale della scuola. Accomunati dalla stesso progetto editoriale, i due iniziano a frequentarsi anche fuori, a condividere esperienze ed emozioni. Grace (Lili Reinhart, divenuta famosa con il ruolo di Betty Cooper nella serie televisiva Riverdale) però si mostra da subito fredda e scettica nei confronti di questo nuovo incontro, trasmettendo all’emotività acerba di Henry (Austin Abrams) sentimenti contraddittori ed equivoci, mentre lo studente, alle prime armi in amore, si manifesta immediatamente molto coinvolto e disarmato di fronte alla problematica compagna di scuola, ma scoprirà solo più tardi che la misteriosa amica, scrittrice di poesie, nasconde un dolore che giunge dal passato e che traspare dall’handicap che ha ad una gamba, che l’ha resa zoppa per sempre, dovuto ad un indicente stradale in cui il suo fidanzato Dom aveva perso la vita.
Con pazienza Henry riesce a conquistare la fiducia della spigolosa Grace e i due si lasciano andare alla reazione biochimica più forte di sempre: l’innamoramento. E’ l’amore ad attivare una serie di meccanismi fisici e psicologici molto simili a quelli che scatena una qualsiasi dipendenza: sostanze come dopamina, noradrenalina e l’ossitocina invadono il nostro cervello e attraggono il nostro corpo ad un altro. in definitiva, non è nient’altro che una reazione chimica, come tenta di spiegare ad Henry sua sorella maggiore nel tentativo di aiutarlo quando Grace decide di allontanarsi da lui.

Romanticismo e tenerezza non mancano sicuramente a I nostri cuori chimici – Chemical Hearts, ma nulla viene dato per scontato, come un finale che vede alla fine trionfare l’amore.
Ma il film non è soltanto questo: è da un parte la storia dell’educazione sentimentale di un 17enne che conosce, conquista e perde il suo primo amore, la sua prima scoperta di questo strano sentimento, ma anche del sesso. E, dall’altra, la stagione matura del dolore nella enigmatica Grace che vive tragicamente il ricordo del suo fidanzato, del dolore e del rimpianto che non l’hanno mai abbandonata dall’attimo dell’incidente fatale che ne ha segnato la morte, in cui le pare di essere stata inutile, intenta solo a ripetere “cazzo” e a badare a se stessa, a quello che le era capitato.
Eppure, nonostante il mancato distacco da Dom, l’amore chimico e la tenerezza di Henry paiono scalfire la corazza di Grace e costituire la fonte della sua guarigione, prima che la stessa decida di lasciarlo per sempre, dopo un abbraccio e un sorriso indimenticabile.

Sono questi i grovigli di sentimenti in due giovanissimi che costituiscono il normale scorrere e avvicendarsi delle stagioni della nostra vita, il passaggio dalla gioventù alla vita da grandi, insomma la costanza della ragione, al di là della chimica dei nostri cuori.

Anche qui un film intenso, non banale, che suscita emozioni e problematiche di non poco momento, con una scena finale che lascia liberi noi da ogni e qualsivoglia conclusione, anche al di là di quelle concrete del suo autore.
Non si sa quali siano le ragioni, ma certo è che “I nostri cuori chimici” non è passato da nessun circuito cinematografico e, credo, non apparirà mai nelle sale, tant’è che è stato ceduto alla piattaforma Amazon Prime Video, dove, peraltro, è ancora visibile.

Nicola Raimondo

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