Film da (ri)scoprire: “I passi dell’amore (A walk to remember)” di Adam Shankman

A Beaufort, uno scherzo fatto ad un ragazzo finisce male e la colpa viene data a Landon Carter (l’attore Shane West), uno studente popolare senza piani definiti per il futuro. Per punizione è costretto a partecipare alle attività della comunità nel dopo-scuola, il che comprende far parte della recita scolastica nel ruolo di protagonista. L’attrice principale della rappresentazione sarà ricoperto da Jamie Elizabeth Sullivan Carter (Mandy Moore), la figlia del Reverendo (un sempre ottimo Peter Coyote), una ragazza con grandi ambizioni e nulla a che spartire con Landon: orfana della madre già da qualche anno, Jamie è una ragazza piena di fede sincera verso Dio, e per questo appare incompatibile con il temperamento ribelle di Landon, bruciato dalla separazione dei suoi.
Quando il giovane decide di prendere sul serio la questione, chiede aiuto a Jamie e trascorre la maggior parte del suo tempo con lei, iniziando a sviluppare forti sentimenti per la ragazza, cosa che non si aspettava di certo. I due giovani iniziano a frequentarsi, con grande disappunto dei vecchi amici di Landon e del severo padre di Jamie. 
I due ragazzi si innamorano perdutamente e dolcemente, quando uno straziante segreto viene a galla e la loro relazione viene messa alla prova; infatti, un giorno Jamie svela a Landon un passaggio doloroso della sua vita: da due anni ha scoperto di essere malata di leucemia e ormai la sua fine é vicina. Gli amici prima “ripudiati” da Landon, ora gli si fanno vicino, per cercare di aiutarlo in questo difficile cammino, che alla fine lo porterà a sposare Jamie, tre mesi prima della sua scomparsa. In questo tragico e breve contesto i due giovani scopriranno il vero significato dell’amore e del destino.
Andata via Jamie, quattro anni dopo, Landon sarà una persona completamente diversa: un medico, che ricorderà per sempre l’immagine di Jamie che gli viene incontro, il miracolo che ha compiuto Jamie con la sua fede ed il suo amore.

Anche I passi dell’amore – A walk to remember, film del 2002 diretto da Adam Shankman e basato sul romanzo omonimo del 1999 di Nicholas Sparks, fu distrutto dalla critica, ma, per fortuna, fu, immediatamente e negli anni seguenti, osannato dal pubblico; mi piace, a riprova di quanto affermato, riportare qualche commento dell’epoca.

Nicola Raimondo

L’amore che vince su tutto, il bene che combatte il male e lo sconfigge, un sorriso che annienta una lacrima e una stella a guidare la forza. Landon e Jamie, speranza che diventa realtà, storia di dolci conflitti, di una bellezza celata, di uno sguardo che palesa il destino. Jamie che sa di poter amare tanto forte da andare oltre alla morte, Landon che la ama tanto da illuminarsi, e una fede che li prende per mano e li porta davanti a Dio. Ed è gioia tutto quello vissuto insieme ma ancor più gioia quello vissuto dopo, in apparente solitudine, quando non ci sono più occhi contro occhi, labbra contro labbra, cuore contro cuore. Una malattia che non è fine, ma inizio di un nuovo giorno, una mano che ha posato un angelo in terra e ora lo vuole indietro. E ricordi, nostalgia di un ballo, e poi di un bacio, e poi del sempre, e la solitudine colmata dall’occhio di un telescopio dove Landon può vedere ancora la sua Jamie.
L’amore tra Landon e Jamie è forte, è resistente al tempo al tal punto da resistere anche alla morte. Guardando questo eccezionale film, ho potuto comprendere che bisogna avere sempre fede perché quando meno te lo aspetti il mondo ti sorride, la ruota della fortuna gira anche nel tuo verso, basta solo essere sempre se stessi, avere tanta speranza e non permettere a nessuno di cambiarti, non importa come ti vesti, come ti trucchi o se non ti trucchi, importa solo scoprire le parti più belle del nostro carattere e farle emergere, importa solamente inseguire noi stessi. Non mi importa che sia solo un film. Solo chi sogna possiede le ali per volare ed io voglio sperare nel vero amore degno di essere chiamato in tale modo, perché l’amore è qualcosa di prezioso, come detto nel film: l’amore è come il vento, non si vede ma si percepisce! Tantissimi complimenti al film.
Sono passati 15 anni dalle prime lacrime versate sulla pellicola tratta dal romanzo di Nicholas Sparks, e ancora, la situazione non cambia. Una giovanissima Mandy Moore, all’epoca minorenne, veste i panni di Jamie Sullivan, la figlia del pastore, all’apparenza calma, un po’ strana e con una fede incrollabile. Shane West è invece Landon Carter, diciassettenne ribelle all’inizio, fidanzato perfetto poi. Nicholas Sparks riesce sempre a costruire e raccontare valori autentici e profondi, mai semplici, e per questo reali. Si discosta dalle store d’amore perfette sui cui puntano la maggior parte dei libri e film romantici, preferisce affrontare ogni sfaccettatura e, soprattutto, parlare di come il destino e la vita di ogni giorno abbiano un’influenza enorme sulle nostre storie sentimentali. Ciò che ci siamo prefissati spesso non può seguire il percorso. E allo stesso tempo, questo porta alle sorprese più meravigliose e ai momenti che davvero contano nella nostra vita. Come nel caso di Jamie e Landon, del loro amore che non sembrava scritto, e che invece era l’unica cosa davvero importante da raggiungere per entrambi. Sparks racconta l’amore più vero, quello tra due amanti o tra amici o tra genitori e figli. Il rapporto tra padre e figlio, in particolare, è da sempre una sua specialità; qui, come in Dear John o in altri suoi romanzi, tocchiamo con mano la cosa più importante che vorremmo tutti da un padre: l’esserci nel momento del bisogno. I genitori di Landon non stanno più insieme, un assegno mandato ogni mese non è nulla, e questo per il ragazzo è un abbandono. Eppure è la prima persona a cui chiede aiuto quando scopre della malattia di Jamie, il primo a cui si rivolge in lacrime, disperato, alla ricerca di una soluzione. Perché in realtà,  quello che a volte ci sfugge guardando questo film, è che davanti a noi abbiamo ragazzi di diciassette anni, che non sanno cosa fare davanti a situazioni così grandi. Ragazzini che commettono delle bravate, che compiono scherzi di cattivo gusto, che pensano a preparare la recita, agli esami, all’opinione degli altri. Ma Jamie, oltre a tutto questo, deve affrontare qualcosa di molto più grande: la sua malattia. Quello che sembra un incondizionato amore per Dio, è in realtà una fede forte, che regna in lei. È arrabbiata con Dio, lo dice lei stessa. Quel Dio che le ha tolto la madre, che le ha dato una malattia e che adesso, a poco tempo dalla fine, l’ha fatta innamorare, costringendola ad avere paura. Paura di perdere l’uomo che ama, di non invecchiare con lui e di non poter portare a termine tutto quello che aveva immaginato insieme a lui. Eppure, nonostante la sua rabbia, Jamie ha fede. Una fede vera e inattaccabile, dovuta alla bellezza di tutto ciò che ci circonda, alla consapevolezza che le cose importanti della nostra vita ruotano intorno a cose non visibili, ma percepibili. Amore, bellezza, fede. Non possiamo vederle, ma le possiamo avvertire. Ed è così che il film accosta due delle cose più importanti e meravigliose della vita, l’amore e la fede, e le pone al centro dell’universo, lo scopo della nostra esistenza e il motivo valido per cui esserci e andare avanti. Non importa la durata del viaggio, prima o poi finisce per tutti. Ciò che importa è che Jamie abbia vissuto gli ultimi mesi così pieni di amore come nessuno in una vita intera. E questa sua consapevolezza è ciò che le ha permesso di non crollare quando nemmeno gli adulti hanno saputo cosa fare. Jamie ha vissuto poco, ma ha preso tutto da questa vita. Ed è rimasta dentro qualcun altro, qualcuno che è riuscita a cambiare e a salvare: Landon. Chi fa del bene non muore mai. Rimane nei cuori della gente e li spinge a seguire il loro esempio. Landon è stato salvato, e allo stesso tempo ha realizzato i sogni presenti sulla lista di Jamie, che senza di lui sarebbero rimasti incompiuti. Anche ciò che sembrava irrealizzabile: assistere ad un miracolo. Non pensava di essere stato in grado di esaudire anche questo suo desiderio, eppure il Reverendo Sullivan lo ha capito prima di lui: “lei il miracolo lo ha visto. Eri tu.” Quindici anni non sono abbastanza per imparare a non far scendere le lacrime davanti a questo film, pieno di amore puro, frasi e riflessioni. Con due protagonisti ancora bambini, intenti a fare i compiti di scuola nel proprio camper tra una pausa ed un’altra. In grado di farci emozionare con la loro recitazione e bravura nel canto, con la passione e il loro volersi bene che traspare. E dopo tutto questo tempo, come ha detto il regista durante la cena insieme a Mandy e Shane per celebrare i quindici anni dall’uscita del film, “il loro amore è come il vento … lo percepisco.

Frasi tratte dal film:

L’amore è sempre paziente e gentile, non è mai geloso … L’amore non è mai presuntuoso o pieno di sé, non è mai scortese o egoista, non si offende e non porta rancore. L’amore non prova soddisfazione per i peccati degli altri ma si delizia della verità. È sempre pronto a scusare, a dare fiducia, a sperare e a resistere a qualsiasi tempesta.

So che per qualche motivo ogni passo che ho fatto da quando ho imparato a camminare era un passo verso di te!

Il nostro amore è come il vento: non lo vedo, ma lo percepisco.

Ho la leucemia … me ne sono fatta una ragione … poi sei arrivato tu … e non avevo nessun altro motivo per essere arrabbiata con Dio …

Il mistero non si può comprendere … si può solo accettare.

 “Non esistono coincidenze.

Cosa sono due amici? Un’anima sola divisa in due corpi …

L’amore è come il vento, anche se non lo vedo, so che esiste perché lo sento. Scopri chi sei e segui te stesso.

Come puoi vedere posti come questi, passare dei momenti come questi e non credere? È come il vento non lo vedo però lo percepisco: la meraviglia, la gioia, l’amore.

Il vero amore ti può cambiare la vita: lascia che sia il tuo cuore a condurre i passi.

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