17 luglio 2020 – Strani giorni

La signora Giorgia, politica di lungo corso,  “donna, mamma e cristiana” come ama definirsi, dichiara che scenderà in piazza per protestare contro la legge che punisce l’omofobia, perché quella legge, a suo dire, “impedisce la libertà di espressione”.
Detto terra terra, per Madame Giorge, picchiare, umiliare e discriminare uno perché è gay (subendo, poi, la correlata condanna prevista dalla nuova legge) è equiparato a “libertà di espressione”.

“Non ci può essere libertà se non si permette ad una persona di essere razzista”, è invece il pensiero di Matteo Gazzini, esponente della Lega a Bolzano e, come lui stesso si definisce, “coordinatore della Lega negli Usa”, potente uomo di fiducia del Carroccio.
Detto terra terra, per il Gazzini, mettere in pratica comportamenti razzisti, inneggiare ai campi di concentramento, richiamare le virtù della razza ariana, deridere Anna Frank, insultare la memoria dei partigiani, vietare Bella Ciao, fare il saluto romano, sarebbero
equiparati ad esercizi di libertà democratica. Da non vietare.

Ci aspettiamo il terzo e conseguenziale passaggio di questo bizzarro pensiero: rubare 49 milioni ai cittadini italiani è sano esercizio di democrazia.

Il mondo all’ammers, insomma, come dicono a Bari.

LNG

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