12 maggio 2020 – Furia francese e ritirata spagnola

Curiosa ‘sta piccola storia di cronaca che arriva da un paesino piemontese.
Siamo in Provincia di Novara, per l’esattezza Divignano, un Comune nei pressi del Lago Maggiore quasi a confine con la Lombardia.
Il Sindaco di quel paesino (area centro/destra) riceve, per la sua attività privata (un piccolo birrificio con annesso pub) i 600 euro dall’Inps ma tarda ad arrivare (i meccanismi sono più complicati) la cassa integrazione in deroga per i suoi 5 dipendenti.
Sicché, complice il fermo forzoso della sua attività e la sua passione per la bicicletta, decide di inforcarla, di chiamare le TV e di andare a Roma a protestare per il ritardo e per restituire sdegnosamente i 600 euro.
La cronaca non specifica quanti giorni ci mette ma è ragionevole pensare che solo la partenza e l’arrivo siano stati -a favore di telecamere- percorsi in bici.
Ma la circostanza è irrilevante.

Arrivato a Palazzo Chigi, il Presidente Conte lo riceve, assentandosi da una riunione, e lo convince a destinare quei 600 euro ad una donazione per la Croce Rossa. Altrettanti ce li mette di tasca sua il Presidente e così la donazione ammonta ad €.1.200,00.
“Si, vabbè, ma la cassa integrazione? Perché non arriva? Il popolo è con me e chiede conto al Vostro governo del ritardo. Perché non vi dimettete?” chiede il Sindaco.
Il Presidente prende nota, si mette in contatto con gli Uffici INPS, fa parlare il Sindaco proprio col Presidente.

Una breve verifica, è tutto informatizzato e in pochi minuti si risale alla pratica.
“Ecco la sua azienda. La pratica è stata avviata, ma, al contrario di altre, è stata bloccata per una trentina di giorni per un ritardo accumulato dalla Regione Piemonte.”
“Vede, Sindaco, le Regioni più rapide ed efficienti hanno permesso la liquidazione della CIG in tempi brevi. Quelle meno rapide ed efficienti rallentano i tempi, come nel suo caso. Purtroppo noi non possiamo farci niente.”
“Ma come? E la famosa efficienza leghista/FdI che sbandierano dalle mie parti? Chiacchiere?”
“E non so, dica lei. I ritardi e le omissioni nella sanità lombarda e nella predisposizione della richiesta per la CIG di Lombardia e Piemonte sono purtroppo fatti appurati. Poi tragga lei le conclusioni. Io non posso. Ho un ruolo istituzionale da rispettare”.
“Va bene, ho capito, Presidente Conte. Chiedo scusa per questa protesta che evidentemente era mal direzionata. Riferirò agli altri miei colleghi ristoratori della mia zona che ancora non hanno ricevuto nulla. Ora sappiamo di chi è la colpa. Mi scuso ancora”.

Il Sindaco, sentito stamattina in radio, è tornato a casa (stavolta lo ha dichiarato esplicitamente) con l’auto di un suo amico, dopo aver posizionato la sua bici sul portapacchi, ben legata.
E mi pare che non sia stato tenero con la coalizione di FdI e Lega che governa la sua Regione.
La differenza tra propaganda e realtà è tutta qua.
Furia francese e ritirata spagnola.

LNG

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