1° maggio 2020 – Il silenzio degli innocenti

Tra i tanti guasti e dolori provocati dall’epidemia, è passata sotto silenzio -credo ingiustamente-  la sofferenza dei due capi dell’opposizione e dei loro fan.

In attesa di capire quale sarebbe stata la tempistica dell’uscita dalla fase 1, i nostri eroi avevano minuziosamente allestito varie forme di protesta a seconda della soluzione che sarebbe stata adottata.
Si sa, sono bravi in questo, hanno mezzi a disposizione e una grossa platea a cui far credere tutto e il contrario di tutto in poche ore.

Sicché, appresa la decisione del Governo, suggerita dal comitato tecnico-scientifico, di procedere alla prudente riapertura “a step”, hanno scartato gli altri tipi di protesta (erano coperte tutte le ipotesi e i bene informati giurano di aver visto, coi loro occhi, distruggere prontamente i cartelli “Tuteliamo la nostra salute contro la riapertura indiscriminata voluta dal Governo” che sarebbero tornati utili per contestare una diversa scelta del Governo) e si sono concentrati solo contro le riaperture differenziate.
Sicché, nel giro di poche ore, hanno evocato la possibilità di un grande corteo di protesta con la commovente parola d’ordine: “Perché le librerie si e i parrucchieri no?”
Son fatti così, lo sappiamo.
Energici, pronti alla pugna e abili nel toccare le corde delle persone.

Ma proprio mentre stava per partire l’organizzazione del grande corteo qualcuno, un po’ più sveglio (non che ci voglia tanto), deve aver ricordato loro che il corteo-assembramento, oltre che pericoloso in termini di salute pubblica, sarebbe stato duramente represso in forza di un decreto dell’anno scorso che porta la firma proprio di uno dei loro capi, quando governava ma voleva più ampi poteri. 

La delusione è stata fortissima.
Tanto lavoro buttato a mare, eran già pronti a lamentarsi e a protestare contro la dittatura comunista, ma quando hanno realizzato che rischiavano grosso andando contro il decreto del loro capo, hanno dovuto desistere.

Ma vi è di più.
Infatti, in contemporanea, anche il loro amico Presidente della Regione che ha avuto i danni più seri da questo maledetto virus, li ha presi sottobraccio e, all’orecchio, ha fatto ai due capetti un discorsetto il cui contenuto è il corrispettivo, in dialetto varesotto, del nostro: “Addo’ sciat a rivendicare la riapertura totale se da noi stanno 1500 nuovi contagi e 300 morti al giorno? Non sit facenn l’ strunz, pe’ piacere. Cangiat slogan“.

I nostri eroi non si son persi d’animo. La voglia di piazza a favore di telecamere è irresistibile.
E la Capa Sorella d’Italia, chiamati a raccolta una ventina di suoi Parlamentari, li piazza in un sit-in dinanzi a Palazzo Chigi, ciascuno con mascherina e a distanza di sicurezza l’uno dall’altro, in modo da poter dire “Abbiamo riempito la piazza”.
Nel sit-in si è distinta, per la sua proverbiale eleganza, l’on.le Santanchè che ha sfoggiato una mascherina creata dal suo sarto di fiducia e colorata in modo intonato al suo maestoso vestito.
La ripresa video, con un piano sequenza Hitchcockiano, si è conclusa col restringimento della telecamera fino ad inquadrare in primo piano la Capa sorella che, con fare consumato e atteggiamento da dura, stile Sigourney Weaver in “Alien”, si è tolta la mascherina e ha spiegato che i suoi Parlamentari con la mascherina rappresentano addirittura “Il silenzio degli innocenti”.

Non l’ha detto esplicitamente, ma abbiamo tutti inteso il riferimento ad Hannibal Lecter e, più in generale, ai guastati di cap (più esplicito è stato il redivivo Renzi, quando, qualche ora dopo, in un luogo istituzionale, non si è vergognato di offendere la sacra memoria dei nostri concittadini, richiamando alla mente un altro protagonista cinematografico, Cole Sear, vale a dire il ragazzino de “Il sesto senso”, per intenderci quello che intrattiene colloqui coi defunti).
Si, perché, solo dei guastati di cap possono ritenere, con ancora 2500 contagi e 400 decessi giornalieri, che si doveva riaprire contemporaneamente tutto sin dalla settimana scorsa.

LNG

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