“CONdivertimentoCERTO” del Duo Baldo: il formidabile show degli Stanlio ed Ollio della musica classica

Laughter is the music of life (Il riso è la musica della vita)” (William Osler)

Non c’è bisogno di possedere una laurea in musicologia per godere dello spettacolo del Duo Baldo. Basta il desiderio di voler passare una serata che ci faccia sorridere, che ci faccia divertire e che ci aiuti a ricordare che la musica classica è nutrimento per l’anima.” (Evans Mirageas)

La rabbia che prende l’incolpevole spettatore quando, nel bel mezzo di un concerto – per giunta, di chiara impostazione classica -, si leva la maledetta suoneria di un telefono cellulare, è ormai, purtroppo, esperienza nota a tutti, tranne qualora sul palco non stiano agendo quei due geni del Duo Baldo; in tal caso, la collera non può che lasciare il posto alla più gioiosa ilarità, circostanza che – lo comprendiamo bene – non è del tutto abituale in teatro, nel luogo simbolo di lacrime, di immani tragedie, di profonde riflessioni, ma che può divenire – ed accade solo di rado – anche territorio di irresistibili divertimenti e travolgenti risate.

La follia organizzata cui il violinista americano Brad Repp (al secolo Brad Burns) ed il pianista pratese Aldo Gentileschi danno vita con questo loro formidabile show, “CONdivertimentoCERTO”, è una fusione di virtuosismo dello strumento e di amore per la musica classica, ma presentati in modo da mettere a nudo e prendersi gioco, con tenerezza, degli aspetti più aulici ed irraggiungibili, tra cui la ritualità e la rigidità, di quelle vette sinfoniche e concertistiche spesso inaccessibili ai più, dimostrandoci che possono essere travalicate, superate, attraversate dalla garbata e raffinata irriverenza di trovate non propriamente accademiche, così da risultare accessibili anche all’orecchio meno allenato di chi non può accedere alle visioni del panorama classico, magari sperando che, al termine di questo caos controllato, qualcosa di quella realtà così distante abbia attecchito nello spettatore e stuzzichi in lui la pulsione di coltivarla.

Ospiti del cartellone, ancora una volta allestito dalla illuminata conoscenza del Maestro Piero Rotolo, della XXVI Stagione del Festival Agimus (Associazione Giovanni Padovano Iniziative Musicali di Mola di Bari), questi due magnifici musicisti/intrattenitori, per cui ogni definizione e qualsivoglia etichetta possono apparire imprecise, vane e limitanti, se non un lapalissiano accostamento al genio assoluto che solo Stan Laurel ed Oliver Hardy hanno saputo esprimere nella loro vita artistica, riuscivano a dare prova di tutta l’abilità e simpatia che li contraddistinguono, coinvolgendo appieno il pubblico che affollava in ogni ordine di posto il Teatro Niccolò van Westerhout di Mola di Bari, abbattendo definitivamente la quarta parete, senza cadere nell’abusato escamotage di rockeggiare la musica classica o suonare in modo classico il rock, ma giocando con il testo musicale e con gli stessi strumenti a loro disposizione, costruendo scherzi e gag comiche che hanno il sapore delle vecchie comiche in bianco e nero e, per lo più, mute, con l’italiano Gentileschi (Stanlio) che, in pratica, non proferisce parola durante tutto il concerto, lasciando che sia il collega americano Repp (Ollio) a presentare i brani, praticamente già un gioco nel gioco.

In tal modo, i due realizzano un vero concerto, in cui non sappiamo dire se prevalga lo smisurato virtuosismo dell’esecutore con alle spalle evidenti studi classici o l’irrinunciabile divertissement del clown, del fanciullino di pascoliana memoria; quello che riescono a fare con la loro performance, pregna di idee geniali che non sveleremo qui, ha davvero dell’incredibile, frutto di un meccanismo perfetto che – lo confessiamo – ci ha definitivamente conquistati, riuscendo nella – quasi – impossibile missione di renderci leggeri, ilari, rilassati, spensierati, in una parola sola, migliori.

Pasquale Attolico

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