23 dicembre 2019 – A casa nostra

Il Sarago non credeva ai suoi occhi, pensava fosse la solita bufala, al più la solita esagerazione deformante tipica dei social. 
E invece il passaggio l’ha sentito e visto  in TV: breve, forte, chiaro e sottolineato da una ovazione.
“Quelli del sud, bisogna aiutarli a casa loro, se no straripano qui da noi, come gli africani”!

No, non siamo nell’800 in America.
E neanche nel secolo scorso.
Siamo a fine 2019.
Al Congresso di un partito che si appresta a mutare il proprio nome.

C’è da aggirare un’antipatica questione di soldi da restituire e quindi è bene mettere in soffitta la vecchia “ragione sociale” per formarne una nuova, pulita e senza copponi.
Nel contempo, un piccolo maquillage lessicale può tornare utile per prendere più voti al sud: gente disposta a vendersi l’anima ce n’è e quindi val la pena tentare di fare breccia con qualche rosario e qualche parola ad effetto.
Ma il cuore pulsa sempre in quella direzione: niente commistione, i meridionali restino al Sud e non vengano a rubarci pane e lavoro.
Li aiutiamo a casa loro purché non vengano a romperci i maroni.

A Bari c’è un’espressione colorita e dialettale che evoca il Santo Patrono locale – e che tuttavia non si può riportare su questa rispettabile pagina – che si usa in queste occasioni
per dissentire, in modo plateale, dal ragionamento di cui sopra.
Potremmo commentare col breve ritornello di un famoso pezzo di Pino Daniele oppure con lo sketch di Massimo Troisi, entrambi dedicati al partito di cui sopra.

Ma forse la foto del grande Edoardo mentre si esercita nel commento più efficace verso questi lugubri pensieri, ci pare la più elegante.

Cirano apprezzerebbe.

Auguri da casa nostra.

LNG

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