La Puglia coltiva la bellezza: dimore storiche, masserie e cantine aprono le porte a un viaggio tra cultura e tradizioni

C’è una Puglia che si racconta attraverso il silenzio delle sue masserie, la geometria dei vigneti, le chiome degli ulivi secolari e le pietre di antiche dimore che hanno attraversato generazioni. Una Puglia in cui la terra non è soltanto una risorsa da coltivare, ma un patrimonio di storie, conoscenze e tradizioni che continuano a dare forma all’identità dei luoghi.

È questa Puglia, autentica e sorprendente, che domenica 8 novembre invita a varcare cancelli e portoni normalmente lontani dai percorsi più frequentati, per scoprire quanto sia profondo il legame tra agricoltura, paesaggio e cultura.

L’occasione è la quinta edizione nazionale della Festa dell’Agricoltura “Coltiviamo la Cultura”, promossa dall’Associazione Dimore Storiche Italiane ETS (ADSI) con il patrocinio del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste.

Un appuntamento che quest’anno, in Puglia, acquista un significato ancora più importante grazie alla collaborazione, per la prima volta, con Confagricoltura Bari e BAT: un’alleanza che mette insieme chi custodisce la memoria architettonica del territorio e chi, ogni giorno, ne coltiva la terra e ne preserva la vitalità.

La manifestazione è stata presentata questa mattina a Bari, nella cornice di Palazzo Cammararo dell’Aquila, in piazza Garibaldi 58, dimora dei soci ADSI Carlo e Angela dell’Aquila.

Dove la storia mette radici

La bellezza di una dimora storica non si esaurisce nelle sue facciate, nei cortili o negli ambienti che il tempo ha preservato. Spesso, per comprenderla davvero, bisogna guardare oltre le mura: ai campi che la circondano, alle coltivazioni, alle persone che vi hanno lavorato e a quelle che ancora oggi ne mantengono viva la funzione.

In Puglia questa relazione è particolarmente evidente. Masserie, castelli rurali, cantine e antiche proprietà agricole non sono monumenti isolati nel paesaggio, ma parte integrante di una storia fatta di lavoro, trasformazioni sociali, conoscenze produttive e rapporti profondi con la natura.

“Coltiviamo la Cultura” nasce per rendere visibile proprio questo patrimonio, restituendo alle dimore storiche il loro ruolo di luoghi vivi, capaci di accogliere, raccontare e creare nuove occasioni di incontro.

Per una giornata, i visitatori potranno attraversare ambienti ricchi di memoria, camminare tra mandorleti e vigneti, partecipare a laboratori e visite guidate, conoscere le produzioni locali e ascoltare le storie di chi ha scelto di preservare e valorizzare questi luoghi.

L’agricoltura diventa così una chiave di lettura della cultura italiana: non soltanto produzione di beni, ma tutela del paesaggio, attenzione alla biodiversità, trasmissione di competenze e continuità tra generazioni.

È su questa idea condivisa che si fonda la collaborazione tra ADSI e Confagricoltura, nella consapevolezza che conservare il patrimonio storico e custodire il territorio agricolo siano due aspetti di una stessa responsabilità.

«La collaborazione tra Confagricoltura e l’Associazione Dimore Storiche Italiane nasce da una condivisione di valori e obiettivi: tutelare chi custodisce il territorio, dagli agricoltori ai proprietari delle dimore storiche, espressione della sua identità e della sua storia. È questa visione comune a dare valore alla Festa dell’Agricoltura, rafforzando il legame tra patrimonio culturale, paesaggio e attività produttive. Oggi porto i saluti di entrambe le associazioni – ha dichiarato Piero Cassano, vicepresidente di ADSI Puglia e consigliere del direttivo di Confagricoltura –. Ringrazio chi ci ospita in questo bellissimo palazzo, ricordo con affetto l’amico Antonio dell’Aquila e ringrazio tutte le aziende e i soci che partecipano a questa iniziativa».

Sei luoghi, sei storie da scoprire

Dal cuore della Murgia alle campagne di Monopoli, dalle terre del vino salentino ai paesaggi della Valle d’Itria, la Festa dell’Agricoltura disegna un itinerario ideale attraverso alcune delle espressioni più caratteristiche del patrimonio rurale pugliese.

Il viaggio toccherà Monopoli e Toritto, nel Barese; Salice Salentino e Depressa, in provincia di Lecce; Grottaglie e Martina Franca, nel Tarantino.

Ogni tappa custodisce una storia diversa. C’è chi racconterà come restituire nuova vita alle risorse della terra, chi accompagnerà i visitatori tra alberi monumentali e antiche architetture, chi aprirà musei e cantine per ripercorrere secoli di tradizione vitivinicola e chi offrirà l’occasione di conoscere i prodotti che hanno reso celebre la gastronomia pugliese.

Un mosaico di esperienze che, insieme, compongono il ritratto di una regione in cui la cultura continua a crescere anche grazie al lavoro della terra.

GLI APPUNTAMENTI

BARI E BAT

Il fascino delle masserie, tra biodiversità e antichi saperi

Nel Barese, la Festa dell’Agricoltura si muove tra due paesaggi e due modi diversi di interpretare la tradizione rurale. A Monopoli, la riflessione sulla sostenibilità incontra l’educazione ambientale e il gusto. A Toritto, il percorso si snoda tra una masseria fortificata, mandorleti e alberi monumentali, fino a raggiungere la tavola.

MASSERIA SPINA | MONOPOLI

La terra che si rinnova: una giornata tra natura, sostenibilità e sapori

A Masseria Spina il passato incontra le sfide del futuro. L’antica struttura rurale diventa il punto di partenza per raccontare un’agricoltura capace di innovarsi, ridurre gli sprechi e valorizzare le risorse naturali.

Il programma si apre con una domanda che invita a cambiare prospettiva: e se ciò che consideriamo un rifiuto potesse trasformarsi in una risorsa?

È il tema della tavola rotonda “Non chiamatelo rifiuto”, che darà avvio a una serie di approfondimenti dedicati al compostaggio e alla sostenibilità dei sistemi agricoli.

Accanto agli incontri, le visite guidate consentiranno di conoscere la storia della masseria e dei suoi spazi, mentre il Mercatino del Gusto riunirà produttori, specialità locali e occasioni di degustazione.

Una parte importante della giornata sarà dedicata ai più piccoli, con laboratori sulla biodiversità, attività legate ai semi e alla scoperta delle api. Per i giovani partecipanti ci sarà anche un riconoscimento speciale: il diploma di Piccolo Custode della Terra.

Il programma

  • 9.30 – Apertura e accoglienza.
  • 10.00–11.30 – Tavola rotonda “Non chiamatelo rifiuto”: quando lo scarto diventa risorsa per la terra.
  • 10.30–17.00 – Visite guidate alla Masseria Spina, alla scoperta del patrimonio storico, architettonico e rurale.
  • 12.00–13.00 – Workshop “Compost Tea – La natura che nutre la natura”, con il dott. Massimo Zaccardelli, e “Cominciamo a compostare”, con José Manuel Garcia Sancho.
  • 13.00–16.30 – Mercatino del Gusto: prodotti delle aziende agricole, specialità locali e degustazioni.
  • 16.30–18.00 – Laboratori per bambini e famiglie: Seed Bomb, biodiversità, “Alla scoperta delle api” a cura di Masseria Spina e diploma di Piccolo Custode della Terra a cura di SimbioSoil.
  • 18.00–20.00 – Lotteria del Gusto, con estrazione di prodotti offerti dalle aziende partecipanti.

Per chi desidera fermarsi a pranzo, le Cucine di Masseria Spina proporranno un’occasione per gustare i sapori del territorio.

Dove e quando: Masseria Spina, Monopoli (BA), dalle 9.30 alle 20.00.

Prenotazioni pranzo: 324 876 9569.

MASSERIA STORICA PILAPALUCCI | TORITTO

Tra mandorleti e pietre antiche: un viaggio nel cuore della Murgia

Ci sono paesaggi che si comprendono davvero soltanto attraversandoli a piedi, osservando le tracce lasciate dall’uomo e dalla natura nel corso del tempo.

È l’esperienza proposta da Masseria Storica Pilapalucci, a Toritto, dove l’architettura rurale incontra uno dei prodotti più identitari della zona: la Mandorla di Toritto, Presidio Slow Food.

La visita comincerà a mezzogiorno con un’accoglienza semplice e legata ai sapori locali, a base di latte di mandorle e caffè.

Si entrerà poi nella storia della masseria fortificata attraverso una visita guidata accompagnata da un approfondimento su una particolare espressione dell’architettura contadina: “Il pignon a Toritto. Un’affascinante architettura senza architetti”.

Dalle pietre al paesaggio il passaggio sarà naturale: una passeggiata tra i mandorleti condurrà i visitatori fino alla Roverella di Pilapalucci, un albero monumentale che testimonia la ricchezza naturalistica della proprietà.

E poiché la cultura di un territorio passa anche attraverso la sua cucina, il percorso si concluderà con un pranzo dedicato alle eccellenze pugliesi.

Tra le preparazioni proposte, il risotto “Sapori raffinati di Puglia”, creato da Emilia D’Urso, proprietaria della masseria e componente dell’Alleanza dei Cuochi di Slow Food: una combinazione di zafferano di Polignano, Mandorla di Toritto ed erborinato del Gargano.

Una ricetta che diventa un piccolo itinerario gastronomico attraverso la regione, mettendo in dialogo sapori e produzioni di territori differenti.

Il programma

  • 12.00 – Accoglienza con latte di mandorle e caffè.
  • 12.10 – Visita storico-architettonica della masseria fortificata e conversazione sul pignon.
  • 12.40 – Passeggiata naturalistica tra i mandorleti e visita alla Roverella monumentale.
  • 13.30 – Pranzo dedicato ai sapori della Puglia.

Le attività culturali sono gratuite con prenotazione obbligatoria. Il pranzo è a pagamento, con menù disponibile su richiesta.

Dove: Contrada Pilapalucci, Strada Comunale Pilapalucci, Toritto (BA).

Prenotazioni: mandorladitoritto@gmail.com – WhatsApp 349 437 4955.

Sito: www.masseriapilapalucci.it.

LECCE

Il vino come memoria: il Salento apre i luoghi della sua storia

Nel Salento il vino ha accompagnato per secoli la vita economica e sociale delle comunità. Ha attraversato epoche, trasformato territori e dato origine a storie familiari e imprenditoriali che ancora oggi rappresentano una parte importante dell’identità locale.

La Festa dell’Agricoltura offre l’opportunità di avvicinarsi a questa memoria attraverso due luoghi particolarmente significativi: un museo che custodisce testimonianze di oltre tre secoli di attività e uno storico stabilimento vinicolo dove la visita si conclude con l’esperienza diretta della degustazione.

LEONE DE CASTRIS | SALICE SALENTINO

Quattro secoli di vino, una storia tutta da scoprire

Un’etichetta può raccontare un’epoca. Un antico registro può restituire la memoria del lavoro quotidiano. Una bottiglia può racchiudere un capitolo della storia di un territorio.

È ciò che si potrà scoprire nel Museo del Vino Piero e Salvatore Leone de Castris, che aprirà straordinariamente al pubblico in occasione della manifestazione.

Il percorso accompagna i visitatori attraverso la storia di una famiglia impegnata nella viticoltura dal 1665, ricostruendo l’evoluzione di una delle realtà storiche dell’enologia italiana.

Diplomi d’onore, riconoscimenti internazionali, documenti d’archivio, corrispondenze, antichi registri di produzione ed etichette storiche raccontano non soltanto le trasformazioni dell’azienda, ma anche quelle del mondo del vino.

Tra le testimonianze di maggiore interesse spicca la storia del Five Roses, il rosato nato nel 1943, ricordato come il primo vino rosato imbottigliato e commercializzato in Italia.

La sua vicenda racconta anche la capacità dell’enologia pugliese di conquistare nuovi mercati e di farsi conoscere oltre i confini regionali.

Visitare il museo significa quindi entrare in una storia che va ben oltre il prodotto: una storia di persone, intuizioni, lavoro e legami con la terra salentina.

Dove: Museo del Vino Leone de Castris, via Senatore De Castris 26, Salice Salentino (LE).

Orario: dalle 9.30 alle 12.30.

CASTELLO DI DEPRESSA – CANTINA CASTEL DI SALVE | DEPRESSA

Il fascino di una dimora storica incontra l’arte del vino

A Depressa, il percorso di “Coltiviamo la Cultura” conduce al Castello di Depressa, legato alla Cantina Castel di Salve della famiglia Winspeare.

Qui i visitatori potranno scoprire uno storico stabilimento vinicolo, conoscere gli ambienti dedicati alla produzione e fermarsi nella sala degustazione per assaggiare i vini della cantina.

Un’esperienza pensata per mettere in relazione la storia del luogo con il lavoro che dà origine a una delle produzioni più rappresentative del Salento.

I tour saranno distribuiti tra mattina e pomeriggio, con partenze alle 10.00, 11.00, 12.00, 15.00 e 16.00.

Per chi desidera prolungare la visita, alle 13.30 è previsto un pranzo di famiglia, su prenotazione, che aggiunge alla scoperta culturale un momento di convivialità.

Dove: Castello di Depressa – Cantina Castel di Salve, via Gaetano Salvemini 32, Depressa (LE).

Apertura: dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 17.00.

Tour: ore 10.00, 11.00, 12.00, 15.00 e 16.00.

Pranzo: ore 13.30, 35 euro a persona, vino incluso, esclusivamente su prenotazione.

Prenotazioni pranzo: Francesca Nicoli, 320 860 9303 – 0833 771012.

TARANTO

La cultura del fare: vigneti, cantine e tradizioni gastronomiche

Nel Tarantino, il viaggio tra agricoltura e patrimonio culturale assume i profumi del vino e i sapori della tradizione norcina.

Da Grottaglie a Martina Franca, due appuntamenti offriranno la possibilità di conoscere realtà produttive legate alla storia agricola locale, raccontando come le competenze tramandate e la qualità delle materie prime contribuiscano a costruire l’identità gastronomica di un territorio.

MASSERIA ANGIULLI GRANDE | GROTTAGLIE

Dentro il mondo del vino, dalla vigna alla barricaia

Come nasce un vino? Quali luoghi attraversa prima di arrivare nel calice? E quanto conta il rapporto con la terra da cui proviene?

A queste domande risponderà la visita proposta da Masseria Angiulli Grande, a Grottaglie, che accompagnerà il pubblico alla scoperta degli ambienti legati alla produzione vitivinicola.

Il percorso, della durata di circa un’ora, attraverserà la masseria, i vigneti, la cantina e la barricaia, offrendo ai partecipanti la possibilità di conoscere da vicino il lavoro che accompagna le diverse fasi della filiera.

La visita si concluderà con una degustazione dei vini dell’azienda, mentre il punto vendita offrirà la possibilità di acquistare i prodotti.

Dove: Masseria Angiulli Grande, Grottaglie (TA).

Visite guidate: ore 11.00 e 12.00, durata circa un’ora.

Apertura cantina: dalle 11.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 17.00.

Prenotazione obbligatoria per il tour: 335 5399647.

MASSERIA TAGLIENTE | MARTINA FRANCA

Una tradizione da custodire: il Capocollo di Martina Franca protagonista

La cultura di un territorio si riconosce anche nei suoi sapori più caratteristici, quelli che nascono dall’incontro tra materie prime, conoscenze artigianali e tradizioni tramandate.

A Masseria Tagliente, nel territorio di Martina Franca, sarà protagonista una delle eccellenze gastronomiche simbolo della Valle d’Itria: il Capocollo di Martina Franca IGP.

Dalle 11.00 alle 13.00, un incontro con l’Associazione di tutela del prodotto offrirà l’opportunità di conoscere più da vicino le caratteristiche di questa specialità e il patrimonio di saperi legato alla sua produzione.

Un’occasione per riflettere sul valore della tradizione gastronomica come espressione della cultura locale e sull’importanza di preservare le filiere che la mantengono viva.

Dove: Masseria Tagliente, Contrada San Paolo, Martina Franca (TA).

Orario: dalle 11.00 alle 13.00.

Attività: incontro con l’Associazione di tutela del Capocollo di Martina Franca IGP.


Coltivare la cultura significa custodire il futuro

La Festa dell’Agricoltura propone qualcosa che va oltre il calendario di visite ed eventi: invita a guardare con occhi diversi luoghi che troppo spesso vengono considerati soltanto testimonianze del passato.

Una masseria continua a raccontare la propria storia quando i suoi campi vengono coltivati. Una cantina conserva la memoria di generazioni attraverso il lavoro di chi produce vino. Un albero monumentale testimonia il rapporto tra natura, tempo e presenza umana.

Custodire tutto questo significa riconoscere che paesaggio, agricoltura e patrimonio culturale non sono mondi separati, ma parti di un’identità comune.

E forse è proprio questo il messaggio più significativo di “Coltiviamo la Cultura”: la bellezza di un territorio non si conserva soltanto ammirandola. Si protegge, si vive e si trasmette, giorno dopo giorno.

ASSOCIAZIONE DIMORE STORICHE ITALIANE ETS

L’Associazione Dimore Storiche Italiane ETS (ADSI), fondata nel 1977, è un ente morale riconosciuto senza fini di lucro che riunisce i titolari di dimore storiche presenti su tutto il territorio nazionale.

Con circa 4.500 soci, rappresenta una realtà di riferimento per la tutela, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio storico e artistico italiano.

Attraverso iniziative di sensibilizzazione, attività culturali e un dialogo costante con istituzioni, proprietari e cittadini, l’Associazione promuove la salvaguardia di immobili di interesse storico e artistico, affinché possano continuare a rappresentare una risorsa per la collettività ed essere trasmessi alle future generazioni.

Informazioni: www.adsi.it – www.dimorestoricheitaliane.it.

Daniele Milillo

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