Dal Giappone alla Svezia, Max Ionata porta il suo jazz oltre ogni confine con “Tivoli”

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Ci sono musiche che appartengono a un luogo e altre che sembrano nate per attraversare il mondo. Quella di Max Ionata possiede la rara capacità di viaggiare tra culture, sensibilità e tradizioni differenti, conservando intatta la forza di un’identità artistica inconfondibile.

Dopo aver conquistato il pubblico giapponese, il sassofonista e compositore abruzzese fa rotta verso il Nord Europa. Questa volta sarà la Svezia ad accogliere il suo jazz intenso, elegante e ricco di sfumature, in occasione di un tour che, dal 2 al 7 novembre, lo vedrà protagonista con il quartetto Max Ionata Special Edition.

Un itinerario musicale che toccherà Sundsvall, Östersund, Härnösand, Örnsköldsvik e Uppsala, cinque città nelle quali prenderanno vita le atmosfere di “Tivoli”, il suo nuovo progetto discografico pubblicato da Mingus Records.

A condividere questa avventura con Ionata saranno tre musicisti di spicco della scena jazzistica nordeuropea: il pianista Martin Sjöstedt, il contrabbassista Jesper Bodilsen e il batterista Martin Maretti Andersen. Gli stessi interpreti che hanno contribuito alla realizzazione dell’album, dando forma a un’intesa musicale nella quale personalità differenti trovano un equilibrio naturale, alimentato dall’ascolto reciproco e dalla libertà dell’improvvisazione.

Non è soltanto l’incontro tra quattro eccellenti strumentisti. È il dialogo tra modi diversi di sentire e interpretare la musica, tra la cantabilità mediterranea e la sensibilità nordica, tra il vigore del linguaggio jazzistico e il fascino delle sue infinite possibilità espressive.

“Tivoli”, quando il jazz diventa racconto

Una luce diversa, un paesaggio dell’anima, il desiderio di trasformare le emozioni in suono. È da questa dimensione intima che prende forma “Tivoli”, un album nel quale Max Ionata raccoglie suggestioni, ricordi e incontri, traducendoli in una musica che parla con immediatezza, senza rinunciare alla profondità.

Disponibile sulle piattaforme digitali e in formato fisico dal 12 dicembre 2025, il disco rappresenta una nuova, significativa espressione della maturità artistica di un musicista che, nell’arco di oltre vent’anni, ha saputo conquistare un posto di rilievo nel panorama jazzistico internazionale.

Otto brani compongono un percorso sonoro variegato e coinvolgente, nel quale composizioni originali e riletture di pagine significative della letteratura jazzistica convivono con sorprendente naturalezza.

A rivelare più direttamente l’universo creativo del sassofonista sono “Tivoli”, “Naru’s Waltz” e “Mr. GT”, tre composizioni firmate dallo stesso Ionata, nelle quali emergono il gusto per la melodia, la ricercatezza armonica e quella particolare capacità di dare voce alle emozioni attraverso il fraseggio strumentale.

Il contrabbassista Jesper Bodilsen arricchisce il repertorio con “Det Iysner”, mentre “Canción para Sara” di Sergio Ruben Aranda apre una finestra sulle suggestioni della musica argentina.

A completare l’album sono “Consolation” di Kenny Wheeler, “Everything I Love” di Cole Porter e “When We Were One” di Johnny Griffin: tre composizioni che diventano altrettante occasioni per rendere omaggio alla storia del jazz, restituendola attraverso una sensibilità interpretativa profondamente personale.

Il filo conduttore dell’intero lavoro è una ricerca espressiva che privilegia la bellezza del suono, la ricchezza delle sfumature e il valore del dialogo musicale.

Qui la tradizione non è un confine, ma un punto di partenza. Il jazz di Ionata si nutre della lezione dei grandi maestri, ne custodisce il linguaggio e lo rinnova attraverso una visione musicale aperta, curiosa, mai prevedibile.

Le atmosfere rarefatte e contemplative della scena scandinava incontrano così il calore, la vitalità ritmica e la generosità espressiva tipiche della migliore tradizione jazzistica italiana.

Ne nasce un affresco sonoro di grande fascino, nel quale la tensione creativa lascia spazio alla delicatezza, il virtuosismo si accompagna alla misura e ogni intervento strumentale contribuisce a costruire un racconto collettivo.

A rendere ancora più riconoscibile questo universo musicale è il sax di Ionata: una voce calda, piena, profondamente umana, capace di passare dalla dolcezza di una frase melodica all’energia di un’improvvisazione senza perdere coerenza espressiva.

Un suono che sembra voler raccontare qualcosa, prima ancora di dimostrare qualcosa.

La musica come memoria, incontro e scoperta

Nel raccontare la nascita di “Tivoli”, Max Ionata lascia emergere il legame profondo tra il progetto e le esperienze personali che lo hanno ispirato:

«Tivoli è nato come una fotografia sonora di un periodo particolarmente intenso della mia vita. In Scandinavia ho trovato una luce diversa, un respiro nuovo, e ho sentito il bisogno di trasformare quelle sensazioni in musica. Il disco mette in dialogo ciò che per me è casa: la tradizione jazzistica di brani come Everything I Love di Cole Porter con la dimensione più lirica e sospesa di Kenny Wheeler, che da sempre ispira il mio modo di raccontare le emozioni attraverso il sax. Questo viaggio musicale arriva fino all’Argentina con Canción para Sara di Sergio Ruben Aranda, un brano dalla grande dolcezza che mi ha toccato profondamente. L’incontro con i musicisti scandinavi (Martin Sjöstedt, Jesper Bodilsen e Martin Maretti Andersen, ndr) ha aggiunto una trasparenza e una profondità nuove al mio suono. Tivoli è tutto questo: un cammino fatto di colori, memorie e scoperte, che ora prende forma in un album che desidero condividere con chi vorrà ascoltarlo».

In queste parole si ritrova il cuore del progetto: il desiderio di dare forma musicale alle emozioni e di trasformare le esperienze vissute in un linguaggio capace di raggiungere gli altri.

“Tivoli” è un disco di incontri, prima ancora che di composizioni. Incontri tra musicisti, tra culture, tra memorie e nuove prospettive. Ma è anche la testimonianza di un artista che continua a interrogare la propria musica, a cercare nuovi stimoli e a lasciarsi sorprendere dalla bellezza della scoperta.

Il tour svedese offrirà al pubblico l’opportunità di entrare direttamente in questo universo espressivo, assaporando la vitalità di un quartetto nel quale ogni concerto potrà diventare un’esperienza irripetibile.

Perché è proprio sul palco, nel dialogo spontaneo tra gli strumenti e nella magia dell’improvvisazione, che il jazz rivela la propria natura più autentica.

E in questa dimensione, fatta di libertà, ascolto ed emozione, Max Ionata continua a dimostrare come la grande musica non abbia bisogno di confini per trovare la strada verso chi la ascolta.


MAX IONATA | BIOGRAFIA

Il linguaggio universale di un sax che emoziona

Ci sono musicisti che si riconoscono dalle prime note. Max Ionata è uno di questi.

Bastano poche battute per ritrovare la profondità del suo suono, l’eleganza del fraseggio e quella naturale capacità di trasformare ogni idea musicale in un racconto ricco di sfumature.

Tra le figure più autorevoli del jazz italiano degli ultimi vent’anni, Max Ionata ha costruito una carriera di prestigio internazionale grazie a una personalità artistica nella quale convivono solida preparazione, straordinaria musicalità e inesauribile curiosità espressiva.

Le radici del suo linguaggio affondano nella grande tradizione afroamericana, soprattutto nel bebop e nell’hard-bop, dei quali possiede una conoscenza profonda e rigorosa. Ma ciò che rende il suo stile particolarmente riconoscibile è la capacità di andare oltre la padronanza del linguaggio, restituendo alla musica una dimensione di spontaneità, calore e autenticità.

Il suo fraseggio è fluido, imprevedibile, ricco di invenzioni melodiche; il suono è corposo, avvolgente, sempre al servizio dell’espressione. Anche nei passaggi tecnicamente più complessi, Ionata conserva una naturalezza comunicativa che rende la sua musica accessibile e coinvolgente.

Una sintesi felice tra rigore e istinto, tradizione e modernità, raffinatezza e passione.

Una carriera costellata di grandi incontri

Il valore di un percorso artistico si misura anche attraverso gli incontri che lo arricchiscono. E quello di Max Ionata è segnato da collaborazioni con alcuni tra i più importanti protagonisti del jazz mondiale.

Nel corso della sua carriera ha condiviso esperienze musicali e progetti con artisti del calibro di Reuben Rogers, Clarence Penn, Lenny White, Billy Hart, Alvin Queen, Joe Locke, Steve Grossman, Mike Stern, Bob Mintzer, Bob Franceschini, Joel Frahm, Anthony Pinciotti e Ali Jackson.

Una rete di relazioni artistiche di assoluto prestigio, alla quale si aggiungono numerosi protagonisti della scena jazzistica italiana, tra cui Dino Piana, Roberto Gatto, Dado Moroni, Stefano Di Battista, Gegè Telesforo, Giovanni Tommaso, Flavio Boltro, Furio Di Castri, Fabrizio Bosso ed Enrico Pieranunzi.

Il suo talento ha trovato espressione anche al fianco di importanti interpreti della musica italiana, come Mario Biondi, Ornella Vanoni, Sergio Cammariere, Renzo Arbore e Nino Buonocore.

Collaborazioni che raccontano non soltanto il prestigio raggiunto, ma anche la capacità di Ionata di confrontarsi con linguaggi musicali diversi, mantenendo sempre riconoscibile la propria impronta artistica.

Dall’Italia ai palcoscenici del mondo

La musica di Max Ionata ha attraversato continenti e conquistato platee internazionali, raccogliendo consensi tanto dal pubblico quanto dalla critica specializzata.

Dal Giappone alla Cina, dagli Stati Uniti al Perù, passando per Olanda, Inghilterra, Francia, Polonia, Spagna, Portogallo, Serbia, Svizzera, Danimarca, Svezia e Germania, fino agli Emirati Arabi Uniti e al Kuwait, il suo sax ha saputo parlare a pubblici differenti attraverso un linguaggio universale, nel quale la forza dell’improvvisazione si unisce all’immediatezza dell’emozione.

Un’intensa attività internazionale che ne ha consolidato il ruolo di ambasciatore del jazz italiano nel mondo.

Di particolare rilievo è anche la sua produzione discografica: oltre cento pubblicazioni, diciassette delle quali come leader, delineano il profilo di un artista instancabile, sempre desideroso di esplorare nuovi territori creativi.

A certificare il valore del suo percorso sono arrivati numerosi riconoscimenti, tra cui il Premio Massimo Urbani e diversi Jazzit Awards, che lo hanno insignito del titolo di “Miglior Sassofonista Tenore Italiano”.

Un maestro per le nuove generazioni

L’esperienza di Max Ionata non si esaurisce sui palcoscenici e negli studi di registrazione.

Alla dimensione concertistica affianca infatti un’importante attività didattica, vissuta con lo stesso entusiasmo e la stessa dedizione che caratterizzano la sua ricerca musicale.

Insegna Tecniche di Improvvisazione Jazz al Conservatorio “Cesare Pollini” di Padova, contribuendo alla formazione di giovani musicisti e alla trasmissione di un patrimonio artistico che continua a rinnovarsi attraverso il confronto tra generazioni.

Il suo stile è diventato un riferimento per numerosi sassofonisti, italiani e stranieri, che ne studiano e trascrivono gli assoli per comprenderne l’architettura melodica, la ricchezza armonica e l’originalità delle soluzioni improvvisative.

Ma al di là degli aspetti tecnici, ciò che rende Ionata un musicista particolarmente ammirato è la capacità di conferire a ogni esecuzione un carattere personale, una tensione narrativa, una profondità emotiva.

Perché, nella sua visione, il jazz non è soltanto un linguaggio da padroneggiare, ma un modo di esprimere sé stessi e di entrare in relazione con gli altri.

È questa concezione della musica, insieme al talento e alla costante ricerca artistica, a fare di Max Ionata una delle voci più riconoscibili e apprezzate del jazz italiano contemporaneo.


Sito ufficiale e social

Sito web: https://maxionata.com/

YouTube: https://www.youtube.com/maxionata

Facebook: https://www.facebook.com/max.ionata.5?locale=it_IT

Facebook – Pagina: https://www.facebook.com/max.ionata?locale=it_IT

Instagram: https://www.instagram.com/maxionata/.

Daniele Milillo

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