
La quinta edizione di Trame Contemporanee, il festival di nuova drammaturgia, a cura della Compagnia Malalingua, con la direzione artistica di Marianna de Pinto e Marco Grossi, continua con una settimana ricca di spunti e proposte originali. Ben otto appuntamenti in sei giorni, alla Cittadella degli Artisti di Molfetta, da martedì 20 a domenica 25 ottobre, tra testi satirici, debutti assoluti, grandi firme riconosciute del teatro nazionale e nuove voci della scena in grande ascesa.
Si parte martedì 20 ottobre, alle 21, con L’affare di via dei Fornai (nell’ambito della sezione under 35 GenT) liberamente ispirato all’opera L’affaire de la Rue Lourcine di Eugène Labiche, con l’adattamento di Antonio Filicaia e Andrea Cincotti. Una commedia classica ricca di colpi di scena che vede protagonisti due uomini che si risvegliano uno accanto all’altro, senza ricordare nulla della sera precedente, coinvolti in un vortice di equivoci, sospetti e rivelazioni inattese. Protagonisti Francesco Tandoi, Matteo Candido, Alessandro de Cesare, Rossana Ventura, Antonio Filicaia.
La visione del giovane regista e drammaturgo napoletano Pier Lorenzo Pisano, direttore artistico junior del Teatro di Napoli, prenderà forma sul palco della Cittadella, mercoledì 21 ottobre, alle 21, grazie al debutto nazionale di “Semidei” (nell’ambito di GenT), con la regia di Pierluigi Corallo, spettacolo prodotto da InarTeatro, che attraversa il mito della guerra di Troia riportandolo al nostro presente. Dei ed eroi perdono la loro distanza monumentale e diventano uomini e donne alle prese con amori, figli, paure, desideri e destino. A un mondo ancora pieno di relazioni, attese e possibilità segue la guerra, che lascia dietro di sé soltanto macerie, assenze e il senso profondo della propria inutilità. “Un testo devastante sull’inutilità della guerra – spiega l’autore – sul vuoto che produce che riesce a essere continuamente quotidiano e poetico, con un gruppo di attori particolarmente affiatato e allenato che affronta il proprio debutto professionistico nella sfida funambolica di stare sospeso tra il quotidiano, l’emozione e l’evocazione mitica”.
Malalingua e Officina Teatrale portano in scena giovedì 22 ottobre, alle 21, God Knows, scritto e diretto da Andrea Cincotti. Un altro testo al debutto che parte da una notte qualunque, da un risveglio improvviso che si trasforma in un viaggio dentro la memoria, il desiderio e le crepe dell’amore. Pietro e Giorgio, compagni da oltre quindici anni, sono due uomini intrappolati in una crisi silenziosa che ha consumato nel tempo il linguaggio della loro intimità. Con loro vive Elda, amica ironica e inquieta, sospesa in un eterno tentativo di cambiamento. Proprio lei innesca l’improvvisa rottura dell’equilibrio che porta l’intera notte a prendere una piega imprevedibile. Si parla di amori vissuti e taciuti, nelle zone d’ombra e nei non detti che abitano una relazione. I protagonisti di “God Knows” sono Pietro Naglieri, Giordano Cozzoli ed Elvira Berarducci.
La Donna più grassa del mondo” di Emanuele Aldrovandi (prima regionale), in programma venerdì 23 ottobre, alle 21, è una produzione del Centro Teatrale MaMiMò che racconta la storia di una donna che pesa 460 chili e non vuole smettere di mangiare. Una grossa crepa minaccia la sicurezza della casa in cui vivono i protagonisti, ma solo uno di loro sembra preoccuparsene: l’Uomo del piano di sotto, che da mesi tenta di convincere la coppia di vicini a intraprendere i lavori di ristrutturazione. Ma la crepa si trova proprio sotto il divano della Donna più grassa del mondo che non può muoversi. Una commedia dalla cifra grottesca e paradossale, con Luca Cattani, Alice Giroldini, e Marco Maccieri, che innesca riflessioni sulla voracità dell’uomo, così avido di risorse, e sulla capacità di immaginare un modo alternativo per raggiungere la felicità che non lo condanni all’autodistruzione.
Aprirà la serata, alle 19, nell’ambito di GenT, “Ho rapito Paolo Mieli” di e con Diego Frisina (prima regionale), monologo surreale che esprime il profondo senso di sfiducia, la disarmante sensazione di essere costantemente manipolato, dirottato, ingannato, di un giovane uomo dall’acuto senso critico. Esasperato al punto da compiere un gesto estremo: rapire il noto giornalista Paolo Mieli. Una mossa che, a causa di inattesi sviluppi geopolitici, porterà il mondo sull’orlo di un conflitto globale.
Moni Ovadia con l’ensemble Eví Eván, sarà protagonista di “Rebetiki Diadromi – Itinerario Rebetiko” (prima regionale), sabato 24 ottobre, alle 21, alla Cittadella degli Artisti, uno spettacolo di teatro canzone dedicato al rebetiko, un genere musicale tradizionale, per molti anni dimenticato, nato nei primi anni del Novecento nei sobborghi delle grandi città portuali greche come Atene e Salonicco. Espressione in musica di una grecità eccentrica, esule, meticcia, splendidamente contaminata dall’humus ottomano, striato di francesismi cosmopoliti, sul crinale tra identità europea, anatolica e italo-greca; un vagabondaggio musicale da Istanbul ad Atene, tra brani inediti e canzoni tradizionali, arricchito con ritmi slavi, bizantini, ebraici.
L’ellenismo levantino del rebetiko accoglie il talento della cultura dell’”oppressore” con gagliardia, la fa propria, perché la Grecia del Mediterraneo è sempre stata sul crinale fra occidente ed oriente, apollinea e dionisiaca, europea ed anatolica. Il suo genio fa dell’essere greco un capolavoro di civilizzazione che ha creato un’interiorità composita con una lingua unica, sublime e travagliata: il dimotiki (neoellenico) comprensibile solo nella grandissima poesia neogreca dei Kavafis, dei Ritsos dei Seferis degli Elitis e, naturalmente, nelle liriche gaglioffe delle canzoni rebetike.
Nella tessitura di canzoni rebetike si inseriscono la recitazione, il ballo e il canto di Moni Ovadia. Gli Eví Eván sono Dimitris Kotsiouros (bouzouki), Giorgos Strimpakos (baglamas, canto), Valerio Mileto (bouzouki) e Gabriele Caporusso (chitarra).
La quinta edizione di Trame Contemporanee chiude la sua prima parte (ce ne sarà una seconda a novembre) domenica 25 ottobre alla Cittadella degli Artisti di Molfetta con un doppio appuntamento tra teatro e poesia. Spazio a un’altra prima nazionale, alle 18: “Cyrano e Rossana – Passo a due” di Michele Santeramo con Arianna Gambaccini e Michele Cipriani. Lo spettacolo si interroga su che cosa accadrebbe se l’amore non corrisposto, ma ancora tenacemente vivo, di Cyrano de Bergerac per Rossana si trasformasse in disincanto, se la sua forza titanica si spezzasse. La forza si trasforma nella grande invincibile stanchezza di chi, proprio perché ha combattuto una battaglia titanica, adesso non ha più forze. “Cyrano e Rossana – Passo a due” descrive la condizione esistenziale di chi ha dato troppo e per questo prova a ” disertare” tutto: l’amore, la vita, l’arte, così come quella di chi invece, come Rossana, cerca di trovare un senso alla propria storia, ripercorrendola passo dopo passo, magari per far nascere un altro finale. Due opzioni a cui oggi può rivolgersi chiunque continui a guardare il mondo con passione, che sia ormai fiaccata e pronta alla diserzione oppure ancora piena di cieca speranza.
A seguire, alle 20, sarà la volta di “Poetry Slam”, a cura di Slammals – Branco po’ etico, condotto da Gionata Atzori, una vera e propria gara di performance poetica nata con lo scopo di portare la poesia nei contesti più diversi creando un confronto libero e costante con il pubblico.
Il Festival Trame Contemporanee 2026 è possibile grazie al sostegno del Ministero della Cultura e della Regione Puglia. Patrocinio di Puglia Culture e Puglia Promozione.
Info: info@tramecontemporanee.it o 351/852.84.04.