Nel ricordo del Maestro Di Leone: “Guido’s Lovers” avvia la nuova Stagione del Duke Jazz Club di Bari

Si riaccendono i riflettori sul palco del Duke Jazz Club di Bari per la prima rassegna totalmente senza Guido. Ricordiamo tutti che il 24 ottobre dello scorso anno, al Teatro Petruzzelli, Guido Di Leone, insieme ai suoi  insegnanti, aveva festeggiato il traguardo dei 40 anni di attività della Scuola di Musica “Il Pentagramma”, ma una sorte beffarda dopo 15 giorni l’ha portato via, lasciandoci tutti orfani. E così, in questo clima davvero atroce, la stagione scorsa del Duke non ha voluto interrompere la programmazione già predisposta da Guido, riaprendo i suoi spazi la stessa sera del funerale.

E’ passato un anno, e per ricominciare, il titolo del progetto della serata di apertura è stato “Guido’s lovers”, affidato ad un trio di suoi collaboratori come Bruno Montrone al pianoforte, Gianluca Fraccalvieri al basso elettrico e Fabio Delle Foglie, annunciando un concerto con ospiti a sorpresa. E in un locale affollato all’inverosimile, sul palco si sono avvicendati tantissimi insegnanti della Scuola di Musica “Il Pentagramma” per rimarcare ancora una volta l’affetto che tutti conservano nei suoi confronti: i giovani insegnanti che sono stati trattati come figli, gli insegnanti suoi coetanei che lo hanno sostenuto nel suo progetto, i tantissimi alunni, di qualsiasi età che hanno frequentato e frequentano la scuola, e quelli come me, semplici appassionati, che sanno che la Duke non ci si annoia mai.

Sin dal primo brano si è capito subito che non si trattava di una semplice esibizione di un trio, ma sarebbe stato un enorme abbraccio di tutti coloro che sono cresciuti con Guido e che hanno fatto di questa Scuola un polo di eccellenza a livello nazionale, e del palco del Duke un’attrazione di tantissimi artisti provenienti da tutto il mondo. A Bruno Montrone, eccellente pianista, è stata affidata la conduzione della serata, con il compito di presentare i tanti ospiti.

Ma il trio così come era stato presentato, più volte, ed in tempi differenti, ha ceduto il posto ad altri artisti che hanno avuto il compito di accompagnare le tantissime voci e i tanti chitarristi orfani del loro Maestro. E così al pianoforte, oltre a Bruno Montrone, si sono avvicendati Vito Di Modugno, Antonio Laviero, Francesco Schepisi, Sandro Binetti e Pippo Lombardo. Al basso elettrico di Gianluca Fraccalvieri si sono alternati i contrabbassisti Nico Catacchio e Giampaolo Laurentaci e Fabio Delle Foglie ha fatto la staffetta alla batteria con Mimmo Campanale.

E la prima a salire sul palco non poteva essere che lei, Francesca Leone, moglie di Guido nonché attuale Direttrice Artistica del Duke e responsabile de Il Pentagramma: si deve soprattutto a lei – che ha trovato la forza di riaprire scuola e club a poche ore dall’evento luttuoso – se il sogno di Guido continua ad essere realizzato. Ad aprire le danze, un samba “Deixa isso pra là”, brano portato al successo da Elsa Soares, seguita a ruota da un altro pezzettino della famiglia di Guido, il nipote Alberto Di Leone a cui sono stati affidati due brani: il primo, “You go to my head”  con il trio base, mentre nel secondo brano si è aggiunta la voce di Marco Giuliani per una ballad spesso legata a Frank Sinatra: “All the way”.

La vera sorpresa della serata è stata la presenza non prevista di Vito Di Modugno, compagno di Guido in mille avventure, che ha eseguito un suo brano, “I remember You”, accompagnando il giovane Nicolò Fanelli alla chitarra.  Non sono mancate esecuzioni di brani in trio, come “Saudade a Salice”, di Guido Di Leone (con Nico Catacchio, Bruno Montrone e Fabio Delle Foglie), o “Softly as in a morming sunrise”, con Antonio Laviero, Nico Catacchio e Fabio Delle Foglie, e “Everything I love”, eseguita da Montrone, Laurentaci e Campanale.

Ma per tutta la serata sono state le voci a farla da padrone, continuando con Stefania Arceri (Out of nowhare), seguita a ruota da Paola Arnesano, straordinaria,  (Don’t go strangers) e da Giuliana Magarelli con “Flor de lis”, un brano del cantautore e chitarrista brasiliano Djavan. 

E il secondo set si apre con il pianoforte di Francesco Schepisi, che prima è stato di supporto al sempre bravo Aldo Di Caterino al flauto (Falling Grace), e successivamente ha accompagnato la voce di Samantha Spinazzola (Beiral), altro brano di Djavan. Subito dopo è stato il turno di Paolo Magno, con il brano “Tangetine”, cuore pulsante della gestione del Duke di oggi, ma fra i più stretti collaboratori di sempre di Guido di Leone nelle precedenti gestioni. Subito dopo arriva una delle voci più belle, Serena Grittani, accompagnata da Bruno Montrone, Giampaolo Laurentaci e Fabio Delle Foglie, con una versione davvero incantevole di un classico di Thelonius Monk, “Round Midnight”. Ancora una voce femminile con Cristina Lacirignola (I’m confessing), accompagnata da Sandro Binetti al pianoforte, e sempre Binetti ha supportato il chitarrista Max Monno con un altro grande classico, “You’ve changed”.

La conclusione della serata è stata affidata prima alla chitarra di Maurizio Patarino, accompagnato al pianoforte da Pippo Lombardo (Insensatez) ed infine a Mary Colucci e Alessandro Regina alla chitarra, con il brano “Laura”. Gran finale, tutti insieme, per una versione di “Lester lips in”.

Quello che oggi rappresenta Il Pentagramma è qualcosa di straordinario. Una fucina di artisti sempre pronti a mettersi in gioco, a confrontarsi e a rendere omaggio a colui che è stato più di un collante: un padre, un amico, un Maestro. Molti di loro hanno raggiunto livelli internazionali, facendosi apprezzare ovunque. E un gesto da non sottovalutare, al termine di ogni esibizione di ogni voce femminile, Francesca Leone, da squisita padrona di casa, ha voluto offrire loro una rosa rossa, simbolo di un amore mai sopito, che continua a legare tutti noi all’indimenticabile Guido Di Leone.

Gaetano de Gennaro
Foto di Gaetano de Gennaro

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