La musica si guarda, il cinema si ascolta: Bari diventa capitale delle nuove visioni con ‘UrtiCanti International Music Film and Video Festival 2026’

C’è una musica che non si accontenta di essere ascoltata. Cerca immagini, attraversa lo schermo, incontra il cinema e si trasforma in racconto. E ci sono immagini che sembrano custodire suoni, ritmi, silenzi, capaci di parlare agli occhi prima ancora che alle orecchie. È in questo territorio affascinante, dove i linguaggi si incontrano e i confini tra le arti diventano sempre più sottili, che prende vita URTIcanti International Music Film and Video Festival, pronto a tornare a Bari, dal 19 al 21 ottobre, per la sua quarta edizione.

Ad accogliere la manifestazione sarà ancora una volta il Cinema Splendor, che per tre serate si trasformerà in uno spazio di esplorazione artistica, aperto alle suggestioni più sorprendenti della creatività contemporanea. Un appuntamento unico nel panorama italiano, interamente dedicato all’incontro tra la musica contemporanea d’autore e il linguaggio cinematografico, capace di riunire artisti, registi, compositori e videomaker provenienti da ogni parte del mondo.

Non una semplice rassegna di film, dunque, ma un laboratorio di idee e visioni, un luogo in cui la musica diventa protagonista dell’immagine e il cinema scopre nuove possibilità espressive attraverso il suono.

Il festival suggella la ventunesima edizione di URTIcanti, la manifestazione dedicata alla musica contemporanea che ha portato quest’anno a Bari, tra i suoi protagonisti più prestigiosi, Raphael Cendo, compositore francese tra le voci più originali della ricerca musicale internazionale. Una presenza che ha conferito ulteriore carattere a un’edizione all’insegna dell’innovazione, della sperimentazione e del coraggio artistico.

Un festival senza confini: settanta opere e ventidue Paesi in dialogo

Che la musica e le immagini possano parlare un linguaggio universale lo dimostra la straordinaria partecipazione registrata quest’anno. Sono settanta le opere giunte al concorso, un piccolo atlante della creatività contemporanea che attraversa continenti, culture, sensibilità e differenti modi di intendere il rapporto tra cinema e suono.

Dall’Europa alle Americhe, dall’Asia all’Oceania, i lavori arrivano da Italia, Stati Uniti, Svezia, Bahamas, Australia, Canada, Regno Unito, Grecia, Cile, Palestina, Portogallo, Germania, Polonia, Belgio, Francia, Federazione Russa, Giappone, Israele, Irlanda, Brasile, Iran e Turchia.

Una geografia sorprendente, che restituisce la dimensione internazionale raggiunta da una manifestazione nata a Bari e oggi capace di intercettare esperienze artistiche provenienti da ventidue Paesi.

Tre i territori espressivi nei quali si confrontano i partecipanti: docufilm, cortometraggio e videoarte, con opere di durata compresa tra cinque e venti minuti. Tre modalità differenti di raccontare, interpretare e reinventare la musica attraverso la forza evocativa delle immagini.

Accanto alla sezione Senior, il festival riserva un’attenzione particolare ai giovani con la sezione Student, aperta agli studenti di licei artistici, conservatori e accademie. Una scelta che non rappresenta soltanto un’opportunità di partecipazione, ma anche un investimento nel futuro della ricerca artistica, offrendo alle nuove generazioni uno spazio nel quale misurare il proprio talento con quello di autori già affermati.

A scegliere i venticinque lavori finalisti, destinati a contendersi i riconoscimenti del festival, è stata una commissione composta da personalità provenienti da esperienze e competenze differenti: il regista e produttore Alberto Nacci, che la presiede, il compositore elettroacustico Francesco Abbrescia, docente al Conservatorio “Niccolò Piccinni”, e Serge D’Oria, manager culturale e direttore dell’Alliance Française di Bari.

Venticinque storie, venticinque visioni, altrettanti modi di dare forma a quell’incontro tra musica e cinema che costituisce l’anima stessa della manifestazione.

E a decidere uno dei riconoscimenti più attesi non saranno soltanto gli esperti: tornerà infatti anche il Premio del pubblico, un invito rivolto agli spettatori a diventare parte attiva del festival, lasciandosi guidare dalla curiosità, dall’emozione e dalla propria sensibilità.

Sullo schermo la musica, sul palcoscenico le emozioni

Le prime due serate, 19 e 20 ottobre, con inizio alle ore 19.30, saranno dedicate alla proiezione dei venticinque lavori finalisti. Ma allo Splendor il cinema non vivrà soltanto sullo schermo.

La particolarità di URTIcanti è proprio questa: trasformare la proiezione in un’esperienza più ampia, nella quale le immagini si alternano alla parola, alla presenza degli interpreti e al suono degli strumenti dal vivo. Un continuo gioco di rimandi che rompe la consuetudine della sala cinematografica e costruisce, tra pubblico e artisti, una relazione più immediata e coinvolgente.

A dare voce a questa dimensione teatrale sarà Edoardo Sabato, giovane attore barese insignito del Premio Hystrio alla Vocazione 2026, protagonista di interventi recitati che accompagneranno il percorso tra le opere in concorso.

La musica dal vivo completerà questo intreccio di linguaggi, con pagine del repertorio novecentesco e contemporaneo affidate anche ai vincitori di URTIcontest26. Un’ulteriore occasione per valorizzare giovani interpreti e far dialogare la tradizione della musica d’arte con le sue espressioni più innovative.

A rendere ancora più significativa questa quarta edizione sarà una novità assoluta: la proiezione di due opere fuori concorso firmate da Raphael Cendo, il compositore ospite della ventunesima edizione di URTIcanti.

Il 19 ottobre sarà presentato Cendo-Mindbreak_episode 1, mentre il 20 ottobre sarà la volta di Cendo-Mindbreak_episode 2. Due appuntamenti che aggiungono un tassello prezioso al percorso dedicato al musicista francese, offrendo al pubblico l’opportunità di avvicinarsi alla sua ricerca anche attraverso la dimensione audiovisiva.

Da Varèse a Brouwer: la contemporaneità prende voce

Il dialogo tra cinema e musica troverà un ulteriore momento di intensità nelle esecuzioni dal vivo, affidate a interpreti che accompagneranno il pubblico alla scoperta di alcune pagine significative del repertorio del Novecento.

Il 19 ottobre sarà protagonista il flautista Onofrio Fonzetti, impegnato in due composizioni che hanno segnato, in modi differenti, l’esplorazione delle possibilità espressive dello strumento: Density 21.5 di Edgard Varèse e Mei di Kazuo Fukushima.

Due universi sonori nei quali il flauto si libera dalle convenzioni e diventa voce, respiro, materia espressiva, capace di evocare paesaggi interiori e suggestioni inattese.

Il 20 ottobre toccherà invece alla chitarrista Angela Renna accompagnare gli spettatori nell’affascinante mondo musicale di Leo Brouwer, compositore che ha saputo rinnovare profondamente il linguaggio della chitarra, intrecciando ricerca timbrica, energia ritmica e sensibilità poetica.

Non semplici intermezzi musicali, ma parte integrante di un progetto che affida alla contaminazione tra le arti la propria cifra distintiva.

Il gran finale tra premi e nuove frontiere del suono

Il 21 ottobre sarà il momento dei riconoscimenti, ma soprattutto quello in cui le molteplici visioni che hanno animato il festival troveranno il loro punto d’incontro.

La serata conclusiva sarà dedicata alla premiazione delle opere vincitrici, nelle diverse sezioni e categorie, con la proiezione dei trailer dei lavori premiati. Un’occasione per ripercorrere le proposte più significative della manifestazione e celebrare la creatività degli autori che meglio avranno saputo interpretare il dialogo tra cinema e musica contemporanea.

Anche l’ultimo appuntamento riserverà uno spazio importante alla sperimentazione musicale.

Protagonista sarà il duo formato da Marco Mancini, al sassofono, e Nicola Monopoli, all’elettronica, impegnato nell’esecuzione di Sleep, my little cyborg, composizione dello stesso Monopoli.

Un incontro tra il respiro dello strumento acustico e le possibilità di trasformazione del suono elettronico, quasi a riassumere idealmente lo spirito del festival: spingersi oltre le forme consolidate, cercare nuove relazioni, aprire percorsi ancora inesplorati.

A chiudere la manifestazione sarà un brindisi, momento di incontro e condivisione tra artisti, organizzatori e spettatori, nel segno di quella convivialità culturale che accompagna le esperienze artistiche più autentiche.

Alberto Nacci: «Bari ha la vitalità culturale delle grandi realtà internazionali»

A raccontare il senso e il valore di URTIcanti è Alberto Nacci, che anche quest’anno torna a presiedere la commissione di selezione e che individua nella manifestazione non soltanto un’importante occasione di diffusione della musica contemporanea, ma anche una testimonianza della vitalità culturale di Bari.

«Sono onorato di far parte della giuria anche di questa quarta edizione di URTIcanti International Music Film Festival», afferma il regista e produttore.

Due, in particolare, le ragioni del suo entusiasmo. La prima riguarda la capacità della manifestazione di avvicinare un pubblico ampio a un linguaggio musicale spesso considerato distante o complesso, grazie a quel dialogo virtuoso con le immagini che ne amplifica la forza comunicativa.

La seconda riguarda la città che ospita il festival.

«Bari, con questa iniziativa unica in Italia, dimostra una vitalità culturale con cui può dialogare alla pari con le più avanzate realtà in ambito internazionale», sottolinea Nacci.

Un giudizio che trova conferma nella qualità delle opere candidate e nella provenienza dei loro autori. «La grande qualità dei film in concorso in questa quarta edizione del festival e la provenienza di filmmaker da tutto il mondo ci dice che stiamo crescendo nel modo giusto».

È proprio questa la sfida raccolta e rilanciata da URTIcanti: fare della sperimentazione artistica non un linguaggio riservato a pochi, ma un’occasione di scoperta, partecipazione e confronto. E dimostrare che anche da una città come Bari possono nascere progetti capaci di attirare l’attenzione della comunità creativa internazionale.

Perché il valore di un festival non si misura soltanto dalle opere che presenta, ma dagli incontri che rende possibili, dalle curiosità che accende e dagli orizzonti che riesce ad aprire.

E dal 19 al 21 ottobre, al Cinema Splendor, quegli orizzonti avranno la forma delle immagini, la voce della musica e il fascino imprevedibile della sperimentazione.

Tre giorni per scoprire che una musica può diventare un film. E che un’immagine, qualche volta, può continuare a risuonare anche dopo che lo schermo si è spento.

Informazioni e biglietti

I biglietti sono disponibili sul sito ufficiale www.urticanti.com e presso il botteghino del Cinema Splendor di Bari.

URTIcanti è promosso dall’Associazione Diapason di Bari, con il contributo del Ministero della Cultura, della Regione Puglia e del Comune di Bari, in collaborazione con l’Alliance Française di Bari.

La manifestazione gode del patrocinio dei Conservatori di Bari, Foggia e Monopoli, dell’Accademia di Belle Arti di Bari e del Liceo Artistico “Pascali”.

Daniele Milillo

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