La settimana sportiva. Bari, una vittoria dovuta e qualche risposta in più

L’emergenza può ridurre le possibilità di scelta, ma non modifica gli obiettivi del Bari. Anche senza otto titolari, contro il Giugliano i tre punti erano una necessità. La squadra di Rastelli li ha conquistati mostrando qualcosa che nelle precedenti vittorie era spesso rimasto sullo sfondo: una manovra sufficientemente ordinata, una superiorità riconoscibile e la capacità di governare la partita senza trasformarne il finale in una prova di resistenza.

È questo il dato da accogliere con maggiore soddisfazione dopo la delusione di Salerno. Il Bari ha reagito con concentrazione, evitando che il contraccolpo della sconfitta diventasse esitazione. Il sesto successo in campionato potrebbe coincidere con la prova più convincente disputata finora, pur senza avere nulla di memorabile. Una giornata utile per ritrovare fiducia e dare consistenza al lavoro svolto durante la settimana.

Naturalmente, il valore della prestazione non può essere separato da quello dell’avversario. Il Giugliano ha mostrato limiti evidenti, soprattutto nell’organizzazione e nella capacità di disturbare la costruzione biancorossa. Quando si dispone di spazio e si subisce poca pressione, trovare collegamenti tra i reparti diventa più semplice. Il Bari ha saputo approfittarne; per capire quanto sia cresciuto davvero bisognerà osservarlo quando quegli spazi verranno chiusi e il pallone dovrà viaggiare più rapidamente.

Un miglioramento, comunque, si è visto nella gestione del vantaggio. La ripresa ha avuto ritmi sonnolenti, talvolta più vicini a un’amichevole estiva che a una gara di campionato, ma non ha riproposto il copione di una squadra schiacciata davanti alla propria area. Il Bari ha conservato una possibilità di uscita, cercato altre occasioni e tenuto impegnata la difesa campana. Si può discutere sulla scarsa intensità, ma il controllo non è mai sembrato realmente in pericolo.

A rendere possibile questo equilibrio ha contribuito un centrocampo finalmente efficace. Mendicino ha dato sostanza con i recuperi, Grigic ha offerto una prestazione migliore delle ultime e Maggiore ha aggiunto presenza offensiva al suo lavoro abituale. L’assenza di Darboe, almeno in questa occasione, non si è trasformata in un vuoto nella manovra.

Maggiore continua inoltre a garantire quei gol che ci si aspettava soprattutto da Gomez. Con Butic è arrivato a quattro reti in campionato: un rendimento prezioso, sul quale però non si può caricare tutto il peso dell’attacco. Butic, a cinque centri contando anche la Coppa, sta rispondendo alle esigenze della squadra anche attraverso il movimento, il pressing e l’aiuto ai compagni. Il suo adattamento al ruolo di riferimento centrale è una delle indicazioni migliori di questa fase e rende meno automatiche le gerarchie al rientro di Gomez.

Dagli esterni, invece, occorre ottenere maggiore concretezza. L’impegno è necessario, ma a una squadra che punta in alto servono anche conclusioni efficaci e reti distribuite tra più giocatori. Tribuzzi ha rimediato in parte con l’assist, senza cancellare un errore a porta vuota degno dei ricordi più impietosi su Egidio Calloni. Bianchi ha portato vivacità, ma non ha sfruttato le possibilità avute. Il margine per chiudere la partita con un punteggio più largo esisteva.

Rimane poi la questione dello spazio concesso alle alternative. Rastelli ha privilegiato la continuità di un assetto che funzionava, intervenendo soprattutto per aggiungere freschezza o sostituire chi accusava stanchezza. Una logica comprensibile, che non elimina però l’interrogativo: contro un avversario così poco incisivo, non si potevano concedere più minuti a Prisco e Colangiuli, oppure coinvolgere Esposito? La fiducia sembra concentrarsi ancora su pochi uomini. Dare esperienza agli altri potrebbe aiutare proprio a sostenere l’emergenza, oltre a preparare soluzioni per le prossime settimane.

Allenarsi con continuità e recuperare gli indisponibili dovrà rendere il Bari più completo. Nel frattempo, la corsa al primo posto impone di non disperdere punti contro Giugliano, Scafatese, Crotone e le altre formazioni meno attrezzate. Sono incontri nei quali una squadra ambiziosa deve far pesare la propria superiorità: i passi falsi, alla lunga, presentano il conto.

Il Potenza e la Salernitana hanno detto che il Bari contro le potenziali big soffre maledettamente, contro Casertana e Catania servirà invece dimostrare di saper raccogliere punti anche quando il confronto sarà più equilibrato e impegnativo. È lì che le qualità emerse contro il Giugliano dovranno resistere a una verifica più severa. Il Bari ha assolto bene un compito obbligato; adesso deve trasformare questa buona giornata in un rendimento stabile, perché il vertice si conquista evitando sprechi e facendosi trovare pronti nelle partite che pesano di più.

Massimo Longo
Foto di @SSC Bari

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