‘Time Zones’, Bari capitale della sperimentazione sonora: sei artisti internazionali allo Spazio Murat tra musica, elettronica e nuove visioni

La 41ª edizione del festival Time Zones, in programma a Bari dall’11 al 13 novembre, dopo le due anteprime e i sei giorni di “Concerti Letterari” realizzati in collaborazione con la Compagnia Diaghilev, entra nel vivo con i tre giorni di appuntamenti in programma allo Spazio Murat di Bari. Tre serate, domenica 11, giovedì 15 e domenica 18 ottobre, durante le quali saranno proposti due concerti a sera, alle 21 e alle 22. Protagonisti delle serate saranno gli artisti: Bryan Senti ed Erland Cooper nella prima serata, Lorenzo Masotto ed Elpidia Giardini nella seconda e Sergio Sorrentino ed Adrián De Alfonso nella terza.

Si inizia, domenica 11 alle 21, con il compositore americano Bryan Senti, protagonista del live “La Marea”. Senti è un compositore, polistrumentista e produttore latinoamericano di prima generazione, con base negli Stati Uniti. Il suo album di debutto crossover, “Manu”, è stato pubblicato dall’etichetta indipendente francese Naïve, riscuotendo grande apprezzamento, così come il più recente “La Marea”, al centro del concerto. Tra le sue collaborazioni più recenti figurano quelle con Dom Bouffard e Dustin O’Halloran, con il quale ha lavorato a “1001”, pubblicato da Deutsche Grammophon. Importante è anche la sua carriera nel cinema e nella televisione, iniziata con “Experimenter” di Michael Almereyda, presentato al Sundance Film Festival nel 2015, e proseguita con “Save Me” (2021) di Lennie James. Più recentemente, ha composto le musiche per “Mood” (2023), la serie BBC creata da Nicôle Lecky, un lavoro che gli è valso il prestigioso BAFTA per la musica originale.

Nella stessa serata, alle 22, il live di Erland Cooper, compositore, produttore e polistrumentista originario delle Isole Orcadi, in Scozia. Come solista, ha pubblicato cinque album acclamati dalla critica, oltre a numerosi altri LP ed EP di materiali correlati. La sua musica unisce spesso registrazioni ambientali, orchestrazioni tradizionali ed elementi elettronici contemporanei, dando vita a un suono cristallino e suadente, capace di avvolgere chi lo ascolta. Il compositore si esibisce inoltre dal vivo in tutto il mondo, utilizzando pianoforte, elettronica e macchine a nastro, e conquistando un pubblico sempre più vasto.

Si prosegue, giovedì 15, con le performance di due pianisti italiani: Lorenzo Masotto con “Earde” (piano solo) ed Elpidia Giardini con “Elpidia Plays Genesis” (tributo ai Genesis per piano solo). Masotto è un pianista e compositore veronese, tra le figure più apprezzate della scena italiana neoclassica, o modern classical. Ha iniziato a suonare il pianoforte a nove anni e, nel corso degli anni, ha studiato pianoforte classico e composizione, per poi esplorare sonorità rock, jazz e contemporanee. “Earde” è il suo ottavo album in soli dieci anni: un gioiello di musica neoclassica per pianoforte solo, in cui ogni brano è un tentativo di catturare un istante fugace e trasformarlo in suono.

A seguire Elpidia Giardini, pianista classica, per anni concertista di valore, con oltre cinquecento concerti all’attivo in formazioni di musica da camera e con orchestra. Giardini ha reinventato la propria carriera, affrontando con maestria e raffinatezza alcune pietre miliari della musica popolare. Dal 2000 si esibisce in tutta Italia con concerti per pianoforte solo, nei quali reinterpreta le musiche dei Genesis, dei Pink Floyd e degli Earth, Wind & Fire. In questa occasione potremo apprezzare alcuni dei grandi classici del repertorio dei Genesis, sapientemente riarrangiati per pianoforte solo con grande cura e raffinatezza

Il terzo appuntamento, domenica 18, si apre con la performance di Sergio Sorrentino e il suo “Glass Guitar”. Si tratta di un progetto performativo multimediale ideato dal chitarrista e compositore italiano e dedicato alla musica del grande compositore minimalista statunitense Philip Glass. Il concerto presenta versioni per chitarra elettrica sola, per chitarra elettrica con live looping e duetti in tempo reale con sé stesso, utilizzando come backing track video preregistrati e proiettati su uno schermo: una sorta di rifrazione visiva e sonora tra l’artista e il suo doppelgänger virtuale.

La chiusura della serata è affidata ad Adrián De Alfonso con “Viator”. Noto anche come Don The Tiger, De Alfonso è un musicista e performer spagnolo di stanza a Berlino. Non ha mai smesso di trasformare la propria produzione artistica, muovendosi tra sperimentazione sonora e forma canzone. Generi quali flamenco, bolero, copla e tango vengono trasfigurati attraverso trasmissioni radio FM collettive, realizzate con mezzi di diffusione low-cost, e tecniche di musica concreta. Nel 2024 esce il suo primo album a nome proprio, “Viator”, su cui si basa la performance presentata a Time Zones.

Condividi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.