
Tre serate dense di musica, accompagnate da tante altre iniziative, sono il resoconto della sesta edizione del “No Jazz”, organizzato dal Comune di Noicattaro, rendendo l’accesso alla manifestazione libero per tutti. La sua conclusione è stata affidata ad una figura che viene considerata, a ragione, una delle nostre “Signore del Jazz”: la cantante napoletana Maria Pia De Vito che ha presentato il suo ultimo progetto musicale, pubblicato ad ottobre 2025, dal titolo “Buarqueana”, e che vuole essere un omaggio ad un musicista brasiliano che da sempre l’ha affascinata: Chico Buarque de Hollanda. E non è la prima volta che la De Vito intreccia le sue origini napoletane con la musica tradizionale brasiliana.
L’Album è stato registrato a Rio de Janeiro e pubblicato per l’etichetta Parco della Musica Records. Vanta la partecipazione straordinaria dello stesso Chico Buarque, che ha duettato in voce in due brani, e della cantante popolare brasiliana Mônica Salmaso (nel brano Valsa Contro ‘o tiempo).
Il lavoro nasce da un confronto artistico e di ricerca durato circa quindici anni tra la De Vito e Chico Buarque. Le traduzioni e gli adattamenti sono stati curati passo dopo passo insieme all’artista brasiliano. Questo sodalizio (ma sarebbe più corretto usare il termine amicizia) aveva già visto la pubblicazione di un album precedente, “Core Coraçao”, prodotto nel 2017. Unisce la musica popolare brasiliana alla tradizione e alla poesia della canzone napoletana, avvalendosi di un ensemble di musicisti di grande sensibilità e spessore stilistico, provenienti da esperienze diverse che hanno dato spettacolo sul palco di Noicattaro: Roberto Taufic, Huw Warren e Roberto Rossi.

Ma prima di entrare nel racconto dell’evento, è doveroso spendere due parole su Chico Buarque de Hollanda (Rio de Janeiro, 1944). Cantautore, compositore e scrittore brasiliano, è uno dei più noti autori e interpreti della musica popular brasileira. Proviene da una famiglia di intellettuali: suo padre, Sérgio Buarque de Hollanda, è stato uno storico e sociologo noto e apprezzato, mentre il cugino Aurélio è stato l’autore del Dicionário Aurélio della lingua portoghese. Sin da bambino ha mostrato un talento precoce per la musica e la composizione. Da sempre si è appassionato dalla bossa nova e in particolare ai lavori di João Gilberto.
Il suo esordio come cantautore è del 1964, al Cab64 di Milano gestito da Renato Pozzetto e Cochi Ponzoni a cui fanno seguito numerose apparizioni a festival musicali e a programmi televisivi. Il suo crescente impegno politico contro la dittatura militare lo porta all’arresto nel 1968, cui segue un esilio auto-imposto in Italia, nel 1969. Rientra in Brasile nel 1970 e sfrutta la sua fama e la sua abilità di compositore per protestare contro la dittatura. Il suo brano Apesar de Você (Nonostante tu) riesce a sfuggire alle maglie della censura e diventa l’inno del movimento democratico. Il singolo fu ritirato dal mercato dopo aver venduto circa centomila copie.

Maria Pia De Vito è una cantante e compositrice napoletana. Ha studiato opera, canto contemporaneo, teoria musicale e armonia. Ha iniziato la sua carriera musicale nel 1976 come cantante e chitarrista (e in seguito pianista) in gruppi folk specializzati in musica popolare mediterranea e balcanica, suonando anche mandolino e vari strumenti a percussione.
Unisce un interesse per la musica etnica e tradizionale mediterranea con la sperimentazione jazzistica. Alla fine degli anni ’90 collabora con Rita Marcotulli al progetto “Nauplia”, una fusione tra la melodia napoletana ed il jazz. Ha collaborato con svariati musicisti e compositori, fra cui Paolo Fresu, Giorgio Gaslini, Ivan Lins, Enrico Pieranunzi, Enrico Rava, Danilo Rea, Ernst Reijseger, Steve Swallow, John Taylor, Gianluigi Trovesi, Norma Winstone.

Roberto Taufic è nato in Honduras (America Centrale) nel 1966 da madre palestinese, si è trasferito in Brasile all’età di 5 anni. A 10 anni ha iniziato gli studi musicali. A 15 anni ha partecipato, suonando la chitarra classica e il cavaquinho, a diversi festival con varie band di musica popolare brasiliana e choro. A 17 anni ha iniziato la sua carriera come musicista di sessione, lavorando in diverse produzioni presso alcuni dei migliori studi di registrazione della sua zona (Rio Grande do Norte – Brasile). Arriva in Italia, a Roma, nel 1990, dove ha continuato a studiare musica, iniziando nuove collaborazioni con diversi artisti. Nel 1994 andò in tournée in Brasile e nel 1995 Roberto tornò definitivamente in Italia, stabilendosi in Piemonte dove, insieme al cantante Simon Papa, a Giancarlo Maurino e al percussionista brasiliano Gilson Silveira, fondò il gruppo “Latin Touch”. Con questa band registrarono l’album “De cabo a rabo” nel 1996, con la partecipazione speciale del violoncellista brasiliano Jacques Morelembaum.
Negli anni a seguire collabora live o in studio con artisti di varie estrazioni musicali come Barbara Casini, Ivan Lins, Guinga, Gabriele Mirabassi, Vito, Chico Buarque de Holanda, Rita Marcotulli, Enrico Rava, Franco Ambrosetti, Javier Girotto, Randy Brecker, Fabrizio Bosso, Rosario Bonaccorso, Gianmaria Testa, Marco Tamburini, Salvatore Maiore, Pietro Condorelli, Flavio Boltro, Stefania Tallini, Peo Alfonsi, Miroslav Vitous, Gianni Coscia, Patrizia Laquidara ed altri. Ha insegnato chitarra jazz al Conservatorio di Musica di Cosenza, nel 2023 al Conservatorio di Catania, nel 2024 al conservatorio di La Spezia e dal 2025 al conservatorio di Como.

Huw Warren è un pianista e compositore jazz gallese la cui opera spazia tra diversi generi musicali. è stato co-leader e fondatore del quartetto jazz Perfect Houseplants con Mark Lockheart , Dudley Phillips e Martin France . I Perfect Houseplants hanno registrato cinque album per diverse etichette discografiche e hanno realizzato progetti collaborativi con artisti di musica antica come Andrew Manze , Pamela Thorby e l’Orlando Consort . Warren ha collaborato a lungo con la cantante inglese June Tabor come suo arrangiatore e direttore musicale. Hanno effettuato tournée in tutto il mondo e prodotto progetti ad ampio respiro con la Creative Jazz Orchestra. Huw Warren si è esibito e ha registrato con Kenny Wheeler, John Parricelli , Antonio Forcione, Elvis Costello e altri. E anche autore di colonne sonore per film.

Roberto “Red” Rossi è un batterista e percussionista italiano noto per la sua profonda conoscenza dei ritmi e della musica popolare brasiliana. Suona stabilmente in progetti di matrice brasiliana e jazzistica, collaborando con artisti come Rogerio Tavares e Roberto Taufic Ha preso parte a numerosi concerti e rassegne musicali in tutta Italia (spesso legato alla scena di Bologna), unendo il linguaggio jazzistico alle percussioni sudamericane Questa sua caratteristica, oltre ad indurlo a mescolare i generi musicali tra loro e a collaborare anche con artisti di estrazione jazzistica, latino-americana e di musica etnica come Vinicius Cantuaria, Rosalia de Souza, Maria Pia de Vito e tanti altri, influenza notevolmente il suo modo di comporre e di produrre musica. Saltuariamente tiene seminari in istituti, scuole, conservatori, continuando comunque ad esprimersi preferibilmente nei concerti dal vivo.

La serata è stata introdotta dai saluti istituzionali del Sidaco di Noicattaro, Raimondo Innamorato e Vitino Laudadio, ideatore del Festival. Il Sindaco ha ribadito che il festival ha voluto trasmettere un messaggio importante di pace, proveniente da una piccola città. Un grazie anche alla Young Marching Band dell’Asociazione “Setticlavio aps” di Noicattaro che ha animato i vicoli del borgo antico, nonché ha riempito l’attesa sotto il palco delle tre serate.
Tante canzoni, tante storie che hanno animato la serata e che sono state il trampolino di lancio per apprezzare le escursioni canore della De Vito, supportata da tre musicisti straordinari. Non solo storie d’amore (“Amante future”, “Liggera”, “Uocchie int’a ‘llucchie”, “Samba do grande amore”), di amicizia (Amico mio) ma anche storie vere, come la storia di una morte bianca su un cantiere edile (A costruzione), o “O cunto d’Angelica”, dedicato a Zuzu Angel, una stilista brasiliana famosa negli anni ’70. Zuzu Angel cercò il figlio Stuart Angel, oppositore del regime, preso, torturato e ucciso. Chico scrisse la canzone dopo la morte di Zuzu Angel, uccisa in un omicidio commissionato.

Il brano “Amico mio” è ironico ma politico, scritto da Chico insieme a Francis Hime. Il testo affronta temi sociali e politici, come la ricerca di lavoro e le difficoltà della gente. “Maninha” è l’unica canzone cantata in portoghese, che Chico Buarque aveva cantato con sua sorella Miucha. Nascosto dietro chiacchiere infantili, racconta la paura dei passi della polizia. Chico è sempre stato impegnato per gli esseri umani e la giustizia sociale. Il brano finale è stato un Samba molto allegro, nonostante il testo non sia così gioioso. Come specificato dalla De Vito, i brasiliani si consolano cantando insieme, esprimendo gioia e dolore. Un popolo che ride piangendo e piange ridendo.
E i ringraziamenti, a fine Festival, sono affidati all’Assessora alla Cultura del Comune di Noicattaro, Anna Maria De Marzo. Ringraziamenti per gli artisti, per il pubblico, per il Direttore Artistico Michele Lobaccaro. E con la consegna di un ricco mazzo di fiori per Maria Pia De Vito, è stato dato appuntamento al prossimo anno. Una edizione davvero ricca.
Gaetano de Gennaro
Foto di Gaetano de Gennaro