La leggenda del jazz Eddie Gomez ha dato fuoco alle polveri dl “Francavilla è Jazz” 2026

Al via la tredicesima edizione del “Francavilla è Jazz”, con la Direzione Artistica di Alfredo Iaia. La manifestazione di colloca di diritto tra le più qualificate del settore all’interno del territorio pugliese (e non solo). Una manifestazione totalmente gratuita, grazie al supporto dell’Amministrazione Comunale e dei tanti sponsor privati. Quest’anno il Festival ha voluto rendere omaggio alle figure di Miles Davis e John Coltrane, per ricordare il centenario della loro nascita. E per ribadire questo, sul fondale del palco, oltre allo storico logo del “Francavilla è Jazz”, a grandi lettere è stato dato il tema a questa manifestazione: Kind of Blue, riprendendo il titolo di uno degli album più famosi della storia del jazz, pubblicato nel 1959 a nome di Miles Davis e in cui è presente anche il grandissimo John Coltrane. Un Album simbolo per tutta la storia del Jazz.

Dopo il saluto del Sindaco di Francavilla Fontana, Antonello Denuzzo, che non ha esitato a ribadire l’importanza del Festival per la valorizzazione di tutto il territorio e della sua comunità, e l’introduzione sempre ineccepibile di Maria Angelotti e Alfredo Iaia, il Festival è iniziato nel migliore dei modi con una leggenda vivente del Jazz, il contrabbassista Eddie Gomez, accompagnato da un trio italiano (tutti siciliani) di tutto rispetto e di altissimo livello, con Salvatore Bonafede al pianoforte, Alessandro Presti alla tromba e Joe Santoro alla batteria.

Eddie Gomez, 82 anni, è un contrabbassista portoricano. La sua fama è legata principalmente alle collaborazioni con il pianista Bill Evans, con cui registrò assiduamente per undici anni, dal 1966 al 1977. In giovane età, con la famiglia emigrò negli Stati Uniti per vivere a New York. Qui iniziò a suonare il contrabbasso, alla New York City High School of Music and Art. Ha suonato (dal 1959 al 1961) nella Newport Festival Youth Band diretta da Marshall Brown, e si è laureato nel 1963 alla Juilliard School di New York, una delle principali scuole di arti, musica e spettacolo del mondo.

Durante la sua carriera ha collaborato con jazzisti come Miles Davis, Bill Evans, Dizzy Gillespie, Gerry Mulligan, Benny Goodman, Buck Clayton, Marian McPartland, Paul Bley, Wayne Shorter, Steve Gadd, Herbie Hancock, Tony Williams, Al Foster, Chick Corea, Michel Petrucciani , oltre a collaborazioni stabili con i nostri pianisti Dado Moroni e Antonio Faraò. La sua fama è dovuta anche alla registrazione di due album con il gruppo fusion Steps Ahead, dove militava anche il sassofonista Michael Brecker: l’omonimo Steps Ahead del 1983 e Modern Times del 1984. Tutt’oggi, nonostante l’età, è molto attivo sulla scena internazionale.

Salvatore Bonafede (Palermo, 4 agosto 1962) è un compositore e pianista, è quello che può vantare un curriculum davvero straordinario. Inizia a suonare il pianoforte all’età di 4 anni e si avvicina al jazz grazie alla passione per questo genere musicale del padre, pianista jazz autodidatta. Le sue prime esperienze sul palco avvengono negli anni ’70 presso il jazz club Brass Group di Palermo dove, al termine di alcuni spettacoli, riesce ad esibirsi in jam session con artisti del calibro di Dexter Gordon e Woody Shaw.

Nel frattempo compie gli studi classici presso il Conservatorio di Palermo dove oggi detiene la cattedra di Pianoforte Jazz. Mentre si susseguono i concerti sia come leader sia come sideman (Bob Berg, Steve Grossman, Lew Tabackin), dal 1984 al 1986 è stato il pianista della Brass Group Big Band di Palermo collaborando con Sam Rivers, Archie Shepp, Paul Jeffrey, Lester Bowie e tanti altri.

Nel 1986 vince una borsa di studio che gli consente di frequentare il Berklee College of Music di Boston e si trasferisce negli Stati Uniti, suonando con Bill Thompson, Hal Crook, George Garzone, Roy Okutani e Bruce Gertz, suoi insegnanti al college. Tra l’altro, comincia lo studio della batteria jazz. Può capitare di poterlo ascoltare anche in questa veste. Prende lezioni anche da Jerry Bergonzi, dando vita ad un sodalizio che lo vedrà impegnato in due tournée in Australia e una in Italia e nella realizzazione di tre album, a nome di Bergonzi, e di una master class di jazz presso la Harvard University. Collabora stabilmente con l’Orchestra Jazz della Brandeis University diretta, in quegli anni, da Ricky Ford.

Nel 1989 si diploma presso il Berklee College of Music, ricevendo il titolo da Dizzy Gillespie. Nello stesso anno si trasferisce a New York dove rimarrà fino al 1994. Qui incontra e si lega in un ancora attuale rapporto professionale con il sassofonista Joe Lovano che lo ingaggia come suo sideman. Numerose saranno le collaborazioni professionali con musicisti come Bill Stewart, Joshua Redman, Mark Turner, Bob Mintzer, Charlie Mariano, Randy Brecker, Lew Tabackin, Dewey Redman e Tom Harrell. Sempre a New York inizia la sua carriera discografica di leader come pianista e compositore. Nel 1990 incide per l’etichetta giapponese Ken Music il suo primo album Actor-Actress, a capo di un quartetto con Joe Lovano, Cameron Brown e Adam Nussbaum. L’anno successivo, sempre per la stessa etichetta, incide un secondo album di sue composizioni,  Plays, in trio con Marc Johnson e Paul Motian con i quali, assieme a Joe Lovano, compirà una lunga tournée in Italia nel 1992.

Nel 1994 ritorna in Italia e si trasferisce a Palermo. Compie numerose tournée sia come sideman che come leader a fianco di musicisti come Tom Harrell (Italia, 1996), John Scofield (Europa, 1996), Joe Lovano (Europa, 1997; Italia, 2003; Joe Lovano Europa Quartet dal 2010), Bobby Watson (Italia, 1997 e 1998), Sheila Jordan (Italia, 1999), Norma Winstone (Italia, 1999, 2000 e 2003), e vari concerti con Maria Pia De Vito, Roberto Ottaviano, Pierre Vaiana, Lee Konitz, Tony Scott, Peter Erskine, John Abercrombie, Kurt Rosenwinkel, Ralph Towner, Esperanza Spalding, Jeff Ballard. E tutto questo, senza contare le sue collaborazioni con la televisione, la radio, il cinema, il teatro.

Alessandro Presti nasce nel 1988 in un paese del messinese, E’ un trombettista, arrangiatore, compositore formatosi tra la Sicilia, New York, e Siena. Uno degli artisti più raffinati e richiesti nella nuova generazione del jazz italiano. Ha iniziato a suonare la tromba grazie al padre, direttore della banda musicale. A 11 anni entra in conservatorio con diploma conseguito in tromba a 19 anni. Solo negli ultimi anni accademici si avvicina al jazz e rimane affascinato. Dopo il diploma, per 10 anni non ha studiato altro. Ha avuto degli incontri fortunati che gli hanno permesso di conoscere musicisti importanti della scena italiana, uno su tutti Roberto Gatto, con cui suona dal 2013. Solo nel 2016 ha formato un suo quintetto con cui ho registrato tre Album, “Halaesa” e “Intermezzo” e “Otosfera”. Vincitore del Premio “Chicco Bertinardi” con il suo gruppo Line Out. Segue, nel 2014, il secondo posto al Massimo Urbani, durante il quale vince anche il premio della critica e quello del pubblico. Nel 2021 firma gli arrangiamenti del nuovo album di Alessio Bondì e dirige l’orchestra di venti elementi nei live dell’artista palermitano. Ha vinto il referendum Top Jazz 2022 della rivista Musica Jazz nella categoria Nuovo Talento Italiano.

Il batterista Joe Santoro è nato ad Erice nel 1993. Compositore, arrangiatore e produttore, si avvicina alla musica sin da bambino ed in breve tempo entra a far parte della scena musicale siciliana, collaborando con formazioni di estrasioni diverse. Dopo la maturità si trasferisce a Londra che diventa il suo trampolino di lancio, suonando con musicisti non solo inglesi. Rientrato in Italia, prosegue gli studi presso il Conservatorio di Trapani conseguendo prima il Diploma Accademico di I Livello e poi il Diploma Accademico di II Lilello in batteria e Percussioni Jazz, entrambi con ilmassimo dei voti, la lode e la menzione d’onore. Successivamente ottiene anche il Diploma Accademico di II livello in Batteria e Percussioni Pop/Rock, sempre con il massimo dei voti. Attualmente è docente di Batteria Jazz e Storia del Jazz presso il Conservatorio di Musica di Adria. Può vantare collaborazioni prestigiose con Seamus Nblake, Peter Bernstein, Aaron Goldberg, Francesca Tandoi, Nico Gori, Mario Biondi, Fabio Zeppetella e tanti altri.

L’apertura del concerto è stata affidata ad un lunghissimo assolo di Eddie Gomez che ha subito catalizzato l’attenzione del numeroso pubblico che ha letteralmente invaso la piazza, ma anche gli altri tre musiciati hanno avuto ampi spazi per mostrare le loro capacità tecniche. La scelta dei brani è stata molto classica, attingendo a composizioni di Cole Porter (Everything I love) e di Victor Young con ben due brani: “Stella by starlight” e un delizioso bis con “My foolish heart”. In particolare, una lunga composizione di Tchaikovsky, con un arrangiamento di Salvatore Bonafedeche ne ha stravolto la struttura, dal titolo “Swan lake”. Ma non sono mancate le composizioni originali di Gomez, come “Love letter (to my father)” che Gomez ha voluto dedicare ai genitori di tutti i presenti.

Il brano più accattivante della serata, che ha concluso il concerto (prima del bis), è stato un lungo e complicato brano di Bill Evans, dal titolo “Five”. L’espressione “five, beggin’ four” indica un “tempo” in 5/4 eseguito con una forte tensione ritmica che sembra spingere o implorare il ritorno alla stabilità del tempo in 4/4. Questo brano è un po’ il contraltare al più famoso brano “Take five” di Dave Brubeck, e ha dato la possibilità al giovanissimo batterista Joe Santoro di dimostrare tutta la sua abilità in situazioni estreme.

Un concerto destinato a rimanere scolpito negli annali di Francavilla è Jazz. Di leggende viventi del jazz ormai ne restano poche, ed Eddy Gomez ha saputo dimostrare ancora oggi tutto il suo valore. Alla fine del concerto, da buon padre di famiglia, ha esortato tutti coloro che dovevano rimettersi in auto per tornare a casa, a guidare con prudenza (drive carefully!). Lo avrebbe fatto anche mio padre. Ancora grazie al Direttore Artistico Alfredo Iaia, a Roberto Passaro, a Maria Angelotti, a Stefano Dentice, ad Alex Tomaselli e a tutta la squadra che ha mostrato competenza e passione, con un grande spirito di accoglienza.

Gaetano de Gennaro
Foto di Gaetano de Gennaro

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