
Sarà Carlo Goldoni a salutare il pubblico di R…Estate a Bari 2026. Il 31 agosto, alle 21, all’Arena della Pace, la rassegna della Compagnia Tiberio Fiorilli, inserita nel programma Le Due Bari 2026 del Comune di Bari, chiuderà il suo percorso con L’impresario delle Smirne, una delle commedie più vivaci e mordaci del grande autore veneziano.
Lo spettacolo arriva in scena in una rilettura libera firmata da Domenico Piscopo e Luca Molino, affidata alla regia di Dino Signorile. Un adattamento che non si limita a riproporre Goldoni, ma ne porta in primo piano la modernità, lasciando emergere con forza tutto ciò che nella commedia continua a parlarci da vicino: la fame di successo, la competizione, il bisogno di essere scelti, il difficile equilibrio tra talento, ambizione e convenienza.
Il teatro, del resto, è il vero protagonista della storia. O, meglio ancora, lo è ciò che accade dietro il sipario. Intorno a un impresario straniero si muove infatti una piccola folla di attori, cantanti e aspiranti protagonisti, ciascuno pronto a difendere il proprio spazio e a conquistare l’occasione capace di cambiare una carriera. Tra rivalità, vanità, entusiasmi e fragilità, Goldoni costruisce un meccanismo comico irresistibile e, allo stesso tempo, mette a nudo le contraddizioni di un mondo in cui l’arte deve continuamente fare i conti con il mercato.
È proprio in questo cortocircuito tra talento e interesse, vocazione e successo, che L’impresario delle Smirne mostra tutta la sua attualità. Dietro il sorriso e la leggerezza della commedia affiora infatti un’umanità riconoscibilissima, popolata da persone che cercano approvazione, visibilità e riconoscimento. Un universo nato nel Settecento che, a ben guardare, somiglia molto al nostro.
A dare corpo ai personaggi saranno Luca Amoruso, Domenico Piscopo, Luca Molino, Lidia Cuccovillo, Maria Chiara Bono e Donatello Di Bari. Le musiche portano la firma di Niccolò Buscemi, le scene sono di Antonio Fortunato, mentre i costumi sono realizzati da Flora Lanzillotta.
La serata del 31 agosto sarà anche il momento conclusivo di un progetto che ha scelto di usare i classici non come reperti da conservare, ma come materia viva da riportare dentro il presente.
Con R…Estate a Bari 2026, infatti, la Compagnia Tiberio Fiorilli ha costruito un percorso nel quale il teatro è diventato occasione di incontro con i quartieri e con le persone. Cinque spettacoli e quattro laboratori hanno accompagnato una rassegna pensata per intrecciare tradizione e contemporaneità, portando la cultura fuori dai luoghi abituali e trasformando le periferie in spazi di partecipazione e condivisione.
Il pubblico non è stato chiamato soltanto ad assistere agli spettacoli, ma a entrare in un progetto più ampio, fondato sull’accessibilità, sull’inclusione e sulla relazione con il territorio. Un modo per ribadire che il teatro può ancora essere uno spazio collettivo, capace di creare legami e di interrogare il presente.
Dopo il confronto con Sei personaggi in cerca d’autore di Luigi Pirandello e con L’impresario delle Smirne di Carlo Goldoni, entrambi rilette dalla regia di Dino Signorile, la rassegna arriva così alla sua conclusione riaffermando una precisa idea di teatro: non soltanto spettacolo, ma luogo di relazione, partecipazione e crescita culturale.
E non poteva esserci finale più coerente di una commedia che, mentre fa sorridere delle debolezze del mondo dello spettacolo, continua a ricordarci quanto il teatro sappia parlare degli uomini, delle loro ambizioni e delle loro contraddizioni.
Daniele Milillo