Quando la musica è la medicina dell’anima: il pubblico del Foro Boario di Ostuni sottoposto ad una terapia d’urto emotiva dall’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini e dai giovani musicisti pugliesi diretti dal Maestro dei Maestri, Riccardo Muti

La musica è una medicina dell’anima”.
Questa citazione è tra le mie preferite, la frase appartiene ad uno dei più grandi musicisti del panorama musicale italiano e mondiale, il Maestro e Direttore Riccardo Muti.

E come dargli torto? Saper suonare uno strumento musicale è una fortuna che non si può parafrasare, quel momento in cui ti rendi conto che quel susseguirsi di note, accordi, pause, trilli rispecchiano esattamente ciò che l’autore voleva esprimere e lo fanno attraverso le tue mani è una sensazione magnifica, mai uguale a sé stessa che riempie il cuore, anzi l’anima, di gioia e pace.

Per questo motivo, la preoccupazione eloquentemente espressa dal palco del Foro Boario di Ostuni (organizzazione Bass Culture Eventi) dal Maestro Muti, a difesa delle istituzioni orchestrali italiane, da decenni poco tutelate dalle istituzioni, e dei musicisti soprattutto delle nuove generazioni, non può e non deve essere ignorata.

E la protagonista del tour in tre tappe, tenutesi all’Anfiteatro degli Scavi di Pompei, in Piazza Napoleone a Lucca nel contesto del Lucca Summer Festival e ad Ostuni, è proprio la “figlia prediletta” del Maestro, l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini, da lui fondata nel 2004 che annovera giovani musicisti tra i 18 ed i 30 anni, con un continuo ricambio generazionale, poiché la permanenza al suo interno è di massimo tre anni, il cui scopo è appunto quello di evidenziare e promuovere il talento e la formazione delle nuove discendenze di orchestrali italiani.

In ogni tappa l’Orchestra è stata integrata da elementi provenienti dai Conservatori della regione ospitante, ben centocinquanta in Puglia, dal Piccinni di Bari, dal Rota di Monopoli, dal Paisiello di Taranto, dal Giordano di Foggia edallo Schipa di Lecce, oltre che da una rappresentanza dell’Orchestra Nazionale Universitaria di Milano,i cui elementi sono studenti di svariate discipline che dedicano tempo, amore e impegno allo studio della musica,una opportunità eccezionale offerta a questi talentuosi ragazzi, di esibirsi davanti ad un pubblico eterogeneo sotto la direzione di un autentico mito vivente, anche se lui, riprendendo un modo di dire di suo padre medico, si definisce scherzosamente “Mest d bend”, ovvero Maestro di Banda.

Il programma del concerto racchiude pilastri musicali eterni, si parte con l’Ouverture dal Nabucco di Giuseppe Verdi, proseguendo con l’Intermezzo da Manon Lescaut di Giacomo Puccini, l’Ouverture dal Guglielmo Tell di Gioacchino Rossini, la Contemplazione di Alfredo Catalani, l’Intermezzo da Cavalleria Rusticana di Pietro Mascagni, l’Intermezzo da Pagliacci di Ruggero Leoncavallo, l’Ouverture da La Forza Del Destino di Verdi per concludere con la Suite da Il Gattopardo di Nino Rota, mentore del Maestro Muti che gli ha dedicato un particolare ringraziamento durante il saluto finale, un discorso incisivo e toccante durante il quale ha posto l’accento su quanto sia fondamentale mantenere viva la musica di arricchimento quanto la musica di evasione, ponendo l’accento sulla storica importanza della scuola italiana, esaltata (in maniera particolare quella del Regno di Napoli cui hanno contribuito innumerevoli musicisti pugliesi) da quel prodigio incommensurabile che è stato Wolfang Amadeus Mozart.

Non mi permetto ovviamente di recensire la direzione del Maestro: chiunque conosce il dono immenso che il suo genio musicale elargisce ad ogni esecuzione, una fortuna poterlo ascoltare dal vivo poiché è davvero incredibile come quest’uomo sia fisicamente capace di esprimere la musica con i gesti che, pur essendo tecnici, si trasformano in una danza, con lo sguardo attento ad ogni più piccolo particolare; ma il vero talento, quello che gli fa realmente meritare l’appellativo di genio, è quello di non mettere se stesso al centro, come giusto che sia ma come non ci si aspetta da un personaggio di questa caratura, ma i suoi musicisti, gli autori, le note, gli accordi, le pause ed i trilli, trasformando tutto, inesorabilmente, in una incantevole e potentissima “medicina dell’anima”.

Gabriella Loconsole
Foto di repertorio di Clarissa Lapolla

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0 commenti su “Quando la musica è la medicina dell’anima: il pubblico del Foro Boario di Ostuni sottoposto ad una terapia d’urto emotiva dall’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini e dai giovani musicisti pugliesi diretti dal Maestro dei Maestri, Riccardo Muti

  1. Natale Laghetti Rispondi

    Grande concerto per chi ha avuto la fortuna di ascoltarlo, e appassionata recensione della bravissima Gabriella Loconsole.

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