
Tra i massimi interpreti internazionali della musica antica, il liutista newyorchese Hopkinson Smith rende omaggio a John Dowland, il grande compositore inglese del Rinascimento del quale ricorre il quattrocentesimo anniversario della morte. Il concerto, inserito nel programma dell’N&B Mareterra Festival diretto da Gilberto Scordari, è in calendario sabato 18 aprile, alle ore 20, nella chiesa di San Giacomo a Bari, e si preannuncia come un appuntamento di grande rilievo.
Al centro della serata c’è il ciclo «Seven Passionate Pavans», una delle più intense espressioni della poetica dowlandiana, in cui il tema delle «lacrime» diventa cifra estetica e simbolo della malinconia elevata a forma d’arte nell’Inghilterra elisabettiana. Un universo sonoro e culturale che Hopkinson Smith avrà modo di approfondire anche nell’incontro pubblico in programma domenica 19 aprile alle ore 10 nella Sala Odegitria, accanto alla Cattedrale, nel corso del quale il musicista dialogherà con il musicologo Dinko Fabris.
La raccolta «Lachrimae or Seaven Tears», pubblicata da Dowland nel 1604, ha in realtà origini precedenti: già nel 1590 circolava infatti «Lachrimae Antiquae», brano per liuto solista che il compositore rielaborò successivamente nella celebre canzone «Flow my Tears», contribuendo alla diffusione europea di questo tema musicale.
Le pavane del ciclo furono originariamente concepite per cinque strumenti ad arco con accompagnamento di liuto, ma nel concerto barese saranno proposte in una raffinata versione per liuto solo, frutto dell’elaborazione dello stesso Smith. Una scelta interpretativa che consente di mettere in luce la straordinaria forza lirica delle composizioni, l’audacia del linguaggio armonico e la ricchezza della scrittura polifonica, restituendo un’atmosfera intensa e quasi meditativa.
Il percorso musicale si snoda tra pavane, fantasie e gagliarde, componendo una sorta di itinerario emotivo attraverso diverse declinazioni del sentimento. Come scriveva lo stesso Dowland nella prefazione alla raccolta, «le lacrime non sono sempre segno di dolore, ma talvolta di gioia e letizia», sottolineando così l’ambivalenza espressiva che attraversa l’intero ciclo.
Insomma, un concerto di grande fascino con uno dei massimi interpreti di questo repertorio. Nato a New York nel 1946, Hopkinson Smith si è, infatti, formato ad Harvard per poi perfezionarsi in Europa con figure di riferimento come Emilio Pujol ed Eugen Dombois. Fondatore dell’ensemble Hespèrion XX, dagli anni Ottanta si dedica quasi esclusivamente al repertorio solistico per strumenti a pizzico antichi. Le sue incisioni, che spaziano dalla musica rinascimentale spagnola e francese fino alle opere di Bach, hanno ricevuto riconoscimenti internazionali e prestigiosi premi della critica. Tra questi, il Diapason d’Or per le registrazioni dedicate proprio a Dowland e Francesco da Milano e il Premio Chitarra d’Oro, assegnatogli nel 2021 dal Convegno Internazionale della Chitarra di Milano. Smith vive a Basilea, dove ha insegnato a lungo presso la Schola Cantorum Basiliensis.
Biglietti per il concerto in vendita online attraverso il sito ww.mareterrafestival.com (possibilità limitata di acquisto all’ingresso a prezzo maggiorato a partire dalle ore 19.15).
L’incontro di domenica 19 aprile è a ingresso libero.