La tradizione e il futuro si riuniscono in “Beat Street” il cortometraggio realizzato dall’Istituto Rosa Luxemburg di Acquaviva delle Fonti nell’ambito del progetto “SIAE – Per chi crea”

Una mattinata all’insegna dell’energia giovane e della creatività, quella di lunedì 2 febbraio.

Al Teatro Luciani di Acquaviva delle Fonti, un edificio ottocentesco che volge lo sguardo alla storica cassa armonica, sulla piazza principale della cittadina, si è tenuto l’evento di disseminazione “Beat Street”, il cortometraggio realizzato dalle studentesse e dagli studenti dell’I.I.S.S. “Rosa Luxemburg”, con particolare coinvolgimento di quelli del Liceo Artistico audiovisivo e multimediale. L’evento rientra nel progetto “SIAE – Per chi crea” Edizione 2024, con il contributo di SIAE, Ministero della Cultura e Ministero dell’Istruzione e del Merito, e ha previsto la realizzazione di un cortometraggio e di video di backstage, in partnership con l’associazione Clabs, i partner di progetto Seminal Film e ABC Cinema, il coordinamento creativo di Alessandro Piva, il tutoring tecnico di Alessandro Cardone e Alessandro Smaldino e le riprese aeree di Biagio Sivilla. Lato scuola, preziosa è stata la collaborazione del Dirigente Scolastico Prof. Rocco Fazio, del DSGA Dott. Raffaello Petruzzellis, della Coordinatrice di progetto Prof.ssa Donatella Scarati e della responsabile tecnica Dott.ssa Cristina Aiello. Notevole attenzione è stata posta anche dal Comune di Acquaviva delle Fonti, in particolare dal Sindaco Marco Lenoci, e dalle assessore Mariagrazia Barbieri e Immacolata Morano.

L’occasione è stata anche preziosa per raccontare le attività scolastiche alle classi delle scuole secondarie di primo grado del territorio, di modo da fornire un orientamento sul campo degli sbocchi professionali offerti dall’Istituto.

Le ragazze e i ragazzi sono stati impegnati su un racconto appassionante, trasposto in cortometraggio, che prende le mosse dalla tradizione delle bande da giro, ospitate anche nell’iconica cassa armonica del paese, e si dipana con le realtà emergenti di creazione di musica contemporanea, a partire dalle camerette, fino ad arrivare a veri e propri studi di registrazione e locali dedicati, grazie anche alla sensibilità di parroci e di volontari che queste realtà le vogliono fortemente e le tengono in piedi. Nascono così piccoli festival come “Strada chiusa” o i ritrovi del “Gatto bar”, o i pezzi rap e trap, apprezzati però anche da chi è abituato a musiche di un’epoca passata.

Uno sguardo di rispetto al passato, e uno di fiducia nel futuro.

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