
Venerdì 23 gennaio (ore 20:45 | ingresso 10 – 8 euro) al Teatro Comunale di Novoli per la stagione Per un teatro umano e sabato 24 gennaio (ore 21 Biglietto unico € 15. Info 333.2694897 – www.teatrocrest) all’auditorium TaTÀ di Taranto per la stagione «Periferie» del Crest, va in scena Tre sorelle di Anton Čechov con Federica Dordei, Monica Piseddu, Arianna Pozzoli, le musiche originali eseguite dal vivo di Lorenzo Tomio, drammaturgia e suono di Riccardo Fazi per la regia di Claudia Sorace.
«A Mosca! A Mosca!», ripetono le sorelle Olga, Masa e Irina, vite spese nel ricordo di un passato mitizzato o nell’attesa di un futuro che non arriverà mai, desiderose di tornare a vivere nella capitale russa per riscattarsi dalla triste vita provinciale, al contrario di quanto accade in un altro celebre dramma del grande drammaturgo russo, il Giardino dei ciliegi, in cui la vita è tutta intera nel passato a difesa del mito della felicità di un tempo che non tornerà mai più. Dunque, il presente è il grande assente nelle opere di Cechov, tanto quanto i fantasmi della nostalgia e del desiderio ne sono protagonisti. Ed è proprio ai fantasmi della memoria, alla iconica battuta iniziale, «perché ricordare?», che si rivolge Muta Imago nel rivisitare questo classico con una riscrittura di grande impatto visivo.
A volte maghe a volte medium, le tre sorelle si stringono l’una all’altra per sopravvivere alle ferite della memoria e, attraversate dall’eco degli eventi che le hanno travolte e degli uomini che sono passati, si scoprono essere l’incarnazione di un’unica voce. Quella di una donna, che aggrappata ai suoi dubbi, si chiede e ci chiede, per l’appunto, «perché ricordare?».

Trasformata dalla regista Claudia Sorace e dal drammaturgo Riccardo Fazi in una performance esoterica, un esercizio di metamorfosi ed evoluzione, «Tre sorelle»» è la storia dell’incessante lotta allo scorrere del tempo, la storia di chi combatte contro la nostalgia del passato per costruire nuovi futuri possibili. A giocare un ruolo fondamentale, oltre alle musiche originali di Lorenzo Tomio, è la dimensione visiva dello spettacolo (le scene sono disegnate da Paola Villani, le luci da Maria Elena Fusacchia). D’altronde il duo romano è noto proprio per la capacità di esplorare diverse forme d’arte, dal teatro alla performance, dal teatro musicale, all’opera, alle installazioni, con l’obiettivo di indagare nella maniera migliore il rapporto tra l’essere umano, il suo tempo e il suo sentire.
Muta Imago è un duo artistico formato da Claudia Sorace e Riccardo Fazi, attivo tra teatro, performance, teatro musicale e radio. La loro ricerca intreccia immaginazione e realtà, con un’attenzione costante ai temi del tempo, della memoria e dell’identità, sperimentando forme di racconto capaci di dialogare con il presente umano, politico e sociale. Negli ultimi anni hanno sviluppato un percorso sulla percezione del tempo (tra i lavori Sonora Desert, Ashes e Tre Sorelle), ottenendo importanti riconoscimenti, tra cui diversi Premio Ubu. Dal 2018 sono sostenuti dal Ministero della Cultura come impresa di produzione di teatro di ricerca; dal 2019 al 2022 sono stati artisti residenti al Teatro di Roma. Nel 2023 hanno inaugurato al Centre Pompidou l’installazione Bar Luna (con Alice Rohrwacher). Dal 2021 curano inoltre la direzione artistica di Index insieme a Daria Deflorian.