Un live davvero speciale per la presentazione al Duke Jazz Club di “Elevation”, il primo album a firma di Francesco Schepisi

Non ha perso tempo il nostro Francesco Schepisi a realizzare, sul palco del Duke Jazz Club di Bari, una presentazione live del primo album registrato a suo nome.

Il 9 maggio, per la prestigiosa etichetta Abeat Records, è stato pubblicato l’album “Elevation”, atteso ormai da tempo. Figlio d’arte (il padre Dario è sulla scena barese da qualche decennio), Francesco Schepisi fa parte di quei giovanissimi musicisti che gravitano attorno alla scuola di musica del Pentagramma e con l’avvio del Duke Jazz Club, ormai sei anni or sono, hanno avuto la possibilità non solo di crescere, ma anche di conquistare la scena musicale. Sono davvero tanti questi musicisti, e se volessimo scegliere i migliori, Francesco è uno di loro, ed è in buona compagnia.

L’album è stato registrato a Bari esattamente un anno fa, all’inizio di maggio 2024. Sostanzialmente è un album realizzato in trio, con il fidatissimo Antonello Losacco al contrabbasso e basso elettrico, e due batteristi che si alternano: Vito Tenzone e Gianlivio Liberti. Conoscendoli entrambi, hanno caratteristiche molto differenti tra loro, ma riescono bene a interagire con gli altri strumenti.

Ma l’album è anche ricco di collaborazioni, seppur limitate ad un solo brano, con Aldo Di Caterino al flauto, Vincenzo Di Gioia al sax alto, Giovanni Astorino al cello. A questo fa eccezione l’intervento di Samantha Spinazzola presente in quattro brani, ma la cosa più particolare è la partecipazione (in due brani) del sassofonista americano Michael Rodriguez, alla tromba e al flicorno.

Seppur sconosciuto ai più, questo musicista (New York, classe 1979) ha davvero suonato con tutti i mostri sacri attualmente in circolazione, vincendo due Grammy Awards prima con Charlie Haden (Land of the sun) e con Gonzalo Rubalcaba, Joe Lovano e altri, e successivamente con Chick Corea con l’album Antidote. Ha avuto anche una nomination ai Grammy 2015 insieme al fratello Robert per un album dei Rodriguez Brothers dal titolo “Imprompt”. Francesco ha raccontato di come si sia innamorato di questo trombettista, fino al punto di inviargli le sue composizioni, chiedendo il suo contributo.

L’introduzione al concerto è stata affidata questa volta ad Ugo Sbisà che ha avuto i tre giovani musicisti come allievi al Conservatorio Nicolò Piccinni. Oltre a lodare tutti i musicisti presenti, ha avuto parole di apprezzamento per il ruolo del Duke Jazz club, senza il quale non avremmo lo stesso interesse verso il jazz e i giovani musicisti, tenendo vivo l’interesse verso questo genere musicale

Tutti e undici i brani dell’album sono stati eseguiti dal vivo. Tutte sue composizioni originali ad eccezione di “Prelude to a kiss” di Duke Ellington (un omaggio alla tradizione) ed un brano pescato nel campo del Progressive Rock, composto da Steve Wilson, leader del gruppo britannico “Porcupine tree”, dal titolo “The raven that refused to sing”.

Ad accompagnare Francesco Schepisi in questa presentazione live, oltre ad Antonello Losacco al basso e contrabbasso, Vito Tenzone alla batteria, Samantha Spinazzola alla voce, e Gaetano Partipilo al sax alto e soprano.

Tuti i brani sono stati apprezzati dal pubblico. La presenza sul palco di Gaetano Partipilo ha dato spessore a tutte le composizioni che brillano di luce propria. Avendo ascoltato sia il CD che il concerto live, mi sento di suggerire l’ascolto dell’album a tutti, per la sua raffinatezza e la ricercatezza di alcuni passaggi.

Tutti i musicisti hanno avuto modo di esprimersi in assoli davvero speciali, ad iniziare da Francesco Schepisi e Gaetano Partipilo, ma anche Antonello Losacco e Vito Tenzone non sono stati da meno.

Alcuni brani sono stati eseguiti in trio (“Elevation” e “Il semtiero”), mentre il brano finale (Letting go) è stato eseguito in duo con Antonello Losacco, davvero spettacolare.

Sempre in duo (questa volta con Samantha Spinazzola) il brano di Ellington “Prelude to a Kiss”. Una novità rispetto al disco, in prima assoluta, sul brano “Pensiero mite”, Samantha ha cantato un testo scritto da lei per l’occasione. E a Samantha (compagna di Francesco anche nella vita) è dedicato il brano “Baby fly”.

Altro brano eseguito ha il titolo “Ridgewood”, un quartiere di New York rimasto impresso nel cuore del nostro Francesco, sua residenza nel suo primo viaggio a New York. Nel brano “La mia terra lontana”, Antonello Losacco ha utilizzato un basso elettrico di sette corde (più di una chitarra), mentre il brano “Feeling unreal”, che è stato pubblicato anche come singolo, è la sua ultima composizione. Al contrario, Il brano “Nature” è una delle sue prime composizioni (scritta all’età di sedici anni).

Come bis è stato eseguito il brano “Intermittenze”, non presente sul nuovo album. E solo alla fine del concerto veniamo a scoprire che già nel 2019 Francesco è stato uno dei componenti del JAQ (Jazz Art Quartet) insieme a Dino Plasmati, Antonello Losacco e Gianlivio Liberti, incidendo un disco omonimo (nel 2020) da cui è stato tratto il bis.

Nonostante l’emozione tangibile del nostro Francesco Schepisi, spesso mascherata dalle sue battute (questo è un dono di famiglia), tutto è filato liscio, regalando al pubblico momenti di intenso lirismo. E visto che il concerto voleva presentare il nuovo CD, invito tutti, chi non è stato presente o chi seppur presente non ha voluto portarsi a casa “Elevation”, di recuperare il disco e di ascoltarlo fino in fondo. Ottimi musicisti, con composizioni davvero raffinate. Bravo Francesco!

Gaetano de Gennaro
Foto di Gaetano de Gennaro

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