Isteria ed Ipocrisia

Venerdì è andata in scena presso l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite una sceneggiata napoletana ottimamente recitata dal rappresentante del governo israeliano. A ben pensarci, poi, si è trattato di un ben riuscito mix tra la sceneggiata napoletana ed una famosa sequenza del film “Il Marchese del Grillo” del grandissimo Mario Monicelli interpretata da un sublime Alberto Sordi.

Si discuteva del riconoscimento, da parte dell’Assemblea dell’ONU, della Palestina come stato e non come “osservatore”. Cosa, oserei dire, piuttosto scontata e tardiva, e che peraltro non significa accoglimento della stessa Palestina nel consesso delle nazioni del mondo. Per questo ci vuole un ulteriore passaggio, ovvero l’approvazione del Consiglio di Sicurezza. E questo si può presumere che non avverrà mai, dato che basta un veto (USA) per bloccare la risoluzione.

Dunque, in fin dei conti, si trattava di una discussione oserei dire quasi oziosa, che non poteva avere nessun effetto se non quello di evitare di continuare a considerare un popolo (che fino ad una settantina di anni fa viveva pacificamente nella propria terra) come una mandria di animali, e porre fine ad un comportamento a dir poco inumano.

Al momento in cui è arrivato il suo turno, il rappresentante di Israele ha portato il suo indimenticabile “contributo” alla discussione, manifestando il profondo disprezzo del Paese da lui rappresentato nei confronti della comunità internazionale, oltre che con le parole pronunciate gridando letteralmente, anche prendendo un documento con la sigla ONU (probabilmente il testo da approvare) e passandolo nel tritacarta, così da ridurlo in coriandoli. E mentre faceva questo continuava ad urlare improperi contro tutti i presenti.

L’accostamento alla sceneggiata napoletana me lo ha suggerito, come é più che comprensibile, la stessa messinscena.
L’altro accostamento, invece, quello al Marchese del Grillo, la infinita ed impunita arroganza di dire a tutto il mondo: “ … io sono io e voi non siete un …! ”.

Ciò che deve farci riflettere non è tanto quello che pensa Israele dell’assemblea ONU, quanto la sfrontatezza mai usata prima per esprimere il proprio pensiero. E tutto ciò, scusate se è poco, mentre, nella striscia di Gaza, diverse decine di civili inermi (bambini, donne, anziani) hanno perso la vita per i bombardamenti di Israele, quando non uccisi direttamente dai soldati in occasione della distribuzione di acqua e viveri. E tutto ciò, mentre c’è un numero di sfollati e profughi che non si conta più, ed un numero altrettanto imprecisabile di cittadine e villaggi completamente rasi al suolo dalla loro aviazione.

Nonostante la superba interpretazione del delegato israeliano, la votazione ha avuto il seguente risultato: 143 voti a favore del riconoscimento della Palestina come Stato, 9 voti contrari (Israele, USA ed i loro diretti dipendenti Argentina, Rep. Ceca, Ungheria, Micronesia, Palau, Nauru e Papua Nuova Guinea), 25 astenuti.

L’Italia con tutti i grandi paesi europei (ad eccezione di Spagna e Francia) si é astenuta. Altro fulgido esempio di totale sudditanza al volere del pensiero unico ed imposto.

A me, comunque, piace pensare che Spagna e Francia hanno votato a favore del riconoscimento dello Stato Palestinese (insieme ad altri 141 stati). E’ un segnale importante, che ci consente di sperare che questo popolo possa legittimamente ottenere di non fare (nella migliore delle ipotesi) la stessa fine degli indiani d’America, cioè ridotti a vivere nelle “riserve”.

Quanto all’Italia, tutti siamo chiamati ad un grande impegno, affinché tutti contribuiamo a far sì che l’onda barbarica passi.

Franco Muciaccia
Foto di Amnesty International Italia

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