Alessio Boni e Iaia Forte proseguono il tour in Puglia con “Iliade. Il gioco degli Dei”

Da Fenoglio alla caduta del Duce, tra gli attori più seguiti al momento in televisione e a teatro, in Puglia Alessio Boni che con Iaia Forte, sensibile interprete teatrale e cinematografica (ha debuttato in teatro con Toni Servillo, vincendo per Il misantropo di Molière il Premio della Critica come migliore attrice. La ricordiamo anche nella parte di Trumeau ne La grande bellezza di Paolo Sorrentino). In circuito con il Teatro Pubblico pugliese nelle stagioni teatrali del Comune di Foggia e del Comune di Barletta.

Mercoledì 7 a Foggia (sempre alle 21.00), Teatro Giordano e da venerdì 9 a domenica 11 a Barletta, Teatro Curci.

Mercoledì 7 nel foyer del Teatro Giordano alle 19.00 i due attori e l’intera compagnia (tra cui segnaliamo il pugliese Marcello Prayer che interpreta il boss Nicola Grimaldi nel Metodo Fenoglio) saranno per un incontro con l’Assessora alla cultura del Comune di Foggia, Alice Amatore moderato dal collega Felice Sbendorio.

Nuovo Teatro diretta da Marco Balsamo / Fondazione Teatro Donizetti di Bergamo/ Fondazione Teatro della Toscana /Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia

Alessio Boni, Iaia Forte

ILIADE. IL GIOCO DEGLI DEI 

testo Francesco Niccolini 

liberamente ispirato all’Iliade di Omero 

drammaturgia Roberto Aldorasi, Alessio Boni, Francesco Niccolini, Marcello Prayer

con (in o.a.) Haroun Fall, Jun Ichikawa, Francesco Meoni, Elena Nico, Marcello Prayer, Elena Vanni 

scene Massimo Troncanetti 

costumi Francesco Esposito 

disegno luci Davide Scognamiglio

musiche Francesco Forni 

creature e oggetti di scena Alberto Favretto – Marta Montevecchi – Raquel Silva

regia ROBERTO ALDORASI, ALESSIO BONI,  MARCELLO PRAYER

Iliade canta di un mondo in cui l’etica del successo non lascia spazio alla giustizia e gli uomini non decidono nulla, ma sono agiti dagli dèi in una lunga e terribile guerra senza vincitori né vinti. La coscienza e la scelta non sono ancora cose che riguardano gli umani: la civiltà dovrà attendere l’età della Tragedia per conoscere la responsabilità personale e tutto il peso della libertà da quegli dèi che sono causa di tutto ma non hanno colpa di nulla. In quel mondo arcaico dominato dalla forza, dal Fato ineluttabile e da dèi capricciosi non è difficile specchiarci e riconoscere il nostro: le nostre vite dominate dalla paura, dal desiderio di ricchezza, dall’ossessione del nemico, dai giochi di potere e da tutte le forze distruttive che ci sprofondano nell’irrazionale e rendono possibile la guerra. Ci sono tutti i semi del tramonto del nostro Occidente in Iliade che, come accade con la grande poesia, contiene anche il suo opposto: la responsabilità e la libertà di scegliere e di dire no all’orrore. A dieci anni dalla nascita, dopo I Duellanti e Don Chisciotte, il Quadrivio, formato da Roberto Aldorasi, Alessio Boni, Francesco Niccolini e Marcello Prayer, riscrive e mette in scena l’Iliade per specchiarsi nei miti più antichi della poesia occidentale e nella guerra di tutte le guerre. 

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