La batteria di Virgil Donati infiamma la platea del Teatro Forma di Bari ed il cartellone 2024 dell’associazione “Nel Gioco del Jazz”

Sul palco del Teatro Forma di Bari, per la Rassegna “Starting Again” promossa dall’Associazione “Nel Gioco del Jazz“, con il Presidente Donato Romito e la Direzione Artistica di Pietro Laera, si è esibito un trio del tutto inusuale, con la partecipazione di un virtuoso della batteria: l’australiano Virgil Donati.

Virgil Donati (nato a Melbourne nel 1958, ma di origini italiane) da sempre è impegnato sul versante multi-stilistico, a cavallo tra il vecchio ed il nuovo continente. E’ uno dei batteristi più acclamati e richiesti al mondo per la sua eccellenza dal punto di vista tecnico, la sua infinita curiosità, le sue abilità compositive ed orchestrali e le sue incredibili performance. Ha inciso ed è stato in tournée in tutto il mondo con artisti del calibro di Steve Vai, Scott Henderson, Steve Walsch e tanti altri. Le sue esibizioni non passano inosservate. Sempre protagonista, scoppiettante ed energico.

Figlio di emigrati italiani, suo padre Napoleone Donati era friulano; la madre pugliese (Franca Rutigliano, nata a Palese (solo nel 1970 Palese è diventato un quartiere di Bari). La prima batteria gli viene regalata già all’età di 3 anni. Come lui stesso ha raccontato, è stata la prima volta che ha suonato a Bari, ricordando però la sua prima venuta qui in città nel 1963 con i genitori, quando aveva 4 anni.

A 15 anni entra a far parte di una rock band chiamata ‘Taste’ con la quale firma un contratto discografico, registra tre album e suona in tour. A 16 anni, Donati lascia la scuola per concentrarsi principalmente sullo studio della batteria, ma anche del pianoforte.

A 19 anni parte per gli Stati Uniti per studiare la batteria, prendere lezioni di composizione e arrangiamento. Terminata l’esperienza americana a 21 anni ritorna in Australia dove la sua carriera ha una svolta; viene chiamato a suonare con artisti come il pianista jazz George Cables, il cantante Mark Murphy, Branford Marsalis e Kenny Kirkland, Melissa Etheridge.

Nei primi anni 90 con i “Southern Sons” grazie all’omonimo album d’esordio vince il doppio disco di platino. Nel frattempo tra la metà degli anni 80 e 90 Virgil si interessa alla musica progressive-fusion, suonando con i gruppi musicali “Loose Change” e successivamente con “ On the Virg”.

Nel 1996 si trasferisce stabilmente in America dove ha un’intensa attività produttiva suonando con Derek Sherinian dei Planet X, Steve Vai, Scott Henderson, Steve Walsh, Frank Gambale, Mark Boals, Tribal Tech, Dave Stewart, Josh Stone e molti altri.

Virgil è un batterista dotato di molta tecnica e velocità. Donati è colui che può essere considerato l’inventore della tecnica del doppio pedale poiché, seppur esso venisse già usato molto nel metal, non esisteva un vero e proprio metodo per essere studiato. Virgil Donati ha infatti inserito nel doppio pedale l’utilizzo dei paradiddles Il paradiddle è una diteggiatura usata dai percussionisti e dai batteristi che consiste in due alternanze di note seguite da due note della stessa mano (il diddle). Questa breve spiegazione, per chi non suona la batteria (come me) dice poco, ma dice tutto sulla sua padronanza tecnica, che ne fanno un capo scuola e un punto di riferimento.

Nel 2012 partecipa alla realizzazione dell’album Sound of Innocence di Kiko Loureiro (chitarrista degli Angra) e all’album “reMarcoble” di Marco Sfogli, chitarrista italiano che dal 2015 è entrato in pianta stabile nella formazione della PFM, sostituendo il leggendario Franco Mussida.

Dal 2013 è membro della band “Icefish” insieme ad Alex Argento, Marco Sfogli ed Andrea Casali. Il quartetto ha pubblicato il primo album intitolato “Human Hardware” nel 2017. Un ensemble di eccellenti musicisti, capitanato da questa istituzione vivente del batterismo progressive.

Il concerto al Teatro Forma ha visto l’esecuzione di 10 brani. Come Virgil Donati ha raccontato, il fatto di avere una madre barese lo ha fatto da subito sentire a casa, definendosi “mezzo barese”, utilizzando un buon italiano senza bisogno di interpreti. Pochi però sono stati i brani presentati. In particolare, sappiamo che il secondo brano era una composizione di Alex Milella, che il quarto brano era una composizione di Kazumi Watanabe (altro mostro sacro della chitarra rock progressive) dal titolo “Reflection in Paris”. L’ultimo brano del concerto (prima del bis), dal titolo “Eleven pt.2”, è tratto dall’ultimo album pubblicato a suo nome, dal titolo “Ruination” (tradotto in italiano: la distruzione del mondo), pubblicato prima del Covid nel 2019, e che a suo tempo fu presentato in una lunga tournée nel Nord America, da Chicago a Montreal, Ottawa, Philadelphia, Toronto, Nashville e così via, prima dello stop imposto dal Covid, e durato qualche anno.

Per un batterista d’eccezione, sul palco altri due musicisti straordinari che non possiamo definirli accompagnatori. Hanno potuto mostrare il meglio di sé i nostri Alex Milella alla chitarra elettrica e Vincenzo (Viz) Maurogiovanni al basso elettrico a sei corde. Due grandi professionisti del proprio strumento, stimolati al massimo dal ritmo incessante della batteria. E di certo non si sono limitati a svolgere il ruolo di accompagnatori. Per i tanti appassionati di progressive rock che hanno gremito la platea del Teatro Forma, è stato un trionfo. Uno spettacolo da gustare in tutti i sensi: oltre ad ascoltare e seguire il ritmo incessante, vederlo all’opera, questo genio della batteria, ci ha fatto apprezzare tutte le sue doti (ritmo, vigore, energia, tecnica).

Alla fine dello spettacolo, tra le ovazioni del pubblico e dei numerosi cugini (da parte di madre) presenti, facendosi forza della sua baresità, ha chiesto timidamente (sempre in italiano) di poter dire una cosa: “E mo’, … sciatavinn” suggellando così la sua appartenenza al territorio.

Una buona occasione per l’Associazione Nel Gioco del Jazz per proporre artisti di spessore, provenienti dall’altra parte del mondo, ma anche da casa nostra. Un plauso a tutti.

Gaetano de Gennaro
Foto di Gaetano de Gennaro

Condividi

1 commento su “La batteria di Virgil Donati infiamma la platea del Teatro Forma di Bari ed il cartellone 2024 dell’associazione “Nel Gioco del Jazz”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.