“4000 miglia”, la pièce di Amy Herzog con la regia di Angela Ruozzi e la splendida interpretazione di Lucia Zotti, in scena al Nuovo Teatro delle Passioni di Modena

Attenta ad intercettare e a favorire la circuitazione di testi di nuova drammaturgia, Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale coproduce al fianco del Centro Teatrale MaMiMò la versione italiana di 4000 miglia, opera premiata con l’Obie Award 2011 e finalista al Premio Pulitzer 2013 della drammaturga americana Amy Herzog. Dopo il debutto a Bologna nella scorsa stagione, lo spettacolo con la traduzione di Monica Capuani e la regia di Angela Ruozzi è in scena al Nuovo Teatro delle Passioni di Modena dal 16 al 28 gennaio (recensione Cirano Post: https://www.ciranopost.com/2023/11/06/le-isole-alla-deriva-nelloceano-della-vita-e-lumanissimo-potere-salvifico-della-condivisione-del-dolore-e-dellamore-4000-miglia-la-piece-di-amy-herzog-con-la-regia-di-angela-ruozzi/)

Protagonista sul palco, la straordinaria Lucia Zotti insieme alle/ai giovani attrici e attori Alessio Zirulia, Lorena Nacchia e Annabella Lu

4000 miglia è il racconto di due generazioni che si incontrano, due solitudini che inaspettatamente iniziano a convivere e a scoprirsi più simili di quanto pensassero. Nel cuore della notte Leo, un ragazzo di vent’anni, si presenta alla porta dell’appartamento newyorkese di Vera, sua nonna novantenne. Lei è un’anziana comunista che vive sola, lui un hippie contemporaneo, rientrato da un viaggio in bicicletta non terminato a causa di un tragico evento. 

Nonna e nipote per entrare in contatto devono smussare le proprie ideologie radicate: da una parte l’idealismo marxista di Vera, dall’altra uno spirito millennial, smarrito e un po’ new age di Leo. A creare ulteriore scompiglio, si aggiungerà anche l’ex fidanzata del ragazzo. 

Il testo mostra una profonda comprensione delle idiosincrasie umane e con lo spettacolo si mette in scena un mese di convivenza fra nonna e nipote durante il quale questi strani compagni di appartamento – personaggi agli antipodi in un balletto continuo di parole e di frasi non finito – si provocano, si tormentano e alla fine si trovano a condividere un’inaspettata complicità.

Note di regia / Angela Ruozzi

Questo testo mi ha colpito per la capacità di raccontare la storia di due solitudini che si incontrano e si lasciano consolare a vicenda. Una drammaturgia delicata in cui hanno grande valore le ironie, i silenzi e le azioni reciproche apparentemente innocue, ma graffianti. La storia evolve grazie al modificarsi della relazione tra Vera e Leo e all’auto-consapevolezza che i due maturano l’uno grazie all’altra. Una storia che sfiora senza retorica il tema del “prendersi cura reciproco”, raccontata con una forma che osa la forza della leggerezza, ma gode del peso specifico di un romanzo di formazione.

Il viaggio come rito di iniziazione

Leo arriva a casa della nonna Vera senza aver concluso il suo viaggio. Durante la loro convivenza Leo attraversa le fasi di rielaborazione del lutto sperimentando sentimenti di rabbia, frustrazione e tristezza. Vera porta in scena la vecchiaia e rappresenta il simbolo della morte con la quale Leo deve fare i conti; ma è anche colei che offre consolazione e stabilità grazie alla cura, alla condivisione di spazio e mezzi, ai riti del quotidiano. Leo e Vera, insieme, “processano” la morte e mentre lei impara via via ad accogliere la sua fragilità, lui abbandona la condizione di adolescente per farsi giovane uomo. 

Amy Herzog studia drammaturgia a Yale, sotto la supervisione di John Guare, drammaturgo da cui eredita uno stile che unisce l’invenzione comica a un acuto senso del fallimento dei rapporti umani. La sua prima opera teatrale, After the Revolution, debutta a Williamstown nel 2010 ed è successivamente riproposta nell’Off Broadway, dove è accolta positivamente dalla critica. Nel 2011 la sua seconda opera teatrale, Belleville, debutta a Yale ed è candidata al Drama Desk Award al suo debutto a New York nel 2013. Sempre nel 2011 Herzog scrive il seguito di After the Revolution4000miles, che vince l’Obie Award e le vale una candidatura al Premio Pulitzer per la drammaturgia. Nel 2017 la sua pièce Mary Jane riceve l’Outer Critics Circle Award. Herzog insegna drammaturgia a Yale. 

Monica Capuani è giornalista freelance nei settori cultura, società, spettacoli e inchieste per diverse testate tra cui L’Espresso, la Repubblica, D la Repubblica delle donne. Rilevante la sua attività di traduttrice e acquisitrice di diritti di testi narrativi e teatrali attraverso la quale contribuisce alla diffusione della drammaturgia contemporanea in Italia.

Angela Ruozzi studia alla École Philippe Gaulier di Parigi e si perfeziona con maestri quali Ariane Mnouchkine, Carmelo Rifici, Claudia Castellucci. Dal 2004 lavora con il Centro Teatrale MaMiMò di Reggio Emilia come regista e insegnante. Dal 2018 cura la direzione artistica del Teatro Piccolo Orologio di Reggio Emilia. Tra i lavori artistici più significativi come regista: 2071 di Duncan Macmillan, prodotto da LAC Lugano Arte e Cultura; Officine Reggiane, il sogno di volare di Marco Di Stefano, produzione Fondazione I Teatri di Reggio Emilia/MaMiMò/Spazio Gerra, La donna più grassa del mondo di Emanuele Aldrovandi, produzione MaMiMò; Il re che doveva morire, opera lirica per ragazzi della Fondazione ITeatri di Reggio Emilia; Mirror, spettacolo di teatro-danza ispirato al silent book di Suzy Lee. Lo spettacolo Nessuna pietà per l’arbitro di Emanuele Aldrovandi, regia di Maccieri e Ruozzi, è stato finalista In-Box 2018 e vincitore della 16^ edizione Festival di Resistenza Premio Museo Cervi (premio del pubblico 2017). Ideatrice e curatrice del Festival Felicità Sostenibile. Eventi di spudorata propaganda a sostegno dell’ambiente. Ricerca un teatro interdisciplinare, luogo di sintesi tra differenti linguaggi che approfondisca contenuti d’attualità per facilitare nel pubblico una riflessione sul contemporaneo.

Lucia Zotti, nata a Bari nel 1937, enfant prodige del teatro barese, esordisce nel 1953 con la compagnia del Teatro Piccinini di Bari, guidata da Paola Borboni in Nozze di sangue di Federico Garcia Lorca, con la regia di Antonio Giulio Bragaglia. Dal 1954 al 1981 lavora per la Rai di Bari come attrice e cantante in varie trasmissioni nella rete locale e nazionale. Parallelamente alla sua intensa carriera di attrice teatrale e cinematografica fonda nel 1981 il Kismet per il quale è impegnata anche come regista di numerosi spettacoli teatrali. Nel 2015 è coprotagonista nello spettacolo La beatitudine prodotto da Fibre parallele di Bari, presentato in anteprima alla rassegna Primavera dei teatri di Castrovillari e in prima nazionale al Festival delle Colline torinesi. Dal 2020 è protagonista dello spettacolo Ahia con la regia di Damiano Nirchio in collaborazione con Anna De Giorgio per la compagnia Senza Piume, e dello spettacolo Quanto basta con la regia di Alessandro Piva; entrambi produzioni di Teatri di Bari. Per la tv, dal 2019, è Brunella la mamma di Imma nella serie campione di ascolti Imma Tataranni – Sostituto procuratore. Il suo prossimo impegno cinematografico, che sarà nelle sale nel 2024, la vede diretta dal regista statunitense Antoine Fuqua, nella produzione internazionale Equalizer 3, accanto al Premio Oscar Denzel Washington.

Alessio Zirulia, nato a Genova nel 1997, si diploma nella scuola di recitazione del Teatro Stabile di Genova nel 2020. Esordisce ancor prima di diplomarsi in diverse produzioni della “Fondazione Luzzati – Teatro della Tosse”. Viene selezionato per interpretare il giovane co-protagonista nello spettacolo Vivo in una giungla, dormo sulle spine al fianco di Amanda Sandrelli, testo scritto e diretto da Laura Sicignano, co-prodotto da Teatro Cargo e Teatro delle Donne. Grazie a quest’ultimo spettacolo è il più giovane attore a vincere il premio come Miglior Attore Non Protagonista del Festival di Borgio Verezzi. Dopo il diploma veste il ruolo da protagonista negli spettacoli Riccardo III di Shakespeare e Io amo la morte, come voi amate la vita di Mohamed Kacimi per il Teatro Nazionale di Genova. Lavora a M/T Mobyprince 3.0 diretto da Federico Orsetti, spettacolo di narrazione e nel 2022 torna a collaborare con Lunaria Teatro e con il Teatro della Tosse per Antroposcene diretto da Amedeo Romeo. Viene selezionato per il ruolo da protagonista nello spettacolo The sound inside di Adam Rapp, co-prodotto dal Teatro Carcano e Campania Teatro Festival diretto da Serena Sinigaglia. Nel 2021 vince il Premio Hystrio alla Vocazione e nel 2022 viene premiato come “Talento di Genova 2022”.

Il Centro Teatrale MaMiMò è un gruppo di lavoro stabile, che attraverso una continua attività di perfezionamento e scambio artistico, costituisce un punto di riferimento teatrale produttivo di rilevanza nazionale, e un modello di aggregazione culturale sul territorio. Gestisce un teatro pubblico comunale, il Teatro Piccolo Orologio di Reggio Emilia, e ha costruito nel tempo una Scuola di Teatro profondamente radicata nel territorio. Fa capo all’associazione una Compagnia di produzione teatrale, riconosciuta dal Ministero della Cultura come Impresa di produzione teatrale per la Sperimentazione e l’Innovazione, che produce spettacoli di prosa, teatro ragazzi ed eventi culturali.

4.000 miglia   

di Amy Herzog

traduzione Monica Capuani

regia Angela Ruozzi

con Lucia Zotti

e con Alessio Zirulia, Lorena Nacchia, Annabella Lu

scene e costumi Stefano Zullo

luci Giulia Pastore

progetto editoriale Eva Miškovičová

assistente alla regia Valentina Baraldi

produzione Centro Teatrale MaMiMò, Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale

con il sostegno di Ministero della Cultura, Regione Emilia-Romagna

prodotto per la prima volta nel 2011 dal Lincoln Center Theater di New York

Informazioni

Nuovo Teatro delle Passioni

Via Antonio Peretti, 9 – Modena

tel. 059 2136021 | biglietteria@emiliaromagnateatro.com | www.vivaticket.com   

Biglietteria: aperta solo nei giorni di spettacolo un’ora prima dell’inizio 

Prezzi biglietti: da 7€ a 15€

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