Torna a Bari Raffaello Tullo con “Sconcerto”, il suo nuovo esilarante spettacolo con la grande Orchestra Filarmonica Pugliese

Dopo lo straordinario successo delle repliche del suo “Contrattempi moderni”, torna a Bari Raffaello Tullo con il suo nuovo spettacolo con la direzione artistica di Giacomo Piepoli – che lo vedrà in scena allo Showville Bari il 20 gennaio insieme all’Orchestra Filarmonica Pugliese, e che si chiama Sconcerto a fare il verso alla ‘Sinfonia Concertante’ di Mozart, ma anche a sintetizzare lo spiazzamento che vuole indurre nello spettatore.

E già qui, ecco il primo binomio inusuale. Anzi, si tratta di una prima volta assoluta per il performer che siamo abituati a vedere in scena insieme ai colleghi della Rimbamband ed, ultimamente, in solitaria con il suo ‘Contrattempi Moderni’ ma che mai abbiamo visto accompagnarsi a un’orchestra, anzi dirigerla. E non un’orchestra qualsiasi, ma una compagine con tanto di riconoscimento ministeriale, ‘fresca’ di tournée che l’ha vista esibirsi, lo scorso novembre, al Mozarteum di Salisburgo.

Come nelle più belle storie, sarà un incidente di percorso a far incontrare i due. Se da una parte, i musicisti della Filarmonica sono pronti a incantare il pubblico con le più belle pagine della musica classica, dall’altra, lo showman Tullo, nei panni del ‘disturbat0re’, non vuole lasciarsi scappare l’occasione di avere a disposizione per una sera un’orchestra intera.

Ne verrà fuori un braccio di ferro a suon di musica e colpi di bacchetta tra chi è lì per concertare e chi, invece, per ’s-concertare’.

Gli sketch esilaranti, che l’incontro esplosivo inevitabilmente genererà, si alterneranno alle esecuzioni musicali che attingono non solo al repertorio classico ma anche a reinterpretazioni pop tra le più celebri e amate dal grande pubblico e non mancheranno momenti in cui l’autore e attore eseguirà una narrazione scenica attraverso il racconto, il gesto, la mimica.

Sconcerto è uno spettacolo di prosa e musica che declina stili, registri e linguaggi diversi, un mix tra musica e teatro, tra solennità e comicità, tra esecuzioni classiche e cabaret. Devo essere sincero, ho avuto difficoltà a collocarlo in un genere isolato quando l’ho depositato in SIAE’’, ammette Tullo.

Ma lo spettacolo è anche un ‘gioco di ruoli’. L’orchestra sarà chiamata a mantenere tutta la serietà confacente a una compagine classica nonostante le acrobazie musicali a cui sarà costretta dallo showman. Dall’altro lato, l’attore cercherà, per tutta la durata della performance, di dissimulare la sua totale inadeguatezza al ruolo per il quale si è proposto: quello di direttore musicale.

E’ come se ci scambiassimo gli abiti: l’orchestra darò anche una prova ‘attoriale’, in un certo senso, ed io, in maniera speculare, dovrò in qualche modo riuscire per davvero a guidare anche musicalmente gli artisti”, dice ancora Tullo a spiegare che, al di là della leggerezza che Sconcerto rievoca, c’è dietro un accurato lavoro dei due soggetti così diversi sulla relazione vicendevole con l’altro personaggio. Non da ultimo, si aggiungerà la ‘difficoltà’ ricercata di avere un terzo personaggio in scena: è il pubblico, costantemente chiamato a una interazione autentica e genuina con quello che avviene sul palco, alla quale Tullo ci ha da sempre abituati.

D’altronde per Sconcerto – sold out alla sua prima assoluta ed in replica a Bari sabato 20 gennaio — è tutto racchiuso nel titolo: lo spettacolo è sconcertante sia perchè ‘dissacra’ la musica classica, sia poiché, per l’appunto, i partecipanti si troveranno a essere stupiti, disorientati… sconcertati da quello che avviene sul palco.

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