Luigi D’Elia a confronto con una generazione in trasformazione: replica straordinaria al Teatro Kismet di Bari di “E la felicità, prof?” di Giancarlo Visitilli

Luigi D’Elia torna a vestire i panni di un professore di Lettere idealista, immerso nella quotidianità di una generazione in trasformazione. Dopo il grande successo nella passata Stagione, giovedì 21 dicembre al Teatro Kismet si tiene una replica straordinaria di E la felicità, prof?, produzione Teatri di Bari in collaborazione la Cooperativa sociale I bambini di Truffaut, codiretta da Riccardo Spagnulo e Giancarlo Visitilli, tratta dall’omonimo romanzo pubblicato da Visitilli per Einaudi Editore.

Alle ore 21 è in programma il nuovo appuntamento della Stagione 2023.24 ‘Bagliori’, a cura di Teresa Ludovico per Teatri di Bari: sul palco D’Elia si confronta con i sogni, le speranze, le paure e le nuove scoperte degli adolescenti che ogni giorno incontra in classe. “A volte c’è il rischio di perdersi, in questo mestiere, affrontando tanti temi che possono rimanere astratti rispetto alla vita degli alunni – raccontano gli autori – Ti dici che è importante toccarli comunque: non li stai preparando a un esame di maturità, ma alla maturità, alla vita. Il tempo che ci è dato, però, non basta mai. E così le cose accadono”.

Uno spettacolo che ci pone davanti a tanti quesiti: la scuola può insegnare ad essere felici? Cosa può fare un solo professore di fronte ad una valanga di problemi? Si può scoprire qualcosa di se stessi insegnando? Sul palcoscenico si disvelano così storie quotidiane, quesiti interiori da risolvere e riscoperte d’identità tra i banchi di scuola, per un racconto che sa commuovere, riflettere, divertire. E farci crescere, come per gli studenti di cui scopriamo le storie con leggerezza.

La Stagione ‘Bagliori’ del Teatro Kismet è realizzata con il sostegno del Ministero della Cultura, della Regione Puglia e del Comune di Bari.  

Biglietti a partire da 8 euro, disponibili al botteghino del Kismet (strada San Giorgio martire 22F, Bari) e online sul circuito Vivaticket. Il botteghino è attivo dal martedì al venerdì ore 10.30 – 12.30 | 16.30 – 19 e due ore prima dello spettacolo.

Per informazioni si può chiamare il botteghino del Kismet (strada San Giorgio martire 22F, Bari) al numero 335 805 22 11. La Stagione completa è disponibile sul sito www.teatridibari.it.

SCHEDA ARTISTICA

Teatri di Bari in collaborazione con Cooperativa sociale I bambini di Truffaut

E LA FELICITÀ, PROF?

Tratto dall’omonimo romanzo di Giancarlo Visitilli edito da Einaudi Editore

adattamento e regia di Riccardo Spagnulo e Giancarlo Visitilli

con Luigi D’Elia

video Bob Cillo

Cartoonista Alessia Tricarico

In collaborazione con I bambini di Truffaut

«A volte c’è il rischio di perdersi, in questo mestiere, affrontando tanti temi che possono rimanere astratti rispetto alla vita degli alunni. Ti dici che è importante toccarli comunque: non li stai preparando a un esame di maturità, ma alla maturità, alla vita. Il tempo che ci è dato, però, non basta mai. E così le cose accadono».

Bari. L’anno scolastico sta per iniziare e un professore di lettere si prepara ad affrontare l’ennesimo primo giorno di scuola di un anno che si rivela diverso dagli altri. Cosa si è disposti a fare per essere felici, per essere se stessi? Ripercorrendo primo e secondo quadrimestre, compaiono in carrellata tutte le storie dei ragazzi di una classe simbolica, adolescenti cresciuti troppo in fretta, buffi, ironici, che mostrano un senso di realtà sorprendente quando sono messi di fronte a problemi più grandi di loro.

La scuola può insegnare ad essere felici? Cosa può fare un solo professore di fronte ad una valanga di problemi? Si può scoprire qualcosa di se stessi insegnando?

Trovare la risposta a questi interrogativi è una sfida all’apparenza impossibile, affrontata dal prof. con l’incoscienza di chi crede saldamente nelle relazioni umane. Il rapporto con gli adolescenti diviene un continuo interrogarsi su se stessi e sul ruolo di adulti e, soprattutto, sulla nuda vita degli studenti, piccoli uomini e donne agitati da un intreccio di desideri, passioni, ansie, aspettative sempre sottoposte al vaglio di un mondo che ha poca indulgenza, che non aspetta, che impone, classifica e sanziona.

Viviamo in un mondo che ci obbliga ad essere felici, evitiamo il dolore e la sofferenza come se fossero veleno, ma poi finiamo soltanto per indossare sorrisi e a tuffarci negli happy hour che si dissolvono miseramente nel giro di poche ore.

Ogni processo di maturazione dell’identità, porta con sé una dose di tormento, bisogna scavare con le unghie per ritrovarsi addosso una pelle splendente.

La metafora della scuola è fondante, perché è nel passaggio dall’adolescenza all’età adulta che si forma l’identità e la tensione alla felicità, e la scuola è l’adolescenza, quel principio di realtà che riporta a terra ogni volontà di evasione: la scuola odiata delle coniugazioni e delle interrogazioni, ma anche la scuola amata, che apre squarci inattesi di bellezza e relazioni autentiche.

Nel processo verso la maturazione, bisogna fare ogni passaggio, senza saltarne alcuno, altrimenti si lasciano dei pezzi per strada e, leggendo tra le righe di Dante, appare tutto più chiaro.

Prendendo alla lettera Italo Calvino, “anche a vivere si impara”.

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