La IX edizione del BIG – Bari International Gender Festival prosegue con i film “Cinque uomini, un diario intimo al di là della scena” di Cosimo Terlizzi e “Malqueridas” di Tana Gilbert

Domenica 12 novembre, a partire dalle 20,30, prosegue la nona edizione del Bari International Gender Festival, diretto da Miki Gorizia e Tita Tummillo, promosso e organizzato dalla Cooperativa sociale AL.I.C.E. (Area Arti Espressive). L’appuntamento è al Cinema ABC di Bari (Via Marconi, 41), con due proiezioni: «Cinque uomini, un diario intimo al di là della scena» di Cosimo Terlizzi (Italia, 2022), e «Malqueridas», esordio alla regia di un lungometraggio per Tana Gilbert (Cile, 2023, versione originale con sottotitoli), film vincitore all’ultima Mostra del Cinema di Venezia del Premio della Settimana della Critica come miglior pellicola, e del Premio Mario Serandrei per la qualità del montaggio e della post produzione. L’introduzione è in collaborazione con il Tavolo Tecnico Lgbtqi+ del Comune di Bari, e sarà presente in sala il regista Cosimo Terlizzi. Biglietti su dice.fm o al botteghino dell’ABC (pagamento in contanti). Info e dettagli su bigff.it.

«Cinque uomini, un diario intimo al di là della scena» parte dal 2008, quando Antonio, un attore, riprende con una telecamera amatoriale i suoi colleghi nei camerini durante una tournée. Un diario audiovisivo che testimonia il mestiere dell’attore e le sue fragilità. Le cassette dimenticate per più di dieci anni diventano la fonte di questo film. Il materiale, girato in maniera istintiva, si rivela un commovente diario senza filtri in cui Antonio svela le fragilità, i dubbi, la gioia e le difficoltà del mestiere dell’attore.

«Non sono bravo a filmare e ancora meno a parlare davanti all’obiettivo, ma ho deciso di fare un diario della tournée per registrare i sentimenti e i dubbi al di là della scena», queste sono le prime parole dette in camera da Antonio quando, nel 2008, decide di filmare i suoi compagni di scena durante la tournée del loro spettacolo, «Cinq Hommes», immortalando viaggi in treno, passeggiate notturne e, soprattutto, i momenti condivisi nel camerino e dietro le quinte. Quello realizzato da Terlizzi, in soli 62 minuti, è un omaggio alla figura dell’attore, mai disgiunta però dalla sua condizione di uomo.

Quanto a «Malqueridas», quelle rappresentate sono donne, madri, detenute che stanno scontando lunghe pene in una prigione in Cile. I figli crescono lontano da loro, ma rimangono nei propri cuori. In prigione trovano l’affetto delle altre detenute che condividono la loro stessa esperienza. Il sostegno reciproco tra queste donne diventa una forma di resistenza ed emancipazione. Il film ricostruisce le loro storie attraverso le immagini che loro stesse hanno girato con i cellulari vietati dentro la prigione, recuperando la memoria collettiva di una comunità dimenticata.

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