La LXXV edizione del Prix Italia celebra a Bari il genio di Italo Calvino con la voce di Neri Marcorè e la proiezione del docufilm “Lo scrittore sugli alberi”

Per la seconda volta, in anni consecutivi, si è svolta a Bari la manifestazione del Prix Italia, giunto ormai alla sua settantacinquesima edizione.

Il Prix Italia è il luogo dove mondi diversi si incontrano e diventano patrimonio comune, attraverso il racconto dei media. E’ una rassegna internazionale promossa dalla RAI che premia il meglio di radio, Tv e Web da tutto il mondo.

Il Prix Italia si è tenuto dal 2 al 6 ottobre, e tantissimi sono stati gli appuntamenti che si sono svolti nella nostra città, nelle piazze e nei teatri, registrando la partecipazione di ospiti qualificati del settore della produzione televisiva.

La cerimonia di apertura della manifestazione si è svolta presso il Teatro Piccinni, ed è stata dedicata interamente alla figura di Italo Calvino, in occasione del centenario della sua nascita.

Per questo l’attore Neri Marcorè è stato invitato a leggere alcuni brani delle sue opere e, a seguire, la proiezione del Docu-film intitolato: Italo Calvino – Lo scrittore sugli alberi, che racconta la sua vita.

Il compito di introdurre e condurre la serata è stato affidato al giornalista Rai, Carlo Gentile.

D’obbligo i saluti istituzionali da parte del Sindaco di Bari Antonio De Caro, che ha ringraziato La Rai e Prix Italia per aver scelto ancora una volta di mettere Bari al centro del mondo, diventando così il palcoscenico di tutte le trasmissioni che arrivano da più parti di tutto il continente. Un maestro che ci ha appassionato con i racconti, con i voli dell’immaginario, ma anche della cruda realtà dell’animo umano. Si dice che persone così ne nasce uno ogni cento anni, e questa è stata l’occasione per festeggiare questi 100 anni dalla sua nascita. Un maestro che ci ha reso orgogliosi in tutto il mondo.

Chiara Longo Bifano, Segretaria Generale di Prix Italia, ha poi sottolineato che sulla locandina del Docufilm, Italo calvino è rappresentato sopra un albero. Questo sta a significare che dobbiamo sempre allargare lo sguardo, per poter meglio valutare la realtà. L’impegno è quello di condividere gli sguardi, per analizzare meglio la complessità deli tempi che stiamo vivendo.

Fabrizio Zappi, Direttore di Rai Documentari ha ribadito l’interesse che c’è attorno a questa ricorrenza. Il film è una co-produzione con il canale franco tedesco, ed è stato presentato in anteprima alle Giornate degli Autori, nell’ambito della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, e sarà mandato in onda il 15 ottobre prossimo su Rai1 alle 23,30.

Il regista del docufilm Duccio Chiarini si è detto onorato dell’incarico offertogli per la realizzazione del film. Lo ha definito come una specie di prisma tra lo scrittore ed il secolo che ha attraversato. Il film racconta una serie di eventi che si sono accavallati in quegli anni, e che hanno visto Calvino protagonista.

Francesco Siciliano, uno dei fondatori della casa di produzione Panamafilm, ha poi portato a tutti i saluti di Giovanna Calvino, figlia di Italo, persona estremamente timida riservata. Per la realizzazione del film, ha aperto le porte di casa sua, mettendo a disposizione una valigia di ricordi dove, tra le altre cose, sono state ritrovate alcune pellicole non sviluppate, girate alla fine degli anni ’20, che riprendono il padre di Italo, Mario, che gioca con il figlio bambino, di pochi anni. Un bambino come tanti altri, che si aggira nel grande parco di Villa Meridiana a Sanremo, una stazione di floricoltura diretta dai genitori di Italo (Mario Calvino ed Eva Mameli, entrambi scienziati), salendo sugli alberi, girandoci intorno, e che di certo l’ha ispirato per la composizione del Barone Rampante.

Ultimo intervento di saluti è stato quello del Presidente del Teatro Pubblico Pugliese Paolo Ponzio, che ha subito ringraziato l’Assessora alla Coltura Ines Pierucci, Giulia Delli Santi, Dirigente responsabile del TPP e tutta l’amministrazione Comunale per il sostegno al TPP che avvierà a breve la sua nuova stagione di prosa 2023/2024 dal titolo Altri Mondi, e che vedrà al centro la figura di Italo Calvino con alcune sue opere, e altre attività che saranno realizzate il 15 ottobre prossimo. Italo calvino non avrebbe voluto essere celebrato. In realtà il TPP non vuole celebrarlo, ma vuole viverlo. Ha poi concluso il suo breve intervento col la lettura di una intervista fatta a Italo Calvino, e mai pubblicata. L’intervistatore del tempo gli chiedeva:
“- E del mare non sente la nostalgia?
– Si, Certi giorni soprattutto, mi sembra che mi manchi qualcosa. Poi capisco. E’ il vento, o è il rumore delle onde. Qualche volta sento una intercapedine in me.
– Intercapedine?
– Già. Una difficoltà a dire quello che sento. Mi è più facile scrivere
”.

Dopo questi interventi d’obbligo, è stato invitato sul palco Neri Marcorè, a cui è stato affidato il compito di scegliere e leggere alcuni brani tratti dagli scritti di Calvino: Marcorè ha ribadito il concetto espresso da Calvino, che per vedere la terra in modo appropriato, bisogna guardarla da una certa distanza. E’ bello cambiare angolo di visuale per poterla giudicare. Attraverso i dubbi riusciamo a crescere meglio ed accorgerci degli altri.

I due brani letti magistralmente sono stati tratti, il primo da Le Cosmicomiche (l’altra Euridice, che invita ad invertire le prospettive e a guardare la terra anche dall’interno), ed il secondo dal Barone Rampante (trentesimo ed ultimo capitolo, che racconta la “scomparsa” di Cosimo Piovasco di Rondò, aggrappato ad un’ancora legata ad una mongolfiera). Il romanzo è stato pubblicato nel 1957, ed è diventato un classico della letteratura italiana, in cui si racconta di come un giorno d’estate un giovane barone di nome Cosimo Piovasco di Rondò, dopo una lite col padre che lo voleva costringere a mangiare un piatto di lumache, sale su un albero e decide che non scenderà mai più.

Lo stesso anno, dopo aver visto i carrarmati russi reprimere nel sangue la pacifica insurrezione di Budapest, restituisce la tessera del Partito Comunista Italiano in cui militava dal 1944. Come Cosimo di Rondò, nemmeno Italo scenderà più da quei rami, dai quali però continuerà ad osservare il mondo e a raccontarlo.

Sarà lo stesso autore a guidarci nell’esplorazione della propria avventura attraverso le interviste d’archivio, dialogando nel presente con la voce della figlia Giovanna e con quelle di artisti e intellettuali contemporanei (Ernesto Ferrero, Marie Fabre, Stefano Bollani, Letizia Modena, Mario Barenghi), che rifletteranno sul lascito profondo di Calvino. La scommessa del film è di offrire un nuovo sguardo sul più conosciuto autore del Novecento, anche grazie a inediti filmati, foto e lettere autografe concessi in esclusiva dalla figlia Giovanna, in particolare per quanto riguarda la formazione del suo immaginario, l’esperienza partigiana prima e la militanza nel PC poi, il rapporto creativo con città come Parigi e New York, il rapporto con l’osservazione scientifica nell’ultima parte della vita. Sulla lapide di Cosimo Piovasco di Rondò fu scritto: “Visse sugli alberi – amò sempre la terra – salì in cielo”. Ed è la migliore sintesi possibile della storia di Italo Calvino.

Chi non è riuscito a partecipare alla proiezione al Teatro Piccinni, invito a non mancare alla proiezione del 15 ottobre alle 23,30 su Rai1, e che sarà successivamente disponibile su RaiPlay. E perché no? Rileggersi almeno uno dei capolavori di Calvino. Non c’è che l’imbarazzo della scelta.

Gaetano de Gennaro
Foto di Gaetano de Gennaro

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