La settimana sportiva: l’analisi di Pisa – Bari

E’ andata bene, molto bene, troppo bene. Ultimamente al Bari gli va tutto bene, naturalmente mi riferisco ai risultati. Se l’anno scorso gli sono andate bene le decisioni del Var, quasi tutte a suo favore, quest’anno occorre ammettere che gira per il verso giusto il risultato che, viste le prestazioni decisamente discutibili, dovrebbe essere negativo. Parliamoci chiaro: senza lo spirito di gruppo, un’anima e con l’inerzia dello scorso anno con cui, secondo me, si muove, il Bari non dico che avrebbe avuto zero punti ma quasi. Ed invece, a sorpresa, nonostante le prestazioni pressoché negative sotto tutti i punti di vista, ecco la squadra che non t’aspetti, una squadra viva, con un cuore pulsante che batte forte, con carattere da vendere e pronta ad immolarsi sotto i colpi degli avversari, subendo poco ma pungendo altrettanto poco. Decisamente un pregio questo che però non va di pari passo col divertimento, né col gioco. Insomma, come suol dirsi, meglio feriti che morti.

Una squadra pratica, cinica, di sostanza, capace di subire colpevolmente il gioco dell’avversario, un gioco, a volerla dire tutta, sterile e per niente trascendentale vista l’impalpabilità del Pisa di questo periodo, ma capace anche di ribaltare il risultato con un secondo tempo migliore e con la seconda ed ultima chance capitata sui piedi di un ragazzino gettato nella mischia da Mignani come extrema ratio in una gara che si stava mettendo malissimo e che preludeva, probabilmente, alla prima sconfitta della stagione. Ma Mignani ormai ci ha abituato alle sue mosse quasi tutte vincenti, e ripeto “quasi” tutte, non tutte.

Certo quel che si vede fino adesso è poco e si fa fatica a pensare al Bari come squadra dalle grandi ambizioni perché se continua a giocare così -parliamoci chiaro senza tanti giri di parole – ben che le vada lotterebbe per non retrocedere.

Però certi segnali che arrivano, così come quelli dello scorso anno, non sono da sottovalutare, anzi, aiutano a pensare in positivo. Si prenda, ad esempio, l’averla fatta franca col Palermo in nove contro undici, si prenda l’occasione clamorosa occorsa sui piedi di un giocatore del Cittadella al 94′ , e fortunatamente sbagliata, che avrebbe potuto far perdere il Bari, si prenda la vittoria di Cremona, partita “perfetta” ma pur sempre senza graffiare più di tanto, si prenda l’averla fatta franca a Terni dove se avesse perso nessuno avrebbe potuto dire nulla e, infine, si prenda la partita di sabato dove un ragazzino alle prime armi nell’area pisana, entra e risolve la partita compromessa. Non sono, questi, segnali in codice “morse”? Tra l’altro, diciamocelo, non è che si può campare di ‘segnali di vita’, come avrebbe detto Franco Battiato; occorre fare altro, molto altro, occorre capire, ad esempio, cosa sta succedendo a Maita, l’ombra di quello visto fino a marzo scorso (perché dopo Natale, così come per Cheddira, anche lui è un po’ sparito dai radar), e occorre capire perchè Ricci continua a sbagliare mille appoggi senza trovare spunti pericolosi per i quali è stato preso e per i quali è conosciuto, cosa succede a Morachioli, un giocatore cambiato rispetto allo scorso anno quando ogni volta che gli si dava l’opportunità era decisivo, e soprattutto che intenzioni ha Brenno, se fare il portiere o il kamikaze, sabato un disimpegno da brivido, in ritardo sul gol ed un’uscita a vuoto, insomma non proprio il portiere che ci aspettavamo.

Sabato il Bari non ha fatto una grande prestazione, come dicevo prima, occorre dirlo a chiare lettere, non lo è stata durante la prima mezzora del primo tempo consegnata su un piatto d’argento al Pisa che, come ho scritto, non è parso granché nonostante il tanto decantato Valoti (meglio che non sia venuto a Bari o ha avuto solo una gara storta che può capitare a tutti? Chi lo sa), Veloso, non Caetano il cantautore brasiliano, ed altri che ne avrebbero dovuto alzare il tasso tecnico, eppure il Bari è riuscito a prestargli il fianco quando invece, approfittando dell’inconsistenza avversaria, avrebbe dovuto e potuto colpire senza pietà, ed invece nulla, ha arretrato il raggio d’azione e ha subito l’avversario, e non ha inciso nemmeno quando il Pisa ha cominciato a soffrire la stanchezza perché il Bari non ha fatto nemmeno un tiro in porta.

E’ mancata la brillantezza, si è vista la difficoltà nel servire Nasti o comunque gli attaccanti a causa di un centrocampo poco efficace con Maiello e Maita ancora troppo grezzi, mentre con Acampora le cose sono andate appena appena meglio, ma non benissimo: il giocatore si vede che ha i piedi buoni, ma occorre del tempo per vederlo in forma. Quell’occasione di Nasti, un giocatore che sente il profumo della porta come pochi in B, è stata l’unica vera occasione ma forse anche l’unico tiro in porta effettuato dal Bari. Mi pare troppo poco per poter ambire alla promozione.

Si, è vero, qualcosa è andato storto sul mercato, gli affari si sono chiusi tardi rispetto ad altre squadre, un paio di attaccanti (non uno solo) sarebbero dovuti arrivare ed invece non sono arrivati, lasciamo perdere i ficcanasi, quelli che vogliono fare i conti in tasca ai padroni del Bari; come dico sempre, non è il caso di trarre conclusioni, di emettere giudizi oggi perché siamo ad inizio torneo, le squadre sono ancora da assemblare, alcune devono ancora recuperare partite, c’è ad esempio il Brescia che non ha subito ancora gol ma ha sole due gare giocate: che facciamo, lo osanniamo? C’è il Lecco a zero punti ma anch’esso con tre gare da giocare, la Sampdoria non morde, lo Spezia fa cilecca, la Cremonese stenta, il Venezia sembra fare sul serio come il Palermo, insomma tutto è ancora da decifrare. Mentre il Bari, volenti o nolenti, in attesa della condizione fisica ottimale di tanti arrivati a Bari, arrugginiti e a corto di fiato e di giri nei propri motori, senza Menez e Diaw, è ancora imbattuto con due soli gol subiti e tre gol fatti. Senza rigori. E se oggi, con questi limiti, è a sette punti imbattuto è ragionevolmente lecito pensare ad un Bari più forte quando tutti i calciatori ventisei saranno belli e pronti.
O no?

Massimo Longo

Condividi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.