Il cartellone d’eccezione del Festival “Francavilla è Jazz” 2023 è stato inaugurato dall’ipnotico “New York Tango Trio” di Richard Galliano

La decima edizione del Festival “Francavilla è Jazz” ha preso il via con il fisarmonicista francese (di origini italiane) Richard Galliano. Anche quest’anno Francavilla Fontana si conferma una tappa obbligatoria per gli amanti di questo genere musicale, con un cartellone estremamente ricercato.

Richard Galliano con il New York Tango Trio, ha aperto i battenti del festival. Tra i più grandi fisarmonicisti jazz degli ultimi cinquant’anni, si è esibito insieme ai formidabili Adrien Moignard (chitarra) e Diego Imbert (contrabbasso). Il trio ha presentato il recente album registrato al Cully Jazz Festival 2022, in Svizzera, in cui sono presenti composizioni originali e tributi ad Astor Piazzolla. Un connubio fra jazz e tango, ad alta intensità emozionale.

Francavilla è Jazz è un festival nato nel 2014 da un’idea del direttore artistico Alfredo Iaia che, insieme ad alcuni appassionati jazzofili, è riuscito a portare a Francavilla Fontana il jazz di grande qualità. Nato da una grande passione, unita alla volontà di realizzare un evento di grande spessore culturale, si è sviluppato in perfetta sinergia con il territorio. I concerti, infatti, sono ospitati in luoghi consoni a garantire la perfetta fruibilità della musica e anche a valorizzare il bellissimo centro storico della città. Nel tempo il festival si è consolidato ed è cresciuto sia in termini di partecipazione sia in termini di radicamento, divenendo un punto di riferimento regionale per gli appassionati del genere.

L’associazione culturale Francavilla è Jazz si costituisce formalmente nel 2017 su impulso di Alfredo Iaia e di un gruppo di appassionati jazzofili, operando sul territorio di Francavilla Fontana e nella provincia di Brindisi. Già nel 2012 e nel 2013 il successo di alcuni concerti jazz inseriti nel cartellone delle iniziative estive locali, convincono il Comune di Francavilla Fontana a creare una rassegna stabile, affidando ad Alfredo Iaia la direzione artistica del festival denominato Francavilla è Jazz.

A corredo del Festival è stata inaugurata una mostra collettiva di pittura “i colori del Jazz”, In collaborazione con il Centro culturale francavillese “Rosa Tardio”, il Centro artistico culturale “La Casaccia” e l’Associazione artistico culturale “La Sfera”. La mostra è fruibile durante tutti gli appuntamenti del “Francavilla è Jazz” previsti in Piazza Giovanni XXIII.

Il concerto di Galliano, causa il forte vento, è stato trasferito all’interno del Teatro Italia, che non è riuscito a contenere la grande massa di appassionati. Una buona metà del pubblico è rimasta fuori e solo grazie a Galliano, dopo il primo spettacolo, un po’ ridotto nei tempi, ha effettuato un secondo set alle ore 23,00 per tutti coloro che non erano riusciti ad accedere all’interno del Teatro.

Il concerto ha preso avvio con uno dei cavalli di battaglia di Richard Galliano, Vuelvo al sur, scritta da Astor Piazzolla.. Da subito si è creata un’atmosfera rarefatta che ha trascinato tutto il pubblico presente. Bravissimi i due accompagnatori: la chitarra di Adrien Moignard e il contrabbasso di Diego Imbert. I dialoghi tra gli strumenti ed i momenti corali sono sempre stati sottolineati da scoscianti applausi. Anche se non presente nell’Album Cully 2022, non poteva mancare una versione speciale di Moon river, altro cavallo di battaglia di Galliano. Brano composto da Johnny Mercer e Henry Mancini nel 1961, e reso famoso dal film “Colazione da Tiffany”. Speciale perché per questo brano ha abbandonato la sua fisarmonica per utilizzare una specie di armonica a bocca (accordina), creando sonorità particolarissime. L’accordina è uno strumento musicale a fiato e ance libere come la fisarmonica o come anche l’armonica. Questa combina il suono della stessa armonica a bocca con la tastiera logica e comoda della fisarmonica a bottoni.

Nato nel 1950, Galliano inizia a suonare la fisarmonica a 4 anni, sotto l’influenza del padre Luciano, fisarmonicista italiano. Dopo un lungo e intenso periodo di studio (prese lezioni di trombone, armonia e contrappunto all’Accademia di Musica di Nizza), a 14 anni, alla ricerca di una espansione delle sue idee sulla fisarmonica, inizia ad ascoltare la musica jazz e rimane impressionato dal trombettista Clifford Brown, dal quale ha preso numerosi spunti. Di lui disse: “Ho copiato tutti i chorus di Clifford Brown, impressionato dalla sua timbrica, dalla sua energia e dal fraseggio che riusciva a sviluppare sulla potente base percussiva di Max Roach”.

Affascinato da questo nuovo mondo, e stupito che la fisarmonica non avesse ancora preso parte a questa avventura, s’impegna a questo scopo unendosi a varie formazioni.

Le sue collaborazioni vedono la presenza di artisti come George Mraz, Al Foster, Juliette Gréco, Charles Aznavour, Ron Carter, Chet Baker, Enrico Rava, Paolo Fresu, Martial Solal, Miroslav Vitouš, Trilok Gurtu, Jan Garbarek, Michel Petrucciani, Toots Thielemans e tanti altri.

Ma sono anche note a tutti le sue passioni sia per la musica sudamericana, sia per i grandi autori della musica classica, a cui ha dedicato interi album, quali Vivaldi, Mozart, Bach, solo per citarne alcuni, oltre a realizzazioni con svariate orchestre da camera. In sostanza, Richard Galliano ha cambiato il corso della storia della fisarmonica. Possiamo parlare del prima e del dopo Galliano. Ha veramente fatto di tutto per sfatare il falso mito chela fisarmonica era considerata il “pianoforte dei poveri”.

Galliano è un musicista dalle mille passioni. Sarebbe riduttivo limitare la sua musica al tango argentino. E’ un musicista a tutto tondo che ha fatto vibrare i tantissimi spettatori presenti. Tra le varie opere da lui realizzate, volevo sottolineare il progetto Mare nostrum, realizzato con il pianista svedese Jan Lundgren e il nostro Paolo Fresu alla tromba. E’ un progetto che travalica qualsiasi confine e che ribadisce l’appartenenza di ciascuno ad un bene comune, il mare. I dischi di questo progetto sono tre. Fin dall’inizio della loro decennale collaborazione, il gruppo ha avuto infatti l’idea di registrare un album in ciascuno dei loro paesi d’origine. Il primo è stato registrato in Italia nel 2007, il secondo nel 2016 in Francia e infine il terzo in Svezia,

Oggi si parla tanto del nostro Mare Mediterraneo, e di quello che quotidianamente avviene. Come la musica, il mare deve essere qualcosa che unisce. Come ci ricorda l’opera realizzata dall’artista Filippo Giovanelli sul suggestivo molo di Campomarino di Taranto: una lunga scritta a caratteri cubitali: “Lu mari cucchia li paìsi ca sparti”. Non ci sarebbe bisogno di traduzione, ma per i più pigri, ribadisco che il mare (come la musica) unisce i paesi che separa.
Grande, Galliano.
Un ottimo avvio per un Festival che non è da meno a nessuno.

Gaetano de Gennaro
Foto di Gaetano de Gennaro

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