La musica raffinata del Federica Michisanti Quartet conquista il pubblico di Bari in Jazz 2023

La rassegna Bari in Jazz ha ormai chiuso i battenti per quanto attiene gli appuntamenti presso il Minareto della Selva di Fasano. L’edizione 2023 si concluderà il 7 settembre a Torre a Mare con il concerto dei Radicanto.

Tra i tantissimi appuntamenti ormai alle spalle, molto diversi tra loro, quello che più di tutti rispecchia il termine tradizionale di jazz è stato quello del quartetto della contrabbassista Federica Michisanti. Ma “tradizionale” fino ad un certo punto perché la giovanissima musicista romana è da sempre impegnata in ricerche di sonorità inusuali, con formazioni non tradizionali. Non a caso, sul palco ha presentato un nuovo progetto che sarà pubblicato il prossimo settembre, a cura del Parco della Musica Records di Roma (dal titolo Afternoons). Ospite d’eccezione il clarinettista francese Louis Sclavis, uno dei più affermati musicisti europei e a completare l’organico, il violoncellista Salvatore Maiore ed il batterista Emanuele Maniscalco.

Federica Michisanti ha iniziato l’approccio alla musica iniziando a suonare in una banda scolastica. Ha iniziato a studiare musica intorno ai vent’anni, suonando prima la chitarra e successivamente il basso elettrico. Le prime passioni musicali sono state i Led Zeppelin, Sting, i Doors, Janis Joplin, Jimi Hendrix o i King Crimson. Ha studiato presso l’Università di Musica di Roma e al St. Louis College of Music, oltre ad aver frequentato i seminari di Siena Jazz e Città di Castello. Negli ultimi anni ha vinto diversi prestigiosi premi. Nel 2018 ha vinto il referendum annuale della rivista Musica Jazz come giovane talento emergente. Più volte è arrivata nelle prime posizioni del Top Jazz. Nel 2019 ha vinto il premio speciale Siae per l’originalità della ricerca compositiva. Con il suo Horn Trio ha vinto il Top Jazz 2020 come miglior gruppo italiano dell’anno con Francesco Bigoni e Francesco Lento. Ha inciso diversi album a suo nome con i progetti Trioness e Horn Trio e ha partecipato a numerosi festival italiani ed internazionali. Nel tour europeo del 2021, Michisanti ha suonato nel quartetto di Dave Douglas e Franco D’Andrea. Michisanti è inoltre docente presso il Conservatorio St. Louis College of Music di Roma. Il suo approccio con il jazz è scaturito durante gli anni dell’Università della Musica di Roma, con l’ascolto in particolare di artisti quali Keith Jarrett, Wayne Shorter e Dave Holland. Altra grande passione è il disegno, e non si può escludere, come da lei più volte affermato, che prima o poi riuscirà a realizzare un progetto che oltre la musica, possa comprendere anche le arti visive.

Già di recente avevamo avuto il piacere di ascoltare Federica a Bari, l’ultima a dicembre scorso con l’Orchestra Nazionale giovanile di Paolo Damiani, ma questa estate è stata la prima occasione di poter ascoltare le sue composizioni, molto ricercate e raffinate, in alcuni momenti dissonanti. Una musica cameristica, esaltata dalla presenza del clarinettista francese Louis Sclavis, uno dei massimi esponenti della scuola francese,

Louis Sclavis, straordinario e virtuoso musicista, notevole compositore, da qualche anno collabora con Federica nei suoi progetti. Il quartetto ha proposto composizioni di Michisanti, che mantengono una sonorità che attinge dalla musica colta europea e dall’avanguardia jazzistica, lasciando molto spazio all’improvvisazione estemporanea ed arricchite dal contributo percussivo della batteria. Sclavis è un clarinettista e compositore francese. Suona il clarinetto, il clarinetto basso e il sassofono soprano, proponendo una curiosa miscela di jazz e musica tradizionale di vari paesi. Spesso il suo modo di suonare è stato catalogato come “folclore immaginario”, rielaborando e mischiando musiche tradizionali e musiche contemporanee. È anche autore delle colonne sonore dei film Kadosh di Amos Gitai (1999), Ricomincia da oggi di Bertrand Tavernier (1999) e Après lui di Gaël Morel (2007). Nato a Lione nel 1953, è emerso fin da giovanissimo, negli anni ’70, sulle scene del jazz francese ed europeo. Ha collaborato in particolare con Michel Portal (diventando, di fatto, suo erede), ed il pianista sudafricano emigrato in Francia Chris McGregor. Dotato di una straordinaria tecnica, in particolar modo con il clarinetto basso, è riuscito a ricamare, sulle composizioni della Michisanti, dei preziosi assoli.

Salvatore Maiore, contrabbassista, violoncellista e compositore sardo, dopo aver compiuto gli studi classici diplomandosi in contrabbasso al Conservatorio di Cagliari, ha frequentato il Corso di Alto Perfezionamento di Saluzzo. Nel 1992 si è trasferito a Milano, dove ha iniziato una lunga serie di collaborazioni, tra le quali il Quartetto di Franco Cerri e Enrico Intra e il Sardinia Quartet (con il quale vince il concorso Jazz Contest a Milano nel ‘91). Nel 1993 si trasferisce Verona e si apre a una nuova serie di collaborazioni: il Trio di Glauco Venier (con il quale vince il concorso Jazz a Vienne come miglior gruppo), il quintetto Gramelot Ensemble di Simone Guiducci, il quartetto Internòs (con Paolo Fresu). Ha partecipato a più di cinquanta pubblicazioni discografiche. E’ stato per sei anni direttore del Dipartimento di Musica Jazz presso il Conservatorio di Vicenza dove insegna contrabbasso jazz dal 2007. Anche il suo contributo, nello spettacolo, non è stato secondario.

Emanuele Maniscalco, bresciano, classe 1983, inizia ad interessarsi alla musica verso i tre anni (età in cui riceve in dono la prima batteria-giocattolo). Ad otto inizia a frequentare lezioni private di pianoforte classico, che abbandona dopo due anni. Nel frattempo, attraverso i dischi del padre, si avvicina la passione per la musica brasiliana e jazz. A dodici anni riscopre la batteria, iniziando un percorso di studi da autodidatta. Non lascia il pianoforte, ma la sua attenzione si è nel frattempo spostata verso la musica moderna. Durante i Seminari Senesi del 2004 conosce Enrico Rava, che lo coinvolge in breve tempo in nuovi gruppi con giovani musicisti (“Rava Under 21”, “Enrico Rava New Generation”). Dal 2003 Emanuele partecipa al Laboratorio Permanente di Ricerca Musicale tenuto da Stefano Battaglia. L’esperienza ha segnato l’inizio di una fruttuosa collaborazione con il pianista e compositore milanese. Oggi vive nei dintorni di Perugia e alterna l’attività di concertista a quella di docente. Nel 2005 ha insegnato batteria presso l’Accademia Musicale “Ignazio Pasini” a Nigoline di Corte Franca (Bs) e l’Accademia Artistico-musicale di Cellatica (Bs). Suona con Enrico Rava, Stefano Battaglia, Walter Beltrami, Simone Guiducci, Giovanni Guidi, Fulvio Sigurtà, Claudio Filippini e molti altri musicisti. 

In una serata particolarmente fredda la musica di questo splendido gruppo è riuscita a scaldare, con una musica raffinata, gli animi degli spettatori presenti. Concerti del genere sono rari. Non ti faranno ballare, non saranno trascinanti, ma ti accompagnano dove solitamente il tuo pensiero non arriva. Bene così.

Gaetano de Gennaro
Foto di Gaetano de Gennaro

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