La settimana sportiva: l’analisi di Pisa – Bari

Voi tifosi sicuramente da ieri vi state crogiolando per la vittoria; io – vogliate scusarmi – non riesco a darmi pace.
Si, avete capito bene, non mi capacito per il fatto che questo Bari, con 10 vittorie in trasferta e con la prospettiva di conseguirne almeno un’altra, abbia le porte, con ogni probabilità, sbarrate per la promozione diretta. No, non riesco proprio a farmene una ragione. Si, d’accordo, qualcuno di voi, diciamo i più audaci e indomiti, in cuor suo spera ancora, ma io preferisco guardare in faccia la realtà e pensare che il Genoa sia più forte e che meriti il secondo posto, se non il primo, se il Frosinone continuerà a perdere colpi. Mai dire mai, certo, però …

Sta di fatto che il terzo posto appare blindato, e sappiamo tutti quali siano i vantaggi e i privilegi che comporta. E in virtù di ciò, credo che, sotto questo aspetto, abbiamo più di una chance per la promozione. Però … Già, c’è un però.
Sarebbe cosa buona e giusta cercare di vincere contro Cittadella e Reggina perché l’idea di assistere ad altre prestazioni incolori con cui il Bari si mette nei guai, proprio non riesco a sopportarlo. Siamo lì, ad un passo dal cielo, e si deve cominciare a vincere in casa senza tanti problemi. Se siamo lì, lo dobbiamo solo a responsabilità della squadra incapace di vincere qualche altra partita assolutamente alla sua portata. Ed invece ne sono scaturite sconfitte o pareggi in extremis col batticuore. Senza dimenticare la sconfitta col Genoa, i cui rimpianti sono noti e li stiamo pagando a caro prezzo.

Domenica ho visto una sola squadra in campo, la nostra, che ha avuto le redini del gioco dal primo minuto fino all’ultimo, una squadra che col 4-3-3 (e non 4-4-2), ha dato dimostrazione di robustezza e incisività, esaltando le qualità di tutti, cosa che è pressoché mancata sempre dal momento che abbiamo tutti assistito a primi tempi scoraggianti e secondi migliori ma mai uniformi. E domenica, con questo nuovo schema, il Bari ha dominato letteralmente. Meglio il primo tempo dove si è procurato due opportunità per far gol e due punizioni dal limite che avremmo dovuto battere meglio, un po’ meno bene nel secondo dove, pur dominando, non si è procurato molte occasioni. Il Pisa non è mai apparso nel mio radar, non so nei vostri. Nemmeno un tiro in porta, diamine. Per quanto mi sforzi di essere obiettivo, faccio fatica a sprecare imparzialità. Si, d’accordo, hanno giocato per tre quarti di gara in dieci, ma almeno un tiro in porta era lecito e logico attenderselo, non trovate? In fondo giocavano in casa. Ed invece il nulla. Così il Sudtirol. Mi domando come abbiano fatto a raggiungere i primi dieci. In fondo alla classifica ci sono squadre nettamente più forti. Forse sono “scoppiate”, hanno dato tutto e ne pagano le conseguenze, ma non dimentichiamo che il Bari ha anche i suoi meriti perché è stato bravo a non farli giocare.

A molti sarà sfuggito, ma domenica il Bari ha sfatato un tabù, vale a dire quello per cui non riesce a vincere senza Maiello. Era ora. E bravo Mignani a non snaturare ruoli (Maita ad esempio) e ad innestare gli uomini giusti, penso a Bellomo ed Esposito, Mignani è un allenatore dalle idee chiare, molto coraggioso e sta raccogliendo quanto sta seminando da due anni a questa parte. E chi lo critica o è in malafede o non capisce nulla di calcio.

Servono ora forze e idee fresche, con Morachioli, con quanti han fatto molta panchina, ed il 4-3-3 o il 4-4-2, la strada sembra tracciata per il rush finale. Giocare ancora col 4-3-1-2 e coi soliti potrebbe essere rischioso dal momento che ci conoscono tutte. Meglio idee nuove, novità insomma.

Una nota di merito a Mirco Antenucci che dimostra ancora quanto sia importante ed insostituibile in questa squadra, un giocatore che si sacrifica, che smista palloni, che li controlla senza perderli, e che è in possesso di quella freddezza e professionalità non riscontrabile in molti nel realizzare un rigore al 92′. Non tutti ne sono capaci. In quei frangenti, nel recupero, è facile non mantenere la giusta concentrazione e, dunque, è facile sbagliare, ma lui no, non sbaglia perché è un grande giocatore al pari di Di Cesare. E di tutti, ovviamente.

Una nota a margine: al gol di Antenucci noi, giornalisti baresi, abbiamo urlato di gioia facendo incazzare i tifosi pisani che hanno replicato con insulti e minacce. Per carità, era prevedibile, diciamo che ce la siamo cercata, ma ditemi voi: come si fa a non esultare ad un gol vittoria al 92′ fuori casa? La vedo difficile. Sono certo che la situazione si sarebbe manifestata anche a parti invertite. Precauzionalmente, siamo rimasti in tribuna stampa per una ventina di minuti lasciando defluire il pubblico inviperito per poi scendere regolarmente in sala stampa. Ma all’uscita dallo stadio, gli stessi tifosi, evidentemente avendomi riconosciuto, hanno continuato ad insultarmi e a minacciarmi. Le forze dell’ordine mi hanno dato una grande mano, proteggendomi finché non è arrivato il taxi.
Aveva ragione Dante: “Ahi Pisa, vituperio delle genti …”.

Massimo Longo

Condividi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.