“Buon compleanno, Enrico”: ad Arnesano il concerto che ripercorre i luoghi di Caruso nel giorno della sua nascita

Nel giorno del compleanno del grande Enrico Caruso, la quinta Stagione Concertistica di Opera Prima gli rende omaggio con uno speciale concerto in programma sabato 25 febbraio 2023, alle ore 19.30, sempre sul palco del Teatro “Oratorio Don Orione” di Arnesano (LE). Ospiti della rassegna “Appassionato” diretta da Vincenzo Rana, il tenore Marco MigliettaAndrés Jesús Gallucci al pianoforte e Fernando Greco in qualità di voce narrante, nel concerto intitolato “Buon Compleanno, Enrico” ripercorrono i luoghi del “tenore dei due mondi” nato il 25 febbraio 1873.

“Caruso non è un cantante – scrisse Thomas Burke – è una voce, un miracolo. Non vi sarà altro Caruso per due o tre secoli. Forse mai più!”.

Interprete sensibile e moderno, capace di cogliere i cambiamenti del suo tempo, fu pioniere delle prime registrazioni discografiche: ha inciso, nel 1902, il primo 78 giri registrato in Italia diventando la prima star discografica della musica italiana ed internazionale per la vendita di più di un milione di dischi.

“Il 2023 è un anno importantissimo per i melomani: il 150 anniversario della nascita di Enrico Caruso. Abbiamo voluto affidare alla vocalità del tenore salentino Marco Miglietta, al pianismo di Adrès Jesùs Gallucci e alla narrazione di Fernando Greco il racconto della gloriosa vita artistica del più grande tenore di sempre – dice Vincenzo Rana, direttore artistico della rassegna “Appassionato”.  Un programma di arie tratte dalle opere che Caruso interpretò nel corso della sua carriera e che segnarono tappe significative della sua storia artistica. La visione di Opera Prima è quella di rendere l’opera più accessibile al pubblico, esplorando modi innovativi e accattivanti per avvicinare sempre più persone alla conoscenza di questo immenso patrimonio artistico”.

Costo biglietto € 7.
Info e prenotazione al 3274562684 o su www.associazioneoperaprima.com.

“Voce che si fa amare, che fa sognare ed infiamma i cuori, quella del tenore è stata di volta in volta soave ed implorante, come nel mitico Rubini nell’Ottocento, o sensuale e struggente, come in Enrico Caruso, che aprì all’inizio del Novecento la schiera dei moderni divi della lirica, da Tito Schipa a Luciano Pavarotti. A 150 anni dalla nascita (Napoli, 25 febbraio 1873) il mito di Enrico Caruso è più vivo che mai. Ed a lui si guarda, se non come il più grande tenore di tutti i tempi (una classifica in tal senso è sempre arbitraria), certamente come all’inventore dello star system: alla sua immensa popolarità contribuì anche la massiccia azione pubblicitaria che accentuò la vendita dei suoi dischi, veri best seller dell’epoca. Il suo “Vesti la giubba” dai “Pagliacci” di Leoncavallo arrivò infatti a superare il milione di copie vendute. E la sua storia, dopo essere stata oggetto di diversi film e musical, è stata ricordata, tra l’altro, anche da Lucio Dalla in quella bellissima canzone che rievocava le sue ultime notti nell’albergo Vittoria di Sorrento. La sua vita fu costellata da molti momenti di felicità dovuti all’immenso dono naturale della splendida voce, la cui bellezza e morbidezza facevano pensare al suono del violoncello, ma anche da tante amarezze.
Il suo debutto risale al 1895, nel 1900 apparve per la prima volta alla Scala diretto da Arturo Toscanini, e nel 1903 fece il suo ingresso trionfale al Metropolitan di New York, che fino alla morte (Napoli, 2 agosto 1921) divenne il suo incontrastato regno. Fu interprete eccezionale nel repertorio “verista” (fra le altre associò il suo nome alle prime assolute di “Adriana Lecouvreur” e “L’Arlesiana” di Cilea, e della “Fedora” di Giordano), e nelle opere del Verdi della maturità quali “La forza del destino” e “Aida”. Non bisogna poi dimenticare il Caruso insuperato cesellatore di canzoni napoletane, che all’epoca alimentarono le lancinanti nostalgie degli emigrati italiani in America.” (Eraldo Martucci)

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