La vita come un incessante “making of”: “Home Altrove”, la performance di Daniele Albanese, andata in scena nel Cantiere Ex Biblioteca Ateneo Sagarriga Visconti per il BiG festival 2022

At a towering castle in springtime, a banquet is held to enjoy the flowers. Cups of wine are passed around, under shadows cast by trees on clear night. I see the moon is arising and dancing, through each branch of the pine trees. Dating back to a thousand years they’ve grown. Wherever have the glorious old days gone…?
In un castello torreggiante, a primavera, viene tenuto un banchetto per godere dei fiori. Bicchieri di vino passano di mano in mano, sotto l’ombra stagliata dagli alberi nella sera tersa. Vedo la luna sorgere e danzare, attraverso i rami dei pini. Penso ai mille anni in cui sono cresciuti. Dove sono andati i vecchi giorni gloriosi…?
(Ôkoku (aruiwa sono ie ni tsuite) – regia di Natsuka Kusano)

Capita di rovinarsi la vita, immaginandola e preparandola nei minimi dettagli, salvo poi scoprire che essa ci aveva riservato altri percorsi, non meno interessanti.

È proprio ciò che è capitato a tutte e tutti noi, nell’esperienza del lockdown.
Tutte e tutti con piccoli e grandi cantieri esistenziali, abbiamo trovato un muro, una cesura improvvisa, un fosso impossibile da saltare. Arredare il tunnel è stato solo un palliativo, in realtà è stato inevitabile ripercorrere e contemplare il vissuto, e chi ha gli strumenti materiali e emotivi per gestire questo processo, ha potuto volgere verso di sé l’accezione costruttiva del concetto di crisi.
Molt* altr* ancora non ci riescono.

In questo senso, Daniele Albanese approda al BiG Festival 2022 con la sua performance di teatrodanza “Home Altrove”.
Il BiG, Bari International Gender Festival, è la rassegna transfemminista di cinema e arti performative su differenze di genere, identità e orientamenti sessuali, con la codirezione artistica di Tita Tummillo De Palo e Miki Gorizia, organizzato dalla cooperativa sociale Al.i.c.e., Alternative Integrate Contro l’Emarginazione.

Lo spettacolo, di e con Albanese, annovera Salvatore Insana al video e all’assistenza tecnica, Alessio Guerra al disegno luci, Daniela Cattivelli al suono, la promozione e la cura di Francesca Divano e un meraviglioso contributo sulla danza e sull’arte che verranno di Eva Karczag.

Albanese racconta tutto il “making of” dell’assolo, attribuendo a ciascuna frase, in doppia lingua, del suo racconto un passo di danza. Sequenze e variazioni coincidono con un monologo, che parte fluido, ben articolato, ben vissuto, con emozioni ben circostanziate. A un certo punto, la cui ravvisabilità è del tutto soggettiva, come il punto di non ritorno di qualsiasi catastrofe, la storia, sempre uguale a se stessa, si avviluppa, si contrae, si spezzetta, biascica e si trascina, e così la danza, fino a fermarsi. L’artista è immobile, disorientato, cosa accadrà adesso? Cosa ne sarà del suo corpo, dei suoi gesti, delle sue parole, dei suoi progetti?

Qui dovrebbe iniziare la “vera” performance, che assume un altro significato, dopo quel focus sulla preparazione. Averla “studiata” grazie al performer stesso, riveste ogni movimento di una nuova simbologia. Le abitudini e i riti raccontati sono intellegibili, c’è attesa per il momento successivo, gli spazi sono ben dispiegati.

La vita stessa, come lo spazio che ha ospitato la performance, il vibrante Cantiere Ex Biblioteca Ateneo Sagarriga Visconti, è un cantiere senza sosta e senza fine.

Il BiG, dopo l’ultimo weekend di ottobre con “Ateliersi: Al cosmo”, la lettura laboratoriale di “Tra le rose e le viole” di Porpora Marcasciano, dà appuntamento con un ricco programma quotidiano dal 9 al 19 novembre.

Beatrice Zippo
photo credit Sara Meliti

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