“Metamorphosis”, lungometraggio di animazione di Michele Fasano, menzione speciale al “Sardinia Film Festival 2022”, a Gioia del Colle sabato 29 ottobre

Metamorphosis” è l’ultimo lavoro di Michele Fasano, regista e produttore cinematografico
indipendente. Si tratta di un lungometraggio di animazione che utilizza tecniche all’avanguardia.
L’opera è stata presentata in anteprima assoluta al “Future Film Festival 2022” e successivamente
al “Sardinia Film Festival 2022”, la cui giuria ha assegnato a questo lavoro una menzione speciale
per “l’alto valore etico e i profondi ideali raccolti da un passato ormai dimenticato”.

Ispirato a «La conferenza degli Uccelli» di Farid al-Din ‘Attar, il film narra di uno stormo di uccelli
che viaggia al seguito di Upupa, verso la Montagna di Kafh, dimora di Re Simourgh, dal quale si
attendono di ricevere le risposte a tutte le loro domande. Tra sogno e realtà, i volatili attraversano
le 7 Valli. I più si perdono per strada, tranne i quattro di loro che vivranno l’esperienza di altrettanti
personaggi umani reali: Monika (Albania), Abdurrahman (Turchia), Jihad (Siria) e Susan (Israele).
Personaggi molto diversi l’uno dall’altra, per età, genere, cultura e religione, territorio di origine e
mitologie, paesaggi geografici e background storico e psicologico. Tuttavia, per i casi della vita, ma
sulla base della propria specifica differente ortodossia, si dà il caso che ognuno di loro viva
contemporaneamente in due o più religioni. Non solo «accanto», in un atteggiamento di tolleranza,
ma «abitandone più d’una allo stesso tempo». Il cinema d’animazione, per via di metafora,
consente di dare visibilità sia alla loro comunanza spirituale, nella loro assoluta differenza
culturale, sia all’antichità della tradizione sapienziale in cui tale comunanza si inscrive: la religione
dell’Amore. Alla fine, solo a 6 volatili sarà rivelato il segreto: all’Upupa che li guida (ma anch’essa
dovrà prima imparare qualcosa); ai 4 che avranno vissuto l’esperienza d’Amore dei personaggi
umani, più ad un sesto, il più improbabile di tutti. Parlare di «Religione dell’Amore» oggi potrebbe
suonare «paradossale», letteralmente «a lato della comune opinione», un tratto destinato a restare
non percepito e non documentabile senza uno specifico lavoro di elaborazione drammaturgica. Il
gioco tra realtà e finzione, dunque, da una parte esalta la percezione dei significati come «non
casuali», dall’altra consente di giocare con i dispositivi di credenza dello spettatore, convocato a
prendere una posizione, a «vedere» al di là delle proprie abitudini di percezione, oltre i pregiudizi
del senso comune.

Appuntamento sabato 29 ottobre al Teatro Rossini di Gioia del Colle, ore 20.00 (apertura porte ore 19.00). Ingresso libero fino a esaurimento posti.

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