Il cantautore Vito Carrone ha pubblicato il suo album d’esordio “Come in un quadro di Hopper”

Il pittore Edward Hopper è stato a buon diritto un maestro inconfondibile dell’arte contemporanea. Il tema della solitudine attonita è espresso con raro vigore dalle celebri opere della American Way of life, capaci di raccontare con emozione lo smarrimento dell’uomo dei nostri giorni.

La fragilità umana e la chiave di interpretazione del “Maestro del Silenzio” sono una fertile fonte di ispirazione per molti artisti. Vito Carrone, giovane folk-singer di Fasano, è tra questi.

L’album di esordio “Come in un quadro di Hopper” è una finestra spalancata sul mondo dei nostri giorni, attraverso otto tracce sensibili ed intimistiche, che denotano le matrici blues ed i richiami alle sonorità dei migliori songwriters americani. Il concept album che le racchiude costituisce un intero microcosmo, svelato al mondo nella serata live dello scorso 17 settembre, nella suggestiva cornice del Chiostro dei Minori Osservanti, stessa data dell’uscita del disco, da cui è stato estratto il primo singolo “Molly Funk”. In questa occasione, Carrone è stato l’headliner della prima serata della prima edizione della rassegna “Fermenti – Musica a km zero”, patrocinata dall’Assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Fasano, ed a cura di Officine Musicali, con la direzione artistica di Antonio Di Lorenzo.

Dagli anni dell’adolescenza, Vito manifesta la sua maestria nella chitarra e la vivacità delle idee, che lo portano ad essere presente nelle piazze della regione con numerose band. Nel suo percorso di imperiosa crescita, Carrone partecipa ad alcune importanti rassegne del territorio come “Fasanomusica”, e al tour nazionale “Musica contro le mafie” dell’associazione Libera, palesando l’emergente talento creativo. Progetto interamente made in Puglia, l’album di esordio di Carrone è stato registrato presso ‘Bumps Records’ a Fasano (BR), studi specializzati nel produrre musica esclusivamente con strumenti vintage. La track list è una full immersion nel mondo intimista del cantautore, ma contiene anche chiari riferimenti alle opere dell’artista americano: “Nottambuli – 1942” (forse la tela più famosa e riconoscibile di Hopper, realizzata appunto nel 1942), “Stalker per caso”, “Polvere e chitarre”, “Molly Funk”, “Clochard”, “In una notte d’estate”, “Incontri” e “Abbandonati”. Il prodotto è avvolgente e di incisiva fattura, di spessore profondo e ben curato dalla ricerca delle sonorità di adeguata energia. Gli strumenti e gli arrangiamenti sprigionano atmosfere blues e rock d’annata, avvalendosi delle pregevoli esecuzioni di interpreti di punta della scena musicale pugliese, come Antonio Di Lorenzo e Camillo Pace, Vince Abbracciante e Paolo Daniele, Andrea Campanella e Davide Saccomanno.

La copertina del disco, anch’essa un quadro ad olio, come i dipinti di Hopper, è stata ideata e commissionata da Vito alla valente fotografa e pittrice fasanese Lorella Furleo Semeraro. Singolare la sua peculiarità: ogni elemento della copertina è un’ermetica tessera del puzzle, che rimanda agli argomenti delle canzoni in una sintesi illustrativa davvero evocativa delle remote atmosfere dell’artista americano.

L’arte ha il compito di raccontare il suo tempo. Il primo disco di Vito Carrone svela un musicista abile ed un lettore attento di questi anni irrequieti e dispersivi, nei quali l’equilibrio dell’uomo e la ricerca di una vera empatia con i propri simili è messa a dura prova dall’incalzare di eventi epocali. La sfida di Vito davanti al pubblico di casa propone un giovane songwriter destinato a palcoscenici di prestigio.

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