Kantun Winka 2022 si chiude a Mola di Bari con la presentazione in anteprima del nuovo attesissimo progetto del gruppo Terrae “Altre Puglie – Dallo sperone al tacco: autori, cantori e cantautori”

Si terrà domani, lunedì 29 agosto alle ore 20.00, presso Palazzo Pesce a Mola di Bari (prenotazione obbligatoria tramite messaggio whatsapp al 3471565119), l’ultimo appuntamento della XVII edizione della rassegna Kantun Winka 2022 con la presentazione in anteprima del nuovo progetto del gruppo TerraeAltre Puglie – Dallo sperone al tacco: autori, cantori e cantautori“, che vedrà impegnati Rocco Capri Chiumarulo (voce, canto,  chitarra, chitarra battente, percussioni), Paolo Mastronardi (chitarra, voce), Alessandro Pipino (fisarmonica, toy piano, baglamas, andes, percussioni) e Loredana Savino (voce, canto, percussioni).

Altre Puglie è quello che negli ultimi anni si è chiamato laboratorio Puglia, e che continua ad essere non solo un auspicio, ma altra forma. Il laboratorio è il luogo della ricerca dove, partendo da saperi atavici e da identità specifiche, si provano nuove chimiche e si ricercano nuove compatibilità, assumendosi anche il rischio sano e virtuoso che si modifichino incessantemente. Del resto, riprendendo il plurale con cui per decenni si è chiamata (e continua a chiamarsi) questa terra, altre Puglie sono possibili: è il nostro stesso passato è a suggerirlo. Nella sua interezza, un repertorio meno battuto, ma che ha stimolato in noi la ricerca di gemme preziose di autori, cantori e cantautori (da Athanasius Kircker fino a Tonino Zurlo, da Matteo Salvatore ad Enzo Del Re) che hanno arricchito di bellezza i nostri luoghi, in un tempo molto largo. Fino ad arrivare, naturalmente, alle nuova scrittura di Terrae (e non solo) e ad alcune eccezionali riscritture della tradizione di grande valore. Una geografia che ripensi la sua storia e riconosca in quel meticciato l’antica radice e la nuova risorsa. Un’identità si rigenera quando cerca il confronto con altre identità da cui farsi attraversare senza inutili timori, mettendo anche in conto una sua trasformazione. Anzi, cercandola. Un’identità si misura con la presa d’atto della sua differenza. Un’identità viva non può temere nulla. Tante, molte, altre Puglie.

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