“Mi chiamo Luigi”: il viaggio alla riscoperta dell’anima dell’uomo prima che dell’artista Tenco nello spettacolo musicale di Giorgio Vignali e Vito Schirone

A distanza di cinquantacinque anni dalla sua scomparsa carica di misteri, Luigi Tenco fa ancora parlare di sé e non manca mai di riempire le pagine dei giornali e le trasmissioni televisive. Questo spettacolo a lui dedicato non vuole solo celebrare le sue creazioni musicali ma anche raccontare l’uomo al di là del personaggio, la sua anima e soprattutto la sua levatura morale e la sua correttezza professionale. Grazie alle testimonianze della sua famiglia, dei suoi amici e di Dalida, la star francese che lo amò sconfinatamente, verrà ricostruita la sua breve vita e un ritratto estremamente fedele dell’uomo.

Mi chiamo Luigi, lo spettacolo musicale di Giorgio Vignali e Vito Schirone che debutterà oggi 24 agosto a Montegiordano (CS), con repliche il 25 agosto a Castellana Grotte (BA), il 28 agosto a Monopoli (BA) e il 29 agosto a Roseto Capo Spulico (CS), è un viaggio nell’anima di un uomo, prima che un artista. Inizia con un medley di canzoni che definiscono l’epoca nella quale Tenco trovò le ispirazioni musicali che lo aiutarono ad intraprendere la sua crescita professionale, nel contempo il racconto della sua giovinezza e della sua vita privata viene raccontato da Vito Schirone, ora in veste di cantante ora di narratore, che passo dopo passo, alternandosi ai commenti simpatici e sdrammatizzanti della voce off di Luigi scandisce le varie stagioni, a volte conflittuali, della sua maturità. E mentre la breve biografia del cantautore segue rigorosamente le fasi naturali della sua crescita, le canzoni vengono proposte seguendo gli scatti umorali, intellettuali e umani delle sue esperienze di uomo, quindi i suoi rapporti con l’amore saranno inanellati dalle sue creazioni più sentimentali, il suo impegno da quelle canzoni che in tempi diversi lasciavano intravedere i germogli di un sincero attivismo sociale, e così per i rapporti familiari o con le tematiche esistenziali care a tanti altri artisti che, come lui, cercavano nuovi stili e nuove tendenze.

Dall’ingresso in scena di Dalida (Agata Paradiso) e dal racconto del suo amore illimitato per Luigi che in qualche modo costrinse l’artista a partecipare ad una gara canora commerciale come Sanremo, totalmente in antitesi con lui, i temi del racconto assumono toni sempre più drammatici, raggiungendo un apice quando la stessa Dalida e il racconto delle misteriose indagini poliziesche scandiscono con i ritmi incalzanti e sconvolgenti di un giallo i giorni che seguirono la sua dipartita.

• Attore/cantante: Vito Schirone
• Attrice/cantante: Agata Paradiso
• Musicisti: Roberto Spagnoletta, Marco Campanale, Marco Galeandro, Michele Di Ruvo
• Voce off: Giorgio Vignali
• Corpo di ballo: Gaia Azzini e Antonio Schirone
• Coreografie: Rosy Loconte
• Coordinamento musicale: Roberto Spagnoletta
• Regia: Giorgio Vignali

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