Chi è Sylvia Ageloff? La risposta è in “Hai avuto la mia vita”, il nuovo romanzo storico di Francesca Palumbo

La vita è bella. Possano le generazioni future purificarla da ogni male, oppressione e violenza, e goderla a pieno”.
Questo scriveva Lev Trockij 82 anni fa nel suo testamento.
Mi piace immaginarlo davanti ad una finestra che contempla la bella giornata, pensando al futuro. Purtroppo, noi siamo il futuro, quel futuro che non è ancora capace di realizzare il sogno.

La storia di Trockij è conosciuta. Grande politico e teorico della rivoluzione permanente e oratore d’eccezione. Condusse la rivoluzione della Russia nel 1917, a fianco di Vladimir Lenin. Si impegnò in una lotta di potere contro Stalin, che perse, con il suo conseguente esilio a Coyoacán in Messico. Durante l’esilio non interruppe la sua attività politica, continuò a scrivere conducendo una puntuale analisi storico-sociale, attualizzando il marxismo, mettendolo alla prova con i fatti più significativi della sua epoca. Nel 1938 fondò la Quarta Internazionale, un’organizzazione internazionale del movimento operaio e dei lavoratori.

Una storia ben documentata quella di Lev Trockij, conosciuta grazie anche all’incessante lavoro di Sylvia Ageloff, sua segretaria e traduttrice, che ebbe un ruolo fondamentale nel suo barbaro assassinio.

Si parla di Sylvia Ageloff e di Lev Trockij nella rassegna letteraria “Resistenza – seminare il futuro – storie di territori, umanità e lotta” che si è conclusa a Noci in questi giorni.

Chi è Sylvia Ageloff?
A questa domanda ha risposto l’autrice Francesca Palumbo, con il suo ultimo romanzo storico “Hai avuto la mia vita”, edito da Besa Muci.

Sappiamo tutti che Lev Trockij muore per mano di Ramón Mercader del Río, agente segreto spagnolo naturalizzato sovietico, operante nel NKVD durante il governo di Stalin, ma Mercader per realizzare il suo piano si insinuò nella vita di Sylvia, una giovane donna ebrea.

Ancora la domanda: Chi è Sylvia Ageloff?
Nell’incontro tenutosi a Noci, la Palumbo, sollecitata dalle interessanti domande della prof. Antonella Sasanelli, ci presenta una donna forte e debole; audace e timorosa; impegnata nel sociale e riservata. Una donna che sa amare. Ama il suo lavoro, il pensiero di Lev Trockij, ama il suo impegno politico e civile. E ama, suo malgrado, Ramón Mercader del Río, l’assassino di Trockij.

Scopriamo così che l’autrice dà voce e dignità a questo personaggio straordinario, raccontandoci la sua vita. Dopo 82 anni constatiamo che siamo così abituati a tralasciare e ignorare le figure femminili della storia che sorvoliamo sul loro ruolo, dimenticando che in ogni epoca è mancata la testimonianza viva delle donne, che avrebbe potuto donare a noi una prospettiva inedita e più ampia della grande Storia.

Ma torniamo al romanzo, ringraziando la scrittrice per averci dato l’opportunità di ascoltare e scoprire una donna di questa grandezza.
Il libro è diviso in due parti: la prima tratteggia il contesto storico nel periodo molto complesso che va dal 1939 al 1940: siamo agli albori della Seconda Guerra Mondiale con la persecuzione degli ebrei, nel periodo della Guerra Civile Spagnola tra complotti e colpi di stato, nel periodo della Grande depressione che aveva travolto gli Stati Uniti. Siamo in un periodo di dilagante povertà e disoccupazione così ben descritto da Francesca Palumbo, che cogliamo con profondità e con tutto il suo grande disagio.
La seconda parte del libro, scritta in forma di diario, dà voce a Sylvia Ageloff. E noi, attraverso le pagine lette dalla dialogante, Antonella Sasanelli, ci innamoriamo di Sylvia. Una donna minuta, semplice, con la pelle chiara e le lentiggini, definita dai quotidiani poco attraente, anzi lonely spinster, zitella sola e abbandonata. Come se fosse una colpa.

Una donna colta però: laureata in psicologia alla Columbia University e – il caso ha voluto – con tesi in manipolazione mentale. Una donna con grandi ideali e un’unica fragilità, quella fragilità che ci fa uguali, uomini e donne: l’innamoramento.
Ramón Mercader del Río di rientro dalla Guerra Civile in Spagna viene coinvolto nel progetto di Stalin di eliminare Trockij, attraverso la sua segretaria. L’operazione prende il nome di Utca (papera).
Perché e come?
Cari lettori, occorre leggere il libro con urgenza per scoprirlo. Quadri dettagliati e atmosfere cinefile sono racchiuse nelle pagine de “Hai avuto la mia vita” che attendono chiunque voglia indagare.

Dora Intini
Foto di Tommaso Putignano

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