Max Kochetov e Michel Portal per la trionfale chiusura delle “Musiche Corsare” dell’associazione “Nel Gioco del Jazz”

Ancora due giorni di grandi concerti al Teatro Forma di Bari per il festival europeo di jazz «Musiche Corsare» diretto per l’associazione Nel Gioco del Jazz da Roberto Ottaviano, che ha scelto di parafrasare con la musica gli «Scritti corsari» di Pier Paolo Pasolini insieme con l’idea di società contemporanea profetizzata dal grande intellettuale, del quale quest’anno ricorre il centenario della nascita.

Oggi, sabato 28 maggio (ore 21) appuntamento con il «cosmic groove» del sassofonista ucraino Max Kochetov da tempo residente in Serbia, da dove arrivano gli altri componenti del suo quartetto, il pianista Andreja Hristic, il contrabbassista Boris Sainovic e il batterista Milos Grbatinic.
Il concerto sarà preceduto in mattinata (ore 12) dalla presentazione del libro «Il jazz dentro. Storia e cultura nel fumetto a ritmo di jazz» di Flavio Massarutto, critico musicale del Manifesto e del supplemento Alias.

Uscito lo scorso gennaio per A.MA Records, il terzo progetto discografico di Max Kochetov s’intitola «Altered Feelings», una suite di quarantadue minuti di jazz sublime nella quale si fondono psichedelia, spiritualità, bebop, rock, soul e funk dentro un mélange di influenze latine, brasiliane, panafricane e indiane. Concepito in otto parti, «Altered Feelings» è stato registrato in un’unica sessione e con due ospiti speciali, il trombettista Ivan Radivojevic e il trombonista Samuel Blaser. Ognuna delle otto composizioni riflette e rappresenta uno stato d’animo alterato. E l’intera suite si rivela come un flusso narrativo che riporta le lancette indietro nel tempo, agli anni Sessanta, a Coltrane e al suo sguardo verticale. Ma c’è anche il desiderio di creare musica fortemente legata ai tempi molto difficili che stiamo vivendo, per una fuga interiore dalla realtà.

Classe 1979, Kochetov inizia la sua carriera musicale a Kiev, dove impara a suonare il sassofono e inizia a esibirsi nei festival locali. Nel 1997 il trasferimento all’estero per l’avvio di una serie di collaborazioni tra Francia e la Germania e un approfondimento degli studi con John Taylor in Inghilterra. Nel 2006 s’insedia a Belgrado, dove nel 2010 diventa primo sax contralto nella Big Band della Radio Televisione Serba. Ed è in quel periodo che Kochetov forma il suo primo quartetto, con il quale nel 2014 incide il disco d’esordio «13:30» al quale, poco dopo, fa seguito un secondo album («A Time For Jazz») realizzato in quintetto. Già dalle prime composizioni si comprendono lo stile e le fonti della musica del sassofonista servo, ugualmente rintracciabili in «Altered Feelings», lavoro che a tutti gli effetti si può considerare il disco della definitiva maturità.

Il festival «Musiche Corsare» si chiude domani, domenica 29 maggio (ore 21) con il quintetto del sassofonista, clarinettista e compositore francese Michel Portal, attorniato dal trombonista Nils Wogram, dal batterista Lander Gyselinck, dal contrabbassista Bruno Chevillon e dal pianista Bojan Z, come si fa chiamare il serbo Bojan Zulfikarpašić.

A ottantasei anni Michel Portal è una delle personalità più originali del jazz del Vecchio Continente. Nato nel novembre 1935 a Bayonne, città basca situata nel dipartimento dei Pirenei, il musicista francese ha sviluppato la propria straordinaria carriera artistica sia in ambito jazzistico che nel campo della musica contemporanea, come certificano le collaborazioni con Karlheinz Stockhausen e Pierre Boulez. E si è cimentato con grande successo anche come autore di musiche per il cinema, aggiudicandosi per tre volte il prestigioso premio César per la miglior colonna sonora.

Tutte esperienze che sono andate a confluire nel fiume principale della musica improvvisata e del jazz contemporaneo, all’interno della quale Portal è ritenuto, grazie anche alla sua propensione all’avventura, una delle figure di spicco della scena europea.

La sua produzione discografica è davvero significativa, anche se negli ultimi anni è andata un po’ diradandosi. Basti pensare che negli ultimi dodici anni Portal ha pubblicato solo quattro progetti, incluso il disco Radar nel quale suona con in parte con Richie Beirach e in parte con WDR Big Band. Gli altri sono Baïlador del 2010, Eternal Stories del 2016 e il più recente MP85, con cui Portal (come lascia chiaramente intendere il titolo-acronimo) ha festeggiato i propri ottantacinque anni, peraltro in condizioni molto particolari, dopo due lunghi mesi di lockdown.

Ed è questo progetto che il musicista francese presenta con il suo quintetto, per venticinque anni articolatosi attorno all’asse chiave rappresentato da Bruno Chevillon e Bojan Z. L’ensemble si è, infatti, rinnovato con l’ingresso del trombonista tedesco Nils Wogram e del batterista belga Lander Gyselinck, con cui Portal ha realizzato un disco gioioso e iconoclasta, esattamente l’opposto di un testamento che alcuni si sarebbero aspettati da lui a questo punto della carriera. Lirica, virtuosa, spontanea e sofisticata, ma comunque impossibile da qualificare esattamente, la musica di Portal, espressione dell’hic et nunc, dunque assolutamente libera, si allontana definitivamente da ogni nozione di avanguardia e classicismo. E ancora una volta si spinge su territori selvaggiamente diversi con una sfrontatezza degli anni della gioventù.

Per info su biglietti e abbonamenti 338.9031130 e 351.2101227. Prevendita al botteghino del Teatro Forma 080.5018161 e online sul circuito liveticket.it.

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