Tutta la magia della chitarra classica in un inedito viaggio nella musica del ‘900: Domenico Del Giudice torna in concerto nella sua Bari incantando il pubblico

Camicia nera elegante, sguardo concentrato, calma nei movimenti: si presenta così al pubblico barese il Maestro Domenico Del Giudice.
Il grande chitarrista ritorna al suo pubblico dopo cinque anni di assenza, sul palco allestito nella Chiesa di Santa Teresa dei Maschi, che ospita anche la BibArt – biennale internazionale di pittura.

Pochi secondi per i saluti e imbraccia la sua chitarra classica, uno strumento costruito dal famoso liutaio tedesco Dammann, mostrando tutta la sua maestria e regalando ad un pubblico attento ed estasiato un viaggio nella musica del ‘900.
Il programma, tutto inedito e, per la prima volta in un contesto simile, non annunciato nei giorni precedenti al concerto ma solo all’accesso del pubblico in sala, una pratica più diffusa nel mondo del jazz che della classica, ormai inutilmente legata a schemi troppo rigidi e, spesso, ripetitivi, è magnifico sin dalla sua partenza con “Cinco Piezas (Campero, Romantico, Acentuado, Triston, Comprade)” di Astor Piazzolla. uno spaccato di melodie folk e ritmi della cultura argentina combinati con una inconfondibile vena classica, suonati dal maestro Del Giudice con energia e continuità: una vera dimostrazione di bravura.
Si passa poi, sempre nella innovativa lettura della performance che Del Giudice trasmette al pubblico, ad una vera chicca, “The Köln Concert (Part. IIc)” di Keith Jarrett, brano straordinario e difficilissimo, eccezionalmente trasposto dal pianoforte alla chitarra, che chiude la prima parte del concerto incantando tutti.

La seconda parte è introdotta da interessanti commenti, che il Maestro Del Giudice regala agli astanti, sugli autori dei brani inseriti nel programma.
Apprendiamo così che le partiture di Piazzolla incorporano elementi e dissonanze innovative presi dalla musica jazz, oltre all’uso di strumenti come il flauto, il sassofono, la chitarra elettrica, gli strumenti elettronici e la batteria.
Ci informa inoltre che un recalcitrante Keith Jarrett registrò The Köln Concert, nel 1975 al Teatro dell’Opera di Colonia, non supponendo in alcun modo che fosse destinato a diventare uno dei più famosi dischi di jazz mai pubblicati; sull’argomento, Del Giudice non lesina di raccontare aneddoti: Jarrett arrivava da Zurigo, stanco e afflitto da mal di schiena dopo cinque ore di viaggio e, non trovando il pianoforte richiesto, andò su tutte le furie. Ad ogni modo, ordinò ai tecnici del suono di accordare al meglio il Bösendorfer Baby Grand da 155 cm (invece dell’Imperial Grand Piano originariamente richiesto), salì sul palco, sebbene con la schiena a pezzi, sorretto dagli antidolorifici, e regalò al mondo il suo concerto interamente improvvisato, tanto da non volere inizialmente che ne fosse resa trascrizione, cosa che poi avvenne sotto il suo stesso controllo, a seguito dell’enorme successo.

Dopo i racconti, con tutta calma, il Maestro ritorna alla sua chitarra per proporci la raccolta ST. Petersburg Etchings – Lulla, Mazurka, Romance, Pushkin Waltz– di Yuri Smirnov, che genera una vera e propria ovazione nel pubblico che affolla in ogni ordine la sala, Valses Poeticos di Enrique Granados e La vida breve di Manuel de Falla, brani attraverso i quali fa sfoggio delle possibilità espressive della chitarra classica e della sua toccante gamma di colori e ritmi.

Sono trascorsi due anni di silenzio a seguito della pandemia, ma lo stile di Del Giudice è sempre ineccepibile e riconoscibile, il suono dolcissimo e seducente, una delicatezza palpabile, il gesto sempre tecnico, ma naturale, l’interpretazione coinvolgente e attenta.
A fine concerto, il Maestro, sensibilissimo e virtuoso, regala un bis al pubblico osannante e invita la platea appassionata di musica classica a riconoscerne il brano: è la suite di Cinema Paradiso del Maestro Ennio Morricone, attraverso cui Del Giudice omaggia non solo l’immenso compositore. ma anche la grande tradizione musicale italiana.

La musica vera è quella che rimane nell’orecchio di chi l’ascolta dopo che lo strumentista ha finito di toccare le corde”, dice Pasquale Attolico, direttore della nostra testata giornalistica, citando Gibran a conclusione della sua presentazione del concerto.
È così.
Sono trascorsi giorni e continuo a sentire nelle mie orecchie le note di The Köln Concert, rese vive dalle mani del Maestro Del Giudice.

Dora Intini
Foto di Davide Bretti e Paolo Lorusso
per gentile concessione del Maestro Del Giudice

8 commenti su “Tutta la magia della chitarra classica in un inedito viaggio nella musica del ‘900: Domenico Del Giudice torna in concerto nella sua Bari incantando il pubblico

  1. Vitantonio Rispondi

    Il concerto di Domenico Del Giudice è stata una esperienza straordinaria. Massima sapienza esecutoria, capacità di incantare il pubblico, narrando storie con il suono. Auguro ad ogni ascoltatore di esser catturato dalla bellezza della voce della sua chitarra e di compiere un viaggio tra le infinite immagini evocate dalla sua musica, arte sapiente dell’anima.

    • Domenico Rispondi

      Grazie mille Vitantonio. Queste parole, espresse da un musicista del tuo livello, mi onorano e commuovono. A presto.

    • Antonio L. Rispondi

      Bellissimo concerto. Programma vasto e con diversi brani (fra i quali una perfetta trascrizione del Koln Concert part II-c di Keith Jarrett) che pur non appartenendo al repertorio chitarristico tradizionale non erano privi di “insidie” che il Maestro Domenico Del Giudice ha superato brillantemente con la sua tecnica e la sua sensibilità musicale inconfondibile.

  2. Leila Loconsole Rispondi

    La musica ci è mancata. Grazie a questo concerto quella colta, d’autore, è tornata a farci vibrare. La chitarra classica ha fatto sognare, la straordinaria esecuzione di Del Giudice ha regalato una grandissima emozione

  3. Giuseppe Olivieri Rispondi

    Un grazie di cuore al M°Domenico Del Giudice per il meraviglioso concerto e per la Sua magistrale performance che ha raggiunto un livello sublime nell’esecuzione del Köln Concert di Keith Jarrett.

  4. Martino Rispondi

    Come sempre, in occasione di una sua performance chitarristica, il Maestro Del Giudice regala all’audience un momento di leggerezza, sensibilità penetrante ed emozioni contrastanti a chi presta (nella serata praticamente tutti) l’orecchio attento e non si concede distrazioni se non nel vivere i mondi che il Nostro ci descrive… ho visto tanti concerti Di Domenico Del Giudice ed ho imparato ogni volta, ho sognato ogni volta, ho condiviso con la gente ogni nota che ci regalava, come rifrazioni nel nostro animo e vibrazioni positive, quand’anche melanconiche.. ringrazio sempre la scelta del repertorio, sempre nuovo, sempre grandioso, sempre al limite dei generi che sconfinano uno nell’altro senza soluzione di continuità.. e grande fatica nell’esprimere quei mondi, che noi percepiamo, ma ne facciamo tesoro in quanto il Maestro ci fa dono di bellezza e sofferenza, ma sempre con un sorriso del volto e delle corde che fa vibrare. Al prossimo repertorio, caro Maestro, e grazie… è sempre “tanta roba”!!!

  5. Roberto Inciardi Rispondi

    Un’esperienza meravigliosa, un viaggio, nuovo… le note del M° Del Giudice hanno riempito uno splendido luogo ed i nostri cuori. Un repertorio raffinato e un’esecuzione impeccabile, grazie! Quando un nuovo concerto? Spero presto…

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